Colica renale, i consigli per ridurre i rischi

La calcolosi sta diventando una patologia dei più giovani. Bere molta acqua e un'alimentazione corretta riducono i rischi

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Che passi presto. Ecco cosa si augura a chi deve affrontare il dolore legato ad una colica renale, con il calcolo, una sorta di pietruzza, che si infiltra nelle vie urinarie andandole a bloccare.

Il dolore nasce proprio dallo spasmo continuo dei muscoli dell’uretere e degli altri condotti attraverso cui corre l’urina prodotta da rene di far emettere lo sgradito “blocco”. In attesa che diventi realtà una ricerca del MIT e del Massachussetts General Hospital pubblicata su Nature Biomedical Engeneering, che avrebbe trovato in due farmaci associati una soluzione per abbreviare la sofferenza dell’uretere (ma per somministrare la cura sarebbe necessario un tubicino che risale lungo il condotto), bisogna puntare soprattutto sulla prevenzione. Ecco qualche consiglio.

Bere molto aiuta

C’è un dato che preoccupa gli esperti: la calcolosi sta infatti diventando una patologia dei più giovani, soprattutto per le cattive abitudini alimentari. Spesso si tende a scegliere alimenti preconfezionati, che sono ricchi di sali, mentre si consumano pochi vegetali, frutta e alimenti ricchi di fibre, a favore di cibi iper-proteici, come hamburger e carni rosse. Tutto ciò sta anticipando l’età di insorgenza della malattia e sta portando anche le ragazze ad avere lo stesso rischio dei coetanei maschi, mentre fino a pochi anni fa si registrava un rapporto di due a uno a danno del sesso maschile.

Per chi soffre di calcoli, in ogni caso, l’alimentazione deve prevedere prima di tutto uno studio della componente di base dei calcoli stessi per ridurre il rischio di nuove coliche. I calcoli più comuni, individuabili in quasi sette casi su dieci, sono di ossalato di calcio. In questa classifica seguono poi quelli contenenti calcio ed acido urico, fosfato di calcio e struvite: quando è presente questo minerale come costituente delle dolorose “pietruzze”, la dieta appare meno importante, visto che la genesi del calcolo appare legata soprattutto alle ripetute infezioni urinarie.

In termini generali, in ogni caso, l’alimentazione deve mirare a ridurre l’escrezione con le urine dei sali che portano alla formazione dei calcoli. Traduzione? Bisogna bere molto perché così aumenta la diluizione dei sali che tendono ad accumularsi e quindi si riducono i rischi. Tra le acque più indicate ci sono le oligo-minerali, a basso contenuto di sodio e calcio. È poi importante assumere regolarmente cibi che contengano acido citrico, che aiuta a ridurre la formazione dei calcoli. Ne è ricco ad esempio il limone.

Le malattie associate e il ruolo del clima

Sempre più spesso la presenza dei calcoli si lega ad altre malattie del “benessere”, come l’ipertensione, la sindrome metabolica, la gotta e le malattie dell’osso. I calcoli sono molto più frequenti in persone con queste patologie, e trattare queste malattie determina anche un miglioramento della malattia calcolotica. Addirittura ci sono studi che correlano la ripetuta formazione di calcoli ad un aumento del rischio per cuore e arterie, come se le “pietruzze” che si creano nell’apparato urinario fossero spie di un più generale disordine metabolico.

Attenzione poi va prestata alle ossa. Chi soffre di calcoli in genere va più facilmente incontro ad una decalcificazione delle ossa. Quando succede questo, il calcio perso dall’osso potrebbe avere vari destini: uno è di andare nel rene e di fare calcoli, un altro è di andare nei vasi sanguigni, rendendoli più rigidi e quindi determinando un maggior rischio per cuore e arterie. In ultimo, c’è un’ipotesi che non va sottovalutata per spiegare la genesi dei calcoli renali.

Secondo Fredric Coe, dell’Università di Chicago, l’aumento della temperatura terrestre è uno dei fattori che favorisce l’aumento nella frequenza dei calcoli. Il clima sempre più caldo provocherebbe una maggiore sudorazione e quindi una disidratazione. Il rene, in una condizione di ridotta disponibilità di acqua, concentra le urine e ciò aumenta la possibilità che i sali contenuti nelle urine “precipitino” e d conseguenza formino i calcoli.

Un ultimo consiglio: se siete portate a formare calcoli evitate l’eccessiva esposizione al sole. Se la vitamina D, peraltro utile, aumenta troppo, si tende ad assorbire più calcio e quindi più facilmente si possono formare calcoli. È anche per questo che l’estate è la stagione più a rischio: bevendo molto, in ogni modo, si può ridurre la concentrazione di sali minerali.

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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