C’è una rivoluzione silenziosa — ma non troppo — che avanza a passo spedito per le strade delle grandi capitali della moda, dallo scorso anno: è definitivo, le infradito hanno ufficialmente abbandonato lo status di “calzatura da spiaggia” per conquistare un posto d’onore nel guardaroba.
Dissipatosi l’iniziale scetticismo collettivo, l’estate 2026 ha rotto ogni schema tradizionale del dress code di stagione per abbracciarne questa evoluzione moderna, simbolo di una sofisticatezza rilassata ma comunque à la mode. Che si tratti di un aperitivo in terrazza o di un triste lunedì mattina in ufficio, la scarpetta con il listino tra le dita si è adattata, si è elevata ed ha conquistato lo scettro di pezzo cult irrinunciabile, e ciò ha di certo del sensazionale.
Insomma, chi lo avrebbe mai detto che la flat shoes storicamente più bistrattata della scarpiera, confinata per decenni tra la sabbia rovente e gli scivolosi bordi piscina, avrebbe compiuto la scalata sociale? Eppure i celebri nomi che compongono lo scenario dell’haute couture sono tutti allineati a riguardo: è l’era delle flip-flops 2.0, e chiamarle semplicemente ciabatte sarebbe un grosso errore.
Il loro nuovo termine identificativo aggiornato è esattamente thong sandals, e lo meritano appieno, dal momento in cui calpestano l’asfalto delle metropoli e i pavimenti dei club più esclusivi come fossero piccoli capolavori di ingegneria estetica.
La verità è che le menti creative dietro alle leggendarie Case di Moda hanno saputo prendere la silhouette più essenziale che esistesse e l’hanno stravolta, volgendola in quell’oggetto del desiderio pronto ad assottigliare i confini tra formalità e tempo libero. Pronta a conoscerne i modelli più in a cui fare spazio in valigia?
Indice
Infradito con il tacco, la scelta chic ma comunque pratica
Che le famigerate flip-flops abbiano assunto la stoffa del must-have couture ha già di per sé del miracoloso, ma la vera magia è avvenuta quando l’essenzialità ha incontrato la verticalità. Il risultato? Un ibrido ultra-chic: le infradito con il tacco, che si impongono questa estate come il perfetto compromesso tra la seduzione di un sandalo da sera e la spensieratezza di stagione.
Via le altezze vertiginose: la tendenza attualmente imperante premia il kitten heel geometrico e insieme a lui le strutture scultoree, capaci di regalare stabilità senza sacrificare lo slancio. Sulle passerelle abbiamo assistito all’apparizione di interpretazioni magistrali a ridefinirne la silhouette: Simkhai ha guidato la carica presentandone una versione in pelle bianca e nera con micro-tacchi scultura, mentre Dries Van Noten ha impreziosito i suoi listini sottili con micro-paillettes luccicanti, abbinandoli a longuette strutturate e giacche dal taglio maschile.
È inutile, non resta che arrendersi: ci troviamo di fronte alla scarpa che risolve il dilemma del look da transizione, ideale per uscire dall’ufficio e farsi trovare direttamente al tavolo dell’aperitivo.
Infradito in pelle (o suede), il concentrato di stile che dura 24h
Se c’è un modello che incarna alla perfezione la filosofia del quiet luxury, quello è senza dubbio l’infradito bassa realizzata in pellami pregiati o in sontuoso camoscio. Svestita di qualsiasi velleità sportiva, questa si è lentamente trasformata in un pezzo di pelletteria d’eccellenza, dove la qualità della materia prima e la precisione delle cuciture fanno tutto il lavoro.
Il punto di riferimento assoluto di questa estetica minimalista rimane The Row, che con il modello Dune in pelle di vitello ha ridefinito lo standard della flat shoes di lusso, trasformandola nel pezzo preferito delle It-girls di tutto il mondo per le loro tenute quotidiane. All’interno delle collezioni pensate per l’estate 2026 è stata Chanel ad incantare il pubblico, facendo sfilare morbidissime infradito in pelle di agnello accostate a completi in tweed leggero.
Per gli amanti delle texture più tattili, Staud ha risposto con il modello Freja Thong, rilettura interamente realizzata in suede dai toni della terra e del tabacco, perfetta per legarsi cromaticamente ai capi in lino grezzo e agli accessori in paglia intrecciata. Scegliere tra leather e scamosciato significa dopotutto investire in un classico senza tempo: perché non iniziare proprio da lei?
Infradito platform e con zeppa, tra comfort e avanguardia
Per chi non intende rinunciare all’altezza ma esige comunque il massimo del comfort, la risposta della scena moda del 2026 risiede nelle infradito platform e in quelle dotate di zeppe imponenti, a reinterpretare i codici dello stile Y2K eliminando ogni eccesso a favore di linee pulite e materiali nobili.
L’impatto visivo è potente, in grado di conferire carattere persino all’outfit più anonimo: lo abbiamo visto da Chloé, che ha fatto sfilare macro-zeppe scultoree e sinuose capaci di aggiungere quel twist grintoso — e terribilmente bohémien — ad abiti leggeri a balze e camicie sheer.
Sulla stessa lunghezza d’onda, Balenciaga ha spinto l’acceleratore sull’estetica urban introducendo le sue Velvet Jet Lag thong flatform, ciabatte accessoriate di suola maxi e rivestite in tessuti morbidi, per creare un volume magnetico sotto a pantaloni e abitini.
La vera lezione di streetwear è arrivata però da Aeyde, che con il modello Tong Wedge ci ha proposto una zeppa alta sette centimetri, in grado di slanciare la figura pur garantendo una camminata disinvolta sul pavé cittadino. Parliamo di calzature che non si nascondono, piuttosto diventano le protagoniste indiscusse della silhouette, ideali se bilanciate con volumi over nella parte superiore del corpo.
Infradito jelly, che ci sono e si vedono
Chi pensava che la gomma semitrasparente fosse oramai solo un dolce ricordo d’infanzia, confinato agli anni Novanta, si sbagliava di grosso. Il fenomeno delle jelly shoes è letteralmente esploso per l’estate 2026, e si è ripulito della sua allure prettamente infantile per abbracciare un’estetica decisamente più high-fashion.
La plastica vedo-non vedo e i colori vivaci che ricordano le caramelle sono diventati i nuovi elementi con cui giocare per creare contrasti inaspettati: la collaborazione cult della stagione, quella tra Ganni e Melissa, ha provato come la classica infradito in gomma possa dimostrarsi sfiziosa grazie a finiture glossy e micro-dettagli d’avanguardia.
Ma nemmeno i grandi nomi dell’alta moda sono rimasti a guardare: in pedana da Alaïa questa evoluzione à la page si è vista in una chiave iper-minimalista chiamata Invisible, pensata per fondersi con il piede e regalare nuovo slancio alla figura.
Chloé ha invece scelto di declinare tale tendenza attraverso sfumature pastello e traslucide, elevando la scarpa a un pezzo di design da abbinare a borse in crochet e abiti vaporosi: qualcuno dirà che ci sono ma non si vedono, eppure si vedono eccome.