Ballare con un cappuccino in mano: il soft clubbing è la svolta

Meglio una mattinata tra caffè e soft clubbing che un hangover

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Immaginate la scena: volete trovarvi con una vostra amica per fare una bella colazione al bar e aggiornarvi sugli ultimi gossip che avete.
Ma appena arrivate, vedete un dj e le persone che ballano.
Tranquille, non avete sbagliato fuso orario, state solo assistendo al fenomeno del soft clubbing, la “discoteca” di mattina.

La rivoluzione del divertimento inizia dal soft clubbing

Niente più alcol, “fare after” o svegliarsi con un mal di testa atroce dovuto alle ore piccole fatte la sera prima in discoteca.

Il soft clubbing è una nuova forma di svago che mantiene l’essenza della discoteca, cioè radunare molte persone che desiderano staccare la spina ballando, ma proponendola di mattina in un bar o talvolta nelle terrazze.

Strano, ma vero, è un divertimento che si adatta al nostro stile di vita incentrato sul wellness e sulla cura del proprio corpo.

Meno caos e meno eccessi per ottenere una mattinata diversa dal classico “caffè al volo”. Anche il dress code si è adattato al contesto in cui si svolge il dj set: meno glitter e più colori neutri.

Il bar è sinonimo di socialità, e questo tipo di eventi è pensato per accrescere la rete sociale di chi vi partecipa: parlare con calma, instaurare delle connessioni autentiche poiché siamo stufe di tutta la patina di perfezione che deve esserci quando si flirta.

Non ci resta che scatenarci in pista mentre teniamo tra le mani il nostro cappuccino.

Niente più FOMO: preferiamo essere rilassati

Quante volte la paura di sentirsi tagliate fuori ci ha fatto partecipare a feste o eventi che non ci interessavano o in cui proprio non avevamo voglia di andare?

Per molto tempo la FOMO ci ha spinte a prendere parte a eventi solamente mosse da un senso di colpa attanagliante.

Sei distesa sul divano e ti stai rilassando, scorri le stories di Instagram e vedi i tuoi follower ballare e divertirsi con gli amici in una discoteca.

Dentro di te senti un po’ di fastidio misto a senso di colpa: “Perché io sono a casa mentre loro si divertono?”

Sempre ricordandosi che sui social è molto semplice mostrare solo ciò che conviene, restare a casa a ricaricare le batterie per un weekend non è tempo perso, non ti rende “noiosa” e non ti fa perdere nessun treno.

La FOMO è il piccolo sassolino che si infila nella scarpa mentre camminiamo per conto nostro.Inizi a chiederti se anche tu dovresti andare a ballare il prima possibile per recuperare.

E così ti ritrovi in posti in cui non volevi andare, anche quando non te la sentivi proprio.

Il pensiero alla base del soft clubbing tenta di eliminare la FOMO, sostituendola con la JOMO, ossia Joy Of Missing Out: la bellezza del riposo, dell’uscire senza sentire pressioni esterne, prendendo parte solo agli eventi che ci interessano davvero.

Cosa cambia davvero con il soft clubbing?

Un cambio di gusti in fatto di divertimento porta con sé molti cambiamenti. Il soft clubbing si svolge prevalentemente al mattino e in bar, caffetterie o terrazze.

La scelta dell’outfit è condizionata dal luogo in cui si va: ognuno si veste come preferisce, però si sa che una bella serata in discoteca è preceduta da una sessione intensa di trucco e scelta del vestito.

In un bar l’outfit che normalmente si sceglie è costituito da capi più semplici, come un jeans o una gonna, e una camicetta per il pezzo sopra.

Le infinite ore di preparazione che precedevano l’inizio della serata diventano pochi minuti, il tempo di mettere un filo di blush e una passata di mascara.

Niente più drink alcolici annacquati, il soft clubbing promuove indirettamente i mocktail o direttamente bevande come caffè o tè.

Insomma, il contorno che ci si aspetta da una serata in discoteca è stato rivoluzionato e adattato al nostro wellness.

soft clubbing Gen Z
iStock
Ballare con il cappuccino in mano è l’ultima tendenza per contrastare gli eccessi delle discoteche

La socialità lenta: le connessioni reali che cerchiamo

Le conversazioni che si intrattengono di mattina in un bar con dj set sono ben diverse da ciò a cui siamo abituate in contesti come le discoteche.

Il buio, le luci, la quantità di gente e l’atmosfera tipica dei club solitamente comportano conversazioni più flirty, fatte di giochi di sguardi e battute con un doppio significato, per capire se l’altra persona è sulla tua stessa lunghezza d’onda.

Pensando solo alla classica frase “Ti va di uscire per un caffè?” preannuncia un’uscita tranquilla e senza troppi fronzoli, fatta unicamente per conoscersi.

Il soft clubbing si inserisce in un contesto in cui si beve un caffè (o, in generale, si fa colazione) e si balla: le pretese sono molto più basse.

Le uscite di mattina mettono meno pressione perché la testa non si affolla di domande su come dovrebbe concludersi la serata, se proseguire o meno con una cena come può accadere con un aperitivo.

Le connessioni lente e più autentiche che possono nascere dal soft clubbing sono il nostro pane quotidiano: basta conversazioni frivole o ambigue.

Il wellness del soft clubbing

Il nostro stile di vita si è diffuso a macchia d’olio e ha condizionato molti aspetti di vita, primo fra tutti il concetto di divertimento.

Non beviamo più molto, e se lo facciamo è per degustare il cocktail o scoprire qualcosa di nuovo. Ma l’idea di bere quantità enormi di alcol solo “per divertirsi” non ci attira più.

Per questo siamo la generazione che beve di meno e che ha cambiato le proprie abitudini, spostando le classiche “bravate” su un piano più salutista.

Teniamo al nostro corpo e alla nostra salute mentale: evitiamo rapporti frivoli e serate devastanti che ci fanno svegliare col tipico imbarazzo da “Chissà cos’ho detto ieri sera”.

Una vita, quindi, più tranquilla e minimal, incentrata su una socialità autentica.

Ed è lo stesso stile di vita che ritroviamo nel soft clubbing: il dj set al mattino vuole rispecchiare il nostro wellness pur mantenendo quella dose di divertimento che serve a tutti.

E tu, ballerai al mattino?

Ehi, non intendo fare after dalla sera precedente e continuare a ballare anche con le prime luci dell’alba.

Intendo rinunciare all’hangover tipico di una serata in discoteca, all’alcol e alla sensazione di leggerezza che si prova in una serata tale. È un tipo di divertimento diverso da ciò che abbiamo conosciuto finora, anche dai racconti dei nostri genitori.

Un’idea di wellness che forse non tutti riconoscono ancora di abbracciare, però evidente dal nostro modo di vivere.

Sicuramente ognuna di noi ha le sue preferenze in fatto di divertimento: il soft clubbing è un nuovo tipo di evento che si concentra sul minimalismo.

Se resterà, rivoluzionerà il mondo della notte, altrimenti sarà solo un nuovo trend da scoprire che rivelerà qualcosa di noi che ancora non sapevamo.

Che il futuro del clubbing abbia il sapore del caffè?