Pillole di Salute

Scialorrea

di Federico Mereta

Moltissime sono le cause della scialorrea, ossia la produzione eccessiva di saliva, in particolare di notte. Solo il medico o il dentista possono essere esaurienti nell’individuarne il motivo specifico. Comunque, si possono formulare ipotesi generali.

Cause della scialorrea: sistema nervoso e malattia di Parkinson

In condizioni normali produciamo circa 2 litri di saliva al giorno, fisiologicamente la deglutiamo. Un’eccesso di produzione di saliva, soprattutto in età avanzata e in assenza di lesioni e patologie che possono giustificare questo sintomo,  può essere legate innanzitutto ad alterazioni del sistema nervoso parasimpatico.

Questa particolare funzione del sistema nervoso ha anche quella di innervare le ghiandole che producono la saliva, dette salivari, che a causa di queste alterazioni tendono a produrre un’eccessiva quantità di saliva.

Un esempio tipico di questa particolare situazione e del ruolo del sistema nervoso è legato alla malattia di Parkinson che vede proprio nella scialorrea in alcuni casi un disturbo molto comune che si lega ovviamente anche al rallentamento degli arti di deglutizione.

Cause della scialorrea: reflusso gastroesofageo

Ma attenzione, ci possono essere anche condizioni più comuni, legate ad esempio ai problemi dei denti e delle gengive. O semplicemente a una protesi dentaria che non è confacente alla struttura della bocca.

Lo stesso problema si può osservare in casi di disturbi alle vie respiratorie, sotto forma di infiammazioni o infezioni che attaccano la gola, o anche nelle persone colpite da reflusso gastroesofageo. Questa è la più importante e diffusa patologia correlata alla produzione di acido gastrico. La prevalenza della malattia aumenta nelle fasce d’età superiori ai 45-50 anni e non a caso in quest’epoca della vita è più frequente la comparsa dell’ernia iatale, uno dei possibili fattori scatenanti il reflusso con l’acido che risale verso l’alto e crea disturbi.

Tra le altre cause vanno annoverati sovrappeso e l’uso di determinati farmaci, soprattutto nella popolazione anziana, che possono ridurre il tono della valvola che regola lo scambio di materiale tra esofago e stomaco.

Si tratta solo di esempi, in tutte le circostanze occorre sempre richiedere il parere del proprio medico.