Allergie primaverili: ecco come proteggere i più piccoli

In primavera le allergie dei bambini tornano puntuali. Per prevenire questo problema i pediatri dell'ospedale Bambino Gesù hanno preparato dei suggerimenti

In primavera l’allarme allergia dei bambini suona puntuale. Con il risveglio della natura, piante e pollini creano non pochi fastidi a chi soffre di questo problema. Si è stimato che addirittura il 30% degli italiani sia affetto da allergie legate ai pollini. Soprattutto per i bambini l’allergia in primavera produce effetti poco piacevoli come mal di testa e una forte forma di stress. Secondo gli esperti la percentuale di bambini allergici negli ultimi 20 anni è addirittura triplicata. Insomma, un problema che tocca davvero tante persone.

Per combattere al meglio l’allergia di primavera dei bambini all’ospedale Bambino Gesù di Roma i pediatri hanno deciso di preparare uno speciale decalogo che illustri come comportarsi per contenere gli effetti delle allergie e, soprattutto come difendersi dall’attacco dei pollini. Gli sbalzi termici tipici della primavera, il cambiamento dei ritmi biologici e la presenza dei pollini costituiscono un mix pericoloso che provoca mal di testa, problemi di concentrazione e casi di irritabilità maggiore.

Quindi nella lista delle cose da fare per attenuare gli effetti dell’allergia dei bambini in primavera si consiglia di scegliere località di mare o di alta montagna per le gite. Ad altitudini medie (comprese tra 600 e 1000 metri) i pollini liberano un mese più tardi rispetto alla città e le allergie non scompaiono. Sempre nella lista di indicazioni si consiglia poi di evitare gite in campagna, soprattutto al mattino, di evitare il taglio dell’erba del giardino, di pulire con cura i filtri dell’auto e del condizionatore d’aria in casa, di far indossare ai vostri figli occhiali da sole e cappellino con visiera e di fare lavaggi nasali.

Ma per quale motivo l’essere umano soffre di allergie? Pare che la colpa si debba attribuire all’uomo di Neanderthal. L’American Journal of Human Genetics ha pubblicato due studi indipendenti che dimostrano come la possibilità di contrarre allergie sia stata ereditata da questo antenato senza il quale, però, non saremmo stati in grado di combattere le infezioni. Nel periodo di coabitazione in Europa dell’Homo Sapiens e quello di Neanderthal ci sono stati diversi incroci genetici. Tre geni del DNA umano appartengono proprio ai neanderthaliani e sono coinvolti nella capacità del’organismo di rispondere alle infezioni. Contemporaneamente, però, provocherebbero una maggiore suscettibilità nei confronti delle allergie.

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