San Valentino, perché i single stanno meglio

Essere single a San Valentino - e non solo - può comportare vantaggi molto interessanti a tutte le età. I consigli di MioDottore

San Valentino è alle porte. Chi ha il cuore occupato, in molti casi, si sta impegnando per cercare idee per sorprendere la propria dolce metà con un regalo. Chi è single, spesso, vive le ore che separano dalla festa degli innamorati con un po’ di malinconia. Vale davvero la pena provare questo sentimento se non si è impegnati in una relazione? Secondo i risultati di un’indagine della piattaforma MioDottore, non così tanto.

Gli esperti del celebre portale – in particolare il Dottor Argo Penovi, psicologo – hanno cercato di capire come si sentono i single, con l’obiettivo di indagare i benefici della vita quotidiana di chi non vive una relazione sentimentale. Ne hanno individuati ben dieci!

ll primo riguarda il maggior tempo a disposizione per la cura del proprio corpo – quando si è in coppia non sempre si riesce farlo quanto si desidera e, soprattutto, si è spesso a rischio di esagerare a tavola per via delle frequenti cene con i parenti e gli amici in comune – mentre il secondo chiama in causa le passioni e gli interessi che, per essere coltivati in maniera piena, richiedono del tempo. Da sottolineare è poi il fatto che, se il partner ha gusti diversi, diventa ancora più difficile dedicarsi a quello che si ama.

Il terzo beneficio della vita da single secondo gli esperti di MioDottore è legato alle amicizie che, quando non si è in coppia, diventano più facili da coltivare e da approfondire. Cosa dire del quarto vantaggio? Che chiama in causa il fatto di non avere a che fare con lo stress dovuto al disordine in casa. Quando una persona metodica e precisa vive sotto lo stesso tetto con un partner disordinato, i litigi sono all’ordine del giorno e viverli non è certo il massimo.

Arriviamo ora al quinto beneficio, che vede al centro dell’attenzione i viaggi, considerati una straordinaria occasione di crescita. Chi non è impegnato in una relazione sentimentale e non ha la necessità di trovare una quadra tra le proprie esigenze e quelle del partner, se li gode molto di più.

Il sesto beneficio che secondo il Dottor Penovi deriva dall’essere single riguarda in generale il maggior tempo per sé (un valore inestimabile al giorno d’oggi), mentre il settimo vede in primo piano la disponibilità economica più consistente. Gli ultimi tre chiamano in causa rispettivamente la libertà totale nella gestione degli orari, il fatto di avere meno a che fare con i litigi e quella libertà che consente, se lo si desidera, di impegnarsi meglio nella realizzazione delle proprie idee.

Gli esperti di MioDottore sono andati più a fondo, sottolineando che essere single ha benefici diversi a seconda dell’età. Attorno ai 20 anni, il fatto di non essere impegnati in una relazione consente di dedicare più attenzione al percorso di studi.

Tra i 30 e i 40, invece, non avere un partner accanto permette di godere di una spensieratezza molto simile a quella dell’adolescenza, ma con molti più soldi a disposizione – si è ormai attivi professionalmente – da investire nei propri hobby.

Per quel che concerne il fatto di essere single a 40 anni, gli esperti specificano che sono sempre di più le persone che fanno questa scelta. Chi non ha il desiderio di formare una famiglia vive questo periodo della vita benissimo anche da solo, portando avanti una quotidianità all’insegna della soddisfazione economica e di una forte consapevolezza del proprio valore personale.

Concludiamo facendo cenno ai vantaggi della vita da single a 50 anni, una fase della vita durante la quale si può beneficiare dell’assenza di preoccupazioni relative allo scontro generazionale con figli e nipoti. Chi non è impegnato in una relazione e i figli li ha, può invece godersi il loro affetto senza le incombenze di una famiglia da gestire in prima persona.

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