Cannes 2026, tutti i vincitori del Festival: il trionfo di Fjord e il bacio più bello

Dagli ex aequo dei migliori attori e attrici al trionfo di Cristian Mungiu con Fjord, tutte le premiazioni del Festival di Cannes 2026, condite dalle immancabili polemiche

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Nicoletta Fersini

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È calato il sipario sulla 79esima edizione del Festival di Cannes, lasciandoci il ricordo di una Croisette più glamour che mai, illuminata dal carisma di una splendida Demi Moore in giuria e dall’eleganza senza tempo di star come Cate Blanchett e Monica Bellucci. A conquistare la prestigiosa Palma d’Oro è stato il regista rumeno Cristian Mungiu con il suo tormentato capolavoro Fjord. Accompagnato sul palco dai protagonisti Sebastian Stan e Renate Reinsve, Mungiu ci ha regalato un finale da batticuore per un’edizione che ha celebrato la forza dei sentimenti e il grande cinema d’autore.

Palma d’Oro a Fjord di Cristian Mungiu

Il massimo riconoscimento è andato a Fjord, intenso dramma diretto dal regista rumeno Cristian Mungiu, che entra così nella storia conquistando il suo secondo premio a diciannove anni dal primo successo. A consegnare il premio conferito dalla giuria presieduta dal Park Chan-Wook è stata la magnetica Tilda Swinton, ma a conquistare la platea sono stati protagonisti del film, Sebastian Stan e Renate Reinsve, ormai musa e regina di stile della Croisette.

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Cristian Mungiu con gli attori Renate Reinsve e Sebastian Stan

Fjord racconta la storia di Mihai e Lisbet, una coppia che si trasferisce con i cinque figli tra i ghiacci e la natura incontaminata di un remoto villaggio norvegese. Quello che sembra un idillio familiare si trasforma in una profonda riflessione sulla tolleranza e sul dialogo, quando i metodi educativi tradizionali e religiosi della famiglia vengono messi sotto accusa dalla progressista comunità locale. Un film potente, definito dallo stesso regista come un accorato inno all’empatia, all’inclusione e all’amore reciproco in un mondo sempre più frammentato.

Gli altri vincitori di Cannes

Questo palmarès verrà ricordato come uno dei più generosi e ricchi di ex-aequo della storia del Festival di Cannes. Il prestigioso Grand Prix è stato assegnato a Minotaur del regista dissidente russo Andreï Zvyagintsev, mentre il premio alla Miglior Regia è stato uno storico ex aequo tra gli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi (i celebri “Los Javis”) per l’ambizioso La Bola Negra, con Penélope Cruz, e Paweł Pawlikowski per il suggestivo Fatherland.

Altro “pareggio” per il premio come Migliore Attrice assegnato a Virginie Efira e Tao Okamoto, protagoniste di Soudain (All of a Sudden) diretto da Ryūsuke Hamaguchi, una storia intensa di amicizia e cura al femminile, consegnato sul palco da Pierfrancesco Favino. Il premio come Migliore Attore è stato asegnato, invece, ai giovanissimi Valentin Campagne ed Emmanuel Macchia per Coward di Lukas Dhont, una delicata e struggente storia d’amore tra due soldati durante la Prima Guerra Mondiale.

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Barbra Streisand premiata al Festival di Cannes 2026

Menzione speciale per le Palme d’Oro d’Onore. Accanto a Peter Jackson e a un carismatico John Travolta, il festival ha celebrato anche l’immensa Barbra Streisand che, bloccata a casa da un infortunio al ginocchio, ha inviato un videomessaggio di ringraziamento. “Autoritaria, indipendente, profondamente libera (…). Non si nasce Barbra Streisand, lo si diventa”, così l’ha omaggiata Isabelle Huppert sul palco.

Le immancabili polemiche

Tra premiazioni, red carpet e momenti top e flop, anche nell’edizione 2026 non sono mancate le polemiche. La più calda ha travolto l’industria cinematografica francese: oltre 600 artisti, tra cui Juliette Binoche e Adèle Exarchopoulos, hanno firmato una lettera aperta di protesta contro la crescente influenza dell’estrema destra nei media controllati dal miliardario Vincent Bolloré. Il CEO di Canal+ Maxime Saada ha minacciato di “smettere di lavorare” con i firmatari, sollevando spettro di una vera e propria “lista nera” e scatenando accese reazioni nel mondo dello spettacolo e della politica.

Tensioni anche sul fronte internazionale per le parole dello sceneggiatore Paul Laverty, giurato del Festival, che ha accusato apertamente Hollywood di aver boicottato in modo “vergognoso” attori del calibro di Susan Sarandon, splendida protagonista del manifesto ufficiale di questa edizione del Festival, Javier Bardem e Mark Ruffalo a causa delle loro posizioni pacifiste sulla guerra a Gaza.

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Paul Laverty giurato a Cannes 2026

Uno dei momenti certamente più intensi è stata la presentazione fuori concorso di Forsaken (L’Abandon) di Vincent Garenq,  film interpretato da Antoine Reinartz e realizzato con il supporto di Mickaëlle Paty, che ripercorre con estrema delicatezza gli ultimi undici giorni di vita del docente Samuel Paty, assassinato nel 2020. Un’opera che generato accese discussioni, dividendo i critici tra chi l’ha considerata un necessario e doloroso atto di memoria e chi ha temuto una drammatizzazione troppo vicina ai canoni del thriller.

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