Asma bronchiale, perché non bisogna smettere le terapie in estate

Gli sbalzi termici possono influire notevolmente sul quadro di chi soffre di questa malattia cornica

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Siamo in vacanza? E allora godiamocela, dimenticando i farmaci e contando sul fatto che i pollini che provocano l’allergia e quindi le crisi respiratorie che caratterizzano l’asma sono ormai “passati”. Se avete pensieri di questo tipo e soffrite di asma bronchiale, ricordate che il trattamento non va sospeso a meno che non lo dica il medico. E non dimenticate che gli sbalzi di temperatura, lo sforzo fisico e le alte quote possono riproporre problemi che sembravano dimenticati.

La malattia è cronica

Quando difficoltà a respirare, sensazione di naso chiuso e fame d’aria paiono scomparire non bisogna “mollare” con le cure indicate dal medico, a meno che non sia il curante a consigliarlo. Il motivo?

L’asma infatti è una malattia che, pur non dando disturbi, mantiene un livello di infiammazione quasi costante lungo le vie respiratorie; alla luce di ciò, dire addio ai farmaci senza le indicazioni di chi ci cura può essere controproducente, anche perché sono tante le potenziali situazioni che possono risvegliare, nei soggetti predisposti, una reazione respiratoria. Non si tratta, sia chiaro, solo di virus che circolano nell’ambiente.

Basti pensare ad esempio all’attività fisica eccessiva che può scatenare l’asma da esercizio fisico. O piuttosto riflettete solamente sui condizionatori, che debbono essere regolarmente controllati, per evitare che si formino al loro interno allergeni che potrebbero essere diffusi nell’aria che respiriamo.

Sempre meglio far fare verifiche regolari dai tecnici, specie se si considera di prendere l’automobile e di intraprendere lunghi spostamenti. Allo stesso modo, fate attenzione al “freddo” artificiale. Il refrigerio è sicuramente piacevole, però occorre attenzione agli sbalzi di temperatura che possono creare problemi.

Non conviene mai scendere sotto i 20°C quando fuori fa molto caldo e si è molto sudati, perché si possono aprire le porte a infreddature e conseguenti problemi respiratori. Le cavità del naso sono tra le parti del corpo che si “raffreddano” di più e quindi i virus, che si riproducono al meglio intorno ai 33°C nell’organismo, possono scatenare i fastidi.

I rinovirus, ad esempio tendono a proliferare quando la temperatura corporea si abbassa, ed è proprio questo che succede quando passiamo rapidamente dal caldo al freddo. L’irritazione che i virus creano può quindi contribuire, nei soggetti che soffrono di asma, anche ad una riaccensione dei sintomi.

Occhio in vacanza

Può accadere che le abitazioni per le vacanze non siano pulite con particolare attenzione: per questo c’è il rischio – se non scegliete la montagna – che permanga polvere in cui si annida l’acaro, capace di scatenare crisi allergiche.

Per questo, quando possibile, ricordate di recarvi sui luoghi di vacanza qualche giorno prima ad aerare l’ambiente e, se ci sono persone asmatiche, controllate anche la presenza di muffe alle pareti. Come se non bastasse, gli scarafaggi depositano le uova e lasciano dietro di se escrementi che possono scatenare l’insorgenza di allergie nelle persone predisposte a risentire della loro azione.

Per prevenire il problema bisogna eliminare regolarmente i residui alimentari in cucina e conservare gli alimenti in contenitori ermetici. Sono solo esempi, che debbono però far riflettere e ricordarci che, se il medico non ce lo indica chiaramente, sospendere le cure per l’asma non è proprio indicato.

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