Da quasi dieci anni il Principe Harry bussa alla stessa porta e si sente dare la stessa risposta: chi deve proteggere la sua famiglia? Il rientro dei Sussex nel Regno Unito, con Meghan Markle e i piccoli Archie e Lilibet al seguito, ha riaperto una ferita che nessuno a Palazzo sembra avere voglia di medicare. E la posizione di Re Carlo, oggi come allora, non è quella che il Duca sperava di sentire.
La richiesta di Meghan Markle respinta: perché Re Carlo non è intervenuto
Per capire il presente bisogna tornare al 2018, ai mesi che precedettero il matrimonio di Windsor. In William and Catherine: The Intimate Inside Story, il royal editor del Mirror Russell Myers racconta un Harry letteralmente incredulo: aveva chiesto una protezione ufficiale per la fidanzata, bersaglio quotidiano di insulti e minacce sui social, e si era sentito rispondere che nulla sarebbe cambiato prima delle nozze.
A quel punto il Duca si rivolse al padre. Re Carlo, allora Principe di Galles, spiegò di non avere il potere di intervenire: la decisione spettava al Governo, non alla Famiglia Reale. Una risposta formalmente ineccepibile che però, agli occhi di Harry, suonò come un abbandono. Soprattutto perché Kate Middleton, ai tempi del fidanzamento con William, aveva ricevuto consigli informali da Palazzo e una scorta attiva ventiquattr’ore su ventiquattro. Due situazioni simili ma pare due trattamenti diversi: è da lì che deriva la sensazione di “due pesi e due misure” che il Duca si porta dietro ancora oggi.
Sicurezza del Principe Harry nel Regno Unito: 5 milioni e un nuovo allarme
Il tema non è mai uscito dall’agenda. Dopo l’addio ai doveri Reali nel 2020, Harry ha contestato due volte per via legale la revoca della protezione finanziata dai contribuenti, perdendo entrambe le partite. Oggi però qualcosa si muove: il Ministero dell’Interno ha avviato una nuova valutazione delle minacce che pesano sui Sussex dopo il loro ritorno in Gran Bretagna, e fonti interne descrivono come “incessanti” i contatti del Duca con il dipartimento. In ballo ci sono i circa 5 milioni di sterline l’anno che servono a tenere al sicuro la famiglia.
Che la preoccupazione non sia teorica lo dimostra quanto accaduto in questi giorni. Due fotografi internazionali sarebbero stati notati dal personale scolastico e dalla sicurezza privata mentre percorrevano il perimetro della scuola frequentata da Archie e Lilibet, fermandosi a osservare il cortile. Il portavoce della coppia ha parlato di una “straordinaria mancanza di giudizio”, ricordando quanto poco tempo sia passato dal sospetto piano terroristico nei pressi della base RAF di Fairford. Non è il primo campanello d’allarme: i bambini avevano già cambiato istituto dopo che il team di sicurezza aveva segnalato criticità sul tragitto casa-scuola.
Nel frattempo la vita va avanti, e va avanti bene. Harry è salito sul palco dei WellChild Awards con un discorso sentito, Meghan si è fatta notare in un pub di campagna in compagnia di Ellen DeGeneres e ha condiviso un video di famiglia tra passeggiate nel bosco, pozzanghere e pesca allo stagno. Immagini normalissime, che raccontano il motivo per cui quella protezione conta tanto.
Rimane però il nodo politico. Re Carlo e William, riferiscono fonti vicine a Palazzo, sarebbero d’accordo su un punto: non esistono ruoli “a metà strada” dentro la Monarchia, e Harry non tornerà a vestire i panni del working royal. Un padre che chiede sicurezza per i suoi figli, un Sovrano che allarga le braccia. La distanza fra Montecito e Windsor, oggi, si misura tutta qui.