Sanremo 2026, i duetti rompono col passato: chi potrebbe vincere (secondo noi)

Carlo Conti ha annunciato la lista dei duetti al Tg1 e, tra un commento e l'altro, c'è già chi pensa alla vittoria. Ma chi sono i favoriti?

Pubblicato:

Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

Tradizione, innovazione e tanto ma tanto pop: Carlo Conti ha rotto gli indugi sui duetti di Sanremo 2026 e – quasi per la prima volta – ha sorpreso davvero. E certo, perché non è la solita lista di cover che ci saremmo aspettati per il Festival ma è quasi un minimondo in cui barcamenarsi alla ricerca di un possibile vincitore diventa tutt’altro che semplice. L’abbiamo però fatto per voi, provando a capire quali dinamiche potrebbero entrare in gioco nella scelta dell’artista in vetta alla classifica delle cover che però, come un anno fa, dovrà accontentarsi di sollevare il premio mettendosi in tasca i punti raccolti i quali – dopo la seratona del 27 febbraio – non serviranno più. Ma cosa capiterà nel corso della quarta serata? Vediamolo insieme.

La vittoria dell’outsider

Vi vediamo che sorridete. E sì, perché non si può che partire dal fenomeno del momento. Ditonellapiaga (o Dito, come la chiamerebbe Donatella Rettore) è stata astuta e ha deciso di portare sul palco Tony Pitony. Già scartato dai palchi catodici molti anni fa, il fautore di C*lo potrebbe portarla facilmente alla vittoria con The Lady is a tramp di Frank Sinatra, estratto dal musical Babes In Arms di Richard Rodgers e Lorenz Hart del 1937. Un pronostico quasi scontato, ci direte, ma dal quale non potevamo prescindere. Il nuovo che avanza fa molta presa sui più giovani ma dà prurito al naso anche ai più attempati, tanto che – proprio in queste settimane – si è fatto un gran parlare del taglio dissacrante della finora timida di discografia di Ettore Ballarino, che appare sempre di più come un progetto studiato e non improvvisato (ve ne abbiamo parlato anche noi). Che dire: anche a Sanremo 2026 saprà far parlare di sé.

E poi, Serena Brancale. L’artista pugliese torna in gara a un anno dal tormentone Anema e Core e con un brano dedicato a sua madre, Qui con me, della quale indosserà anche un abito durante la finale. Per i duetti ha scelto invece Besame Mucho, che porta sul palco con Delia e Gregory Porter. Una buona chance, per lei, forte di un anno di grandissimo successo radiofonico e – non dimentichiamolo – protetta da un brano che mette in mostra (finalmente) la sua abilità vocale. Da tenere d’occhio.

La vittoria di chi vince

Sornione, Tommaso Paradiso, che porta all’Ariston L’Ultima Luna di Lucio Dalla. Ad accompagnarlo la sua band storica prima che fossero gli Stadio, gli Stadio appunto, che quando si tratta di omaggiare il cantautore bolognese non hanno proprio rivali. Una mossa prevedibile, per l’ex Thegiornalisti, che proprio tra i portici del capoluogo emiliano si è trasformato da ragazzo a uomo, da uomo a cantautore. Non vi è poi dubbio che la serata delle cover sia fortemente condizionata dall’andamento della gara che proprio lui potrebbe guidare con I romantici.

E poi ci sono loro, gli incavolati, i cattivoni, gli urlatori. Marco Masini che ha già pronto il decotto per la gola in vista dell’inciso di Male necessario e Fedez che, manco a dirlo, vorrebbe agguantare la vittoria che gli è sfuggita troppe volte. Non a caso torna a un anno da Battito, portata all’Ariston dopo la rovinosa separazione da Chiara Ferragni e che gli era costata parecchio in termini emotivi e di lenti colorate. Per la cover da portare nel corso della quarta serata, hanno scelto Meravigliosa Creatura di Gianna Nannini, che reinterpreteranno con Hauser, straordinario violoncellista di fama internazionale.

La vittoria dei boomer

Perché Sanremo e Sanremo, diceva il jingle caro a Pippo Baudo. E sì, perché quando diciamo Michele Zarrillo non possiamo che pensare al palco del Teatro Ariston. Quest’anno ce lo riporta Sal Da Vinci, artista vicino al vivaio di Renato Zero per molteplici motivi (Zarrillo è infatti grande amico di Renato nonché autore di uno dei suoi brani della prima ora, Sesso o Esse), con Cinque Giorni (a firma Zarrillo-Incenzo, anche questi autore di alcuni dei brani più noti del repertorio di Zero). Effetto nostalgia assicurato e voci pure. I Big sono Big per questo, mica si perdono la voce per strada.

Prepariamo i fazzoletti anche per Cristina D’Avena con Bambole di Pezza, in serata cover con Occhi di gatto. L’artista simbolo dei cartoni animati è amata da tutti, trasversalmente, e quindi non è escluso che potrebbe raccogliere moltissimi voti anche tra i giovanissimi. E poi il brano, scelto perfettamente, non è da sottovalutare rispetto all’intera proposta della serata. Ci sarà da divertirsi.

Chi proprio non vincerà

Se ne era parlato nelle settimane precedenti all’annuncio e Carlo Conti non ha smentito le aspettative. Belen Rodriguez torna sul palco del Teatro Ariston ma nelle vesti di cantante. Ed è pure già emozionata. Perché cantare le riesce bene, ha studiato, ma la mette in imbarazzo. Quindi, cosa c’è di meglio di Roy Paci che strombazza per rompere il ghiaccio? Diremmo niente. E infatti, Samurai Jay – in gara con Ossessione – si esibisce con loro in Baila Morena.

I bookmaker li danno tra i favoriti ma Fulminacci con Francesca Fagnani potrebbero condurre la gara su un altro livello, però molto lontano dalla vittoria. Lui è un’artista di nicchia, lei una giornalista che – seppur popolarissima – non ha la presa di altri nomi. Potrebbe giocare a loro favore la scelta dell’omaggio a Mina in Parole Parole, ma il primo posto – almeno per noi – sembra improbabile.

E per voi, chi vince?

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963