Infezioni alimentari nei periodi caldi: come proteggersi

Questa puntata di "Pillole di Salute quotidiana" ci spiega cosa succede in caso di infezione batterica e come evitare le intossicazioni

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Le infezioni alimentari soprattutto in estate è un problema, anche perché gli alimenti contaminati possono mantenere le classiche caratteristiche di colore, odore e sapore. Quindi possono ingannarci. Ricordiamo che consumare un alimento solo perché ha un bell’aspetto, non è una garanzia di sicurezza.

Infezioni da batteri, cosa succede

Le infezioni causate da batteri e il loro conseguente sviluppo all’interno dell’alimento si possono verificare nelle carni provenienti da animali che non sono perfettamente sani o controllati o in vegetali irrigati con acque poco salubri. I cibi possono essere contaminati durante la preparazione. E a questo dobbiamo stare attenti: se si manipolano con mani sporche, se si usa acqua non potabile, se si mettono a contatto con superfici di lavoro, utensili, contenitori non puliti.

Un errore che si fa spesso è di avvicinare le carni crude, in particolare quella del pollo, a cibi già cucinati, oppure di usare lo stesso coltello per tagliarle. Esiste il rischio in queste situazioni che eventuali batteri, presenti nella carne cruda, possano contaminare l’alimento già cucinato.

Salmonellosi, come proteggersi

In termini generali, le alte temperature estive sono rischiose. Dobbiamo prestare attenzione agli alimenti che togliamo dal frigorifero, perché, se esposti al calore, possono sviluppare i batteri. La crescita batterica infatti può essere arrestata dalle basse temperature del frigo, ma non distruggerli. Quindi può ripartire non appena la temperatura esterna sale. Un classico esempio è la salmonellosi, causata da vari tipi di batteri del genere salmonella, che può portare diarrea con mal di pancia e febbre.

Gli alimenti che possono trasmettere i germi sono quasi sempre, ma non esclusivamente, a base di uova, quindi creme, salse e gelati. Per proteggersi, occorre cuocere sufficientemente l’uovo nel cibo preparato. Gli esperti dicono 7 minuti se bollito, 5 in camicia.

Intossicazione da stafilococco, come si manifesta

Particolare attenzione va prestata in caso di intossicazione da stafilococco. Questo batterio è dovuto a un’inadeguata preparazione o conservazione dei prodotti. I fastidi si manifestano dopo una breve incubazione di qualche ora, si risolvono tra le 24 e le 48 ore e anche in questo caso la diarrea è il sintomo principale, che può portare a una grande perdita di liquidi e sali minerali che vanno reintegrati.

Sicurezza in cucina

Sono soprattutto a rischio i prodotti come i piatti cotti non adeguatamente refrigerati. Attenzione anche al barbecue. I tagli grandi di carne devono arrivare a 60 gradi per una cottura al sangue, superare i 70 per una media. Una cottura più prolungata è consigliata per il pollo. Per il pesce armiamoci di forchetta e quando affonda nella carne, allora è pronto.

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“Pillole di Salute quotidiana” è la serie in podcast di DiLei TakeCare, a cura di Federico Mereta. In ogni puntata si parla di prevenzione, cure e buone abitudini.