Non c’è pace per i Beckham di questi tempi, verrebbe da dire. Dopo l’infinito affair Brooklyn, col figliol maggiore prodigo che non sembra intenzionato né a tornare né a chiedere perdono ai genitori, anzi, non perde occasioni per ribadire la sua lontananza fisica e affettiva, ora ci si mettono pure i Mondiali.
E sì che per un attimo David e famiglia ci avevano sperato, ad un (meritato) trionfo dopo 66 anni di digiuno da una coppa importante La prima e unica vittoria della nazionale inglese risale al 1966 con la celebre finale del 30 luglio 1966 a Wembley, in cui i Three Lions sconfissero la Germania Ovest per 4-2 dopo i tempi supplementari. Ma niente da fare: dopo un primo gol di Gordonn che aveva fatto sperare per il meglio, la doppietta di Enzo Fernández e Lautaro Martinez ha ribaltato tutto e trasformato l’esultanza di David e Victoria – questa volta ben attenta a gioire a favore dei fotografi, dopo la polemica del match contro la Norvegia – in lacrime amare.
Sinceramente un po’ spiace, considerato che l’Argentina negli ultimi tempi vince di tutto e che forse l’Inghilterra se la sarebbe meritata, fosse anche solo per quel fenomeno di bravura e ballezza che è Bellingham. Fatto sta che che la presenza e le espressioni immortalate dei Beckham (padre, madre e figli) in tribuna sono diventati il meme di questi Mondiali e hanno fatto il giro dei media. E la disperazione di David, consolato dalla moglie e dal figlio Romeo, quasi contagiosa.
Disperazione che ha quasi surclassato quella diventata iconica e leggendaria, la famosa e storica “disperazione Beckham” legata al celebre cartellino rosso ricevuto da David durante gli ottavi di finale dei Mondiali di Francia 1998 proprio, ironia della sorte, contro l’Argentina. Episodio che ha segnato uno dei momenti più drammatici della sua carriera e della storia della nazionale inglese. Durante la partita Inghilterra-Argentina del 30 giugno 1998, infatti, a inizio secondo tempo, Beckham subì un fallo dall’argentino Diego Simeone. Reagendo con un lieve fallo di reazione, David venne espulso dall’arbitro. L’Inghilterra fu poi eliminata ai rigori e Beckham divenne il capro espiatorio nazionale, subendo per mesi pesanti critiche e minacce dai tifosi e dai media inglesi.
Il riscatto arrivò qualche anno dopo, precisamente il 6 ottobre 2001, quando Beckham segnò un gol su punizione decisivo contro la Grecia all’ultimo minuto.Rete che qualificò l’Inghilterra ai Mondiali del 2002, trasformando la sua immagine da quella del giocatore “disperato” e odiato a eroe nazionale.
Chiaro quindi che questa sconfitta contro l’Argentina abbia pesato non poco psicologicamente, riportando a galla traumi e ferite non ancora del tutto cicatrizzate. E per un attimo, forse, anche Brooklyn è passato in secondo piano.