Il vocal coach commenta Sanremo 2026: “Sal Da Vinci sa come stare sul palco. Arisa strutturata”

Il vocal coach Giancarlo Genise commenta la terza serata di Sanremo 2026: "Il Festival è una competizione artistica. Non una gara di follower"

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Federica Cislaghi

Royal e Lifestyle Specialist

Dopo il dottorato in filosofia, decide di fare della scrittura una professione. Si specializza così nel raccontare la cronaca rosa, i vizi e le virtù dei Reali, i segreti del mondo dello spettacolo e della televisione.

Giancarlo Genise, tra i vocal coach più importanti d’Italia, torna a commentare per noi il Festival di Sanremo 2026. La top five della terza serata, andata in onda giovedì 26 febbraio su Rai 1, ha visto la conferma di Arisa e Serena Brancale. E le interessanti new entry di Sayf, Luchè e Sal Da Vinci (leggi la classifica della terza serata). Sempre nella terza serata è stato decretato il vincitore di Sanremo Giovani, Nicolò Filippucci.

Sanremo 2026 sembra finalmente aver preso l’abbrivio e i dati di ascolto, oggetto di polemiche vivaci, lo confermano. Questa terza serata è stata la migliore di sempre dal punto di vista dello share. Merito anche dell’esibizione di Eros Ramazzotti e Alicia Keys che ha conquistato non solo l’Ariston.

In attesa della quarta serata (leggi la scaletta), quella dei duetti quindi forse la più attesa dell’intero Festival, Giancarlo Genise ci ha dato il suo parere da esperto sulle esibizioni dei 15 cantanti in gara di giovedì 26 febbraio.

Sanremo Giovani vinto da Filippucci: meritato? Anche Angelica Bove è piaciuta…
Meritato sì, ma non per l’entusiasmo del momento. Nei giovani guardo la struttura, non l’effetto.  Filippucci ha un impianto vocale che può crescere nel tempo. Angelica Bove ha personalità e presenza. La differenza non è chi emoziona oggi, ma chi può reggere domani. Il rischio nei giovani non è sbagliare: è crescere troppo in fretta senza fondamenta.

Nicola Vivarelli
Giancarlo Genise

Arisa e Brancale ancora in top 5: come le hai trovate nella terza serata?
Arisa resta una delle più consapevoli vocalmente. Io continuo a pensare che potrebbe alleggerire il vibrato in alcuni passaggi, ma la gestione emotiva è solida.
Brancale è una grande musicista. Però continuo a vedere una scelta prudente sugli acuti. Quando si espone davvero, è potente. Quando resta in comfort, perde un po’ di incisività. Sono due artiste strutturate. Ma strutturate in modo diverso: una più interpretativa, l’altra più musicale.

Ovazione all’Ariston per Sal Da Vinci: che ne pensi?
L’ovazione non è tecnica. È memoria, è identità, è teatro. Sal Da Vinci porta esperienza. Sa come stare su un palco, sa come gestire il pubblico. Tecnicamente non è la complessità a colpire. È la solidità. E la solidità, dopo tre serate, si sente più dell’effetto.

Sayf è considerato una rivelazione di questo Sanremo: concordi?
Sarò molto sincero: a me non convince. Non lo capisco artisticamente, e tecnicamente vedo troppe lacune. Manca centratura, manca controllo ritmico — in alcuni momenti arriva persino a muoversi fuori tempo. La rivelazione non è sorprendere. È dimostrare di avere fondamenta. E senza fondamenta, l’effetto dura poco.

l tuo giudizio tecnico su Luchè?
Luchè ha energia ma l’energia senza gestione rischia di diventare pressione. Deve lavorare sulla distribuzione del fiato e sulla stabilità quando aumenta l’intensità. Se sistema quello, può fare un salto importante. Il talento è evidente. La struttura deve crescere.

Avresti voluto altri nella top 5 della terza serata?
Non concordo pienamente con alcune posizioni. E lo dico con rispetto per il regolamento. Il problema non è la giuria in sé. È il televoto. Quando entra il televoto, si entra in un nuovo format: #TheFollower. Diventa una dinamica di community, di fanbase, di numeri. E questo altera la percezione del valore tecnico. Se vogliamo davvero riportare equilibrio, io tornerei a una giuria demoscopica strutturata come un tempo: campionamento regionale, fasce d’età, rappresentatività reale. Sanremo è una competizione artistica. Non una gara di follower.

Un giudizio tecnico sulla serata in generale?
La terza serata è la più sincera. Qui la voce inizia a raccontare la fatica. Si sente chi ha lavorato mesi prima e chi ha sistemato all’ultimo. Ho visto meno esuberanza e più controllo. E quando si passa dall’adrenalina alla gestione, emergono le differenze vere. La terza serata non è spettacolo. È selezione.

Infine, cosa ti aspetti dalla serata dei duetti?
I duetti sono la prova più difficile, perché non puoi nasconderti dietro la tua comfort zone. Devi ascoltare, fondere, adattarti. Il duetto non è la somma di due voci. È la creazione di un terzo suono. E lì si vede davvero chi è musicista.

Leggi il commento di Giancarlo Genise alla prima serata di Sanremo 2026.

Leggi il commento di Giancarlo Genise alla seconda serata di Sanremo 2026.

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