I crolli psicologici delle star: più sono in alto, più fanno rumore

Da Britney Spears a Belen, passando per Amanda Bynes e Madame, i casi più eclatanti. Quando l’essere umano non regge pressioni e aspettative e nella caduta trascina con sé anche il personaggio

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Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

Il recente crollo psicologico di Belen ha riacceso i riflettori sul problema della salute mentale, che non risparmia, e anzi sembra ancora più devastante, sulle star. Che dovendo sempre apparire al massimo – della forma, della bellezza, del successo, delle vendite – quando l’algoritmo di una di queste variabili cala , la ricaduta psicologica e fisica sulla persona dietro al personaggio è ancora più rovinosa e devastante.

Il caso più recente è appunto di Belen Rodriguez, per anni la donna più desiderata, invidiata, ammirata dello showbiz. Che, complici alcune batoste a livello privato e sentimentale e altre a livello lavorativo – non ci addentriamo nell’analisi perché sarebbe pruriginoso e sicuramente incompleta, visto che tutto non possiamo sapere – ad un certo punto non ha retto. E quella che fino a qualche anno fa era considerata la donna più fortunata del mondo è diventata la più commentata e compatita.

Ma prima di Belen, il caso forse più eclatante di tutti è stato il famoso crollo di Britney Spears, reginetta del pop degli anni 2000, nel 2007. Una bambina prodigio cresciuta in quel Mickey Mouse Club, insieme alla Aguilera e Timberlake, trampolino di lancio per tantissime baby star di quegli anni. Brit, ad una età in cui le coetanee pensavano al ballo della scuola e alle uscite con gli amici, riempiva gli stadi, scalava le classifiche mondiali e la sua vita veniva costantemente seguita, monitorata, analizzata e giudicata. Finché nel 2009, in evidente stato di alterazione, ha imbracciato un paio di forbici, si è rasata i capelli ed è finita sulle copertine di tutti i tabloid, iniziando una lenta e inesorabile discesa fatta di eccessi, dipendenze, tutela paterna e problemi psicologici. Che ad oggi non sembrano assolutamente risolti. Nella sua autobiografia, Britney ha spiegato che quell’episodio era stato il risultato di una reazione estrema e di una ribellione al controllo costante sul suo corpo esercitato dal mondo nei suoi confronti.

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Britney Spears: l’evoluzione negli anni

Britney è l’esempio più lampante di come un talento immenso possa frantumarsi in mille pezzi, schiacciato dall’ansia, dalle aspettative altrui, dal cannibalismo di chi intorno pensa solo al proprio guadagno, a come sfruttare l’artista dimenticandosi della persona. Una ventina d’anni prima di Britney era stato il caso di Michael Jackson, di cui il bellissimo film nella sale in questo periodo, racconta molto bene l’origine di tutti i suoi mali e problemi dell’anima. Un bambino cui era stata negata l’infanzia e una vita normale. Un adolescente, prima, e un uomo, poi, costantemente messo in vetrina da chi ha sempre voluto trarre guadagno e profitto (il padre in primis) dal personaggio, calpestando la persona.

E che dire di Amanda Bynes, un’altra idolo delle teenager, amatissima e famosissima a cavallo tra gli anni ‘90 e i primi 2000 la cui caduta, professionale e fisica, è stata disastrosa. Il suo drammatico crollo psicologico ed emotivo , avvenuto nel 2010, l’ha trasformata da icona di Nickelodeon di quegli anni ad uno dei casi più discussi di cronaca legata agli esiti disastrosi delle pressioni di Hollywood. Star di commedie cult anni 2000 come What a Girl Wants, She’s the Man e Hairspray e considerata per anni il modello della ragazza della porta accanto, solare e ironica, nel 2010, a soli 24 anni, annuncia improvvisamente l’addio alla recitazione. Amanda è scoppiata, non regge più la pressione, la continua mancanza di privacy e di una giovinezza normale per tante altre ragazze della sua età.  Segue un periodo complicato fatto di arresti per guida in stato di ebbrezza, incidenti e abuso di sostanze. Sui social si scaglia contro colleghe e colleghi, si rasa i capelli, comincia a delirare. Le vengono diagnosticati il disturbo bipolare e la psicosi maniaco-depressiva. Dal 2014 viene messa sotto tutela della madre, che viene revocata nel 2022, quando sembra finalmente stare meglio. Nel frattempo la carriera è naufragata, La sua vita si è bruciata, Amanda è diventata la caricatura di sé stessa: a nemmeno 30 anni ne dimostra il doppio.

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Amanda Bynes prima e dopo

E ancora: nel settembre 2022, la supermodella e attrice Cara Delevingne, una delle donne più belle e famose al mondo, attraversa un evidente crollo psicofisico dovuto ad un periodo di forte depressione. Alcuni video, diventati virali, mostravano l’attrice in uno stato di forte confusione e alterazione. Per fortuna Cara riesce a uscirne, grazie ad un percorso di riabilitazione e cura, ma per un attimo sembra di rivedere la stessa parabola di Britney.

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Cara Delevingne, il crollo psicologico

Anche Selena Gomez ha parlato pubblicamente dei suoi problemi psicologici: nel 2020 ha rivelato di aver ricevuto una diagnosi di disturbo bipolare, dopo anni in cui ha sofferto di ansia e depressione. La lista di star Hollywoodiane che hanno dovuto affrontare problemi piscologici, più o meno gravi, è lunghissima. Molte li hanno superati, altre non ce l’hanno fatta, alcune ancora ci combattono.

Più vicino a noi, la cantante Madame ha di recente pubblicato un nuovo album in cui si è messa nudo, raccontando attraverso le sue canzoni i suoi ultimi due anni di inferno, la forte depressione che ha affrontato. Dopo una fase difficile culminata anche in un ricovero, oggi sembra aver ritrovato la sua stabilità e ha raccontato il superamento di questa crisi nel suo album Disincanto, che segna una ripartenza artistica e personale. Nel suo caso, la musica è stata una importante e salvifica terapia.

Madame racconta nelle sue canzoni “il lato oscuro del successo, le contraddizioni dell’essere famosi, il rischio dell’essere diventati popolari troppo presto. E il rapporto con le aspettative, le pressioni,  gli standard imposti (di vendita e di bellezza)”. Volevo capire è forse la canzone più esplicita e disarmante dell’album, che canta Madame ma che potrebbe essere cantante anche da Britney, Amanda, Cara e Belen.

Volevo capire chi mi amasse davvero, Volevo capire quanto contano i soldi, Volevo sapere se valessi qualcosa, Volevo capire io davvero chi fossi. Volevo sapere tutta la verità, Volevo capire quanto contano i sogni. Volevo sapere se valessi qualcosa, Senza amore, senza status, senza i miei soldi.

Perché se sei una persona normale, i conti li devi fare con la tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi colleghi, con le aspettative sociali e culturali. E non è sempre facile, anzi. Ma quando sei una star, le aspettative e le attenzioni (spesso morbose) del mondo e l’ansia da prestazione si amplificano all’ennesima potenza. Non tutti riescono a reggerne il peso. Se l’essere umano crolla si porta dietro, nella caduta, il personaggio, la maschera che indossa. E più è in alto, più la caduta è irrimediabilmente rovinosa e rumorosa.

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