Arrivato ChatGPTHealth, l’analisi delle cartelle cliniche con l’AI. Come funziona, pro e contro

OpenAI ha messo a disposizione un servizio che, grazie all’algoritmo, permette una “valutazione” dei dati medici personali. Ma c’è chi teme per l’accuratezza e per la privacy

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Nonostante le indicazioni contrarie da parte dei medici, è da tempo che in molti cedono alla “tentazione” di consultare il web per ottenere risposte di carattere medico, in caso di dubbi sui risultati delle analisi o di malesseri e disturbi. Ora ChatGPT potrà fornire un servizio che va proprio in questa direzione, fornendo indicazioni agli utenti che lo interrogano con domande di carattere sanitario. Il timore, però, riguarda l’accuratezza delle risposte e le garanzie in termini di rispetto della privacy.

Cos’è ChatGPT Health

Il nome scelto da OpenAI è chiaro e indica il nuovo tipo di servizio: ChatGPT Health, ossia la versione dedicata esclusivamente alla salute del noto algoritmo, in grado di rispondere ai più svariati quesiti degli utenti. Nel caso specifico, l’intelligenza artificiale promette di poter analizzare dati medici e offrire una risposta mirata ai pazienti e ai loro dubbi. Per esempio, sulla base degli esiti degli esami del sangue, potrà spiegare se un valore è fuori range e i possibili motivi.

ChatGPT non fornisce diagnosi mediche

La novità, che va incontro a una domanda concreta da parte di milioni di persone nel mondo, ha incontrato le perplessità immediate del mondo sanitario. Ma OpenAI, l’azienda che ha messo a punto ChatGPT, si è affretta a chiarire, in occasione della presentazione della versione “Health” che non è uno strumento pensato per sostituirsi al necessario consulto con un medico o un professionista sanitario. Non fornisce diagnosi, infatti, né è in grado di prescrivere trattamenti farmacologici. Molto più semplicemente aiuterebbe ad acquisire informazioni in più, utili a coloro che hanno perplessità o non sono in grado di comprendere alcuni parametri.

Come è stato realizzato il chatbot medico

Come ha spiegato ancora la compagnia, ChatGPT Health è frutto dell’elaborazione e del contributo di oltre 260 medici provenienti da 60 Paesi nel mondo che avrebbero fornito indicazioni sul linguaggio da utilizzare nelle risposte del chatbot, sulla loro coerenza e accuratezza. Sono stati utilizzati anche standard clinici creati proprio per questo tipo di servizio dell’IA, come per esempio HealthBench, che hanno lo scopo di garantire l’appropriatezza e la chiarezza delle risposte, ma anche di inviare avvertimenti urgenti in caso di necessità, se si fosse in presenza di un quadro clinico particolare.

Dalla teoria alla pratica: risposte individuali

La vera differenza rispetto al tipo di strumento già esistente è che ChatGPT Health non si limita a indicazioni generiche, ma elabora le proprie formulazioni partendo da dati concreti e specifici, che si riferiscono a un singolo utente: non è più paragonabile a una sorta di enciclopedia che dà riscontri comuni ma, analizzando una cartella clinica individuale, fornirà un responso ad hoc. Non si limiterà, per esempio, a spiegare le possibili ragioni di una insonnia ma, sulla base di una rilevazione dei livelli di stress o riposo, potrà “spiegare” o “consigliare” all’utente come ridurre il disturbo.

Come il chatbot legge le cartelle cliniche

Il procedimento tramite il quale il chatbot potrà accedere ai dati sanitari sarà comunque sempre su base volontaria. Sarà fondamentale che il paziente ricorra ad alcune App, come Apple Health o MyFitnessPal, oppure che scarichi i dati del proprio smartwatch o dispositivi fitness direttamente su ChatGPT Health. Le funzioni potranno riguardare anche consigli “mirati” per mettere a punto un piano alimentare sulla base di indicazioni specifiche, come eventuali intolleranze, sulla base degli esami diagnostici.

Come si tutela la privacy

Uno degli interrogativi principali riguardo al nuovo servizio, come del resto anche dell’intera applicazione delle funzionalità dell’intelligenza artificiale, riguarda la tutela della privacy e dei dati sensibili personali.

Per questo OpenAI ha pensato di far operare ChatGPT Health in uno spazio isolato all’interno di ChatGPT: avrà una memoria separata e crittografata con sistema avanzato per proteggere le informazioni sanitarie da eventuali accessi non consentiti.

Tutti i dati, come spiegato dall’azienda in fase di presentazione, non potranno poi essere utilizzate per addestrare i modelli di base dell’IA. Agli utenti resterà poi la possibilità di connettere e disconnettere le App che contengono le indicazioni sanitarie personali, in qualsiasi momento se dovessero cambiare idea. Sarà anche possibile cancellare le banche dati già caricate.

Quanto è sicuro il nuovo servizio

Qualche dubbio, tuttavia, rimane: la crittografia utilizzata non è “end-to-end” nel senso più restrittivo e il servizio non è soggetto automaticamente al rispetto di normative sanitarie come HIPAA, perché si tratta pur sempre di un prodotto commerciale e non sanitario in senso stretto. Anche per questo motivo ChatGPT Health in Europa avrà funzionalità differenti rispetto a quelle messe a disposizione per il mercato americano.

Non solo ad oggi il chatbot è accessibile solo a un gruppo selezionato di utenti (con piani Free, Go, Plus e Pro), ma la possibilità di accesso a cartelle cliniche vere e proprie potrà avvenire solo negli USA: nell’Unione Europea, nel Regno Unito e in Svizzera la normativa sulla privacy continua a impedire il rilascio e l’incrocio di questi dati sensibili. Pur con queste limitazioni, certamente è prevedibile che molti degli oltre 230 milioni di persone nel mondo chiedono che ogni settimana interrogano ChatGPT per consigli su tosse, febbre o altri dolori potranno essere incuriositi dal nuovo servizio.