Oversize o avvitato? Questo è il dilemma: sulle due versioni opposte del blazer che stanno dividendo l’autunno 2026

La buona notizia è che il blazer è ancora a capo delle tendenze della mezza stagione, quella cattiva che siamo chiamate a scegliere il nostro preferito. O forse no

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Sara Iaccino

Beauty e Fashion Editor

Make-up artist e amante della scrittura, ha lavorato come Beauty e Fashion Editor per vari magazine con l'obiettivo di unire le sue passioni in una sola professione.

Aprire l’armadio e fare la propria scelta di stile, che sia mattina o sera, sta iniziando a somigliare più a un esercizio di introspezione psicologica: la domanda che ci accoglie davanti alle grucce questa mezza stagione non riguarda più soltanto il colore o il tessuto, ma scava decisamente più a fondo, costringendoci a decidere che tipo di donna vogliamo proiettare nel mondo.

Da un lato c’è il richiamo rassicurante di quella strepitosa giacca rubata dal guardaroba del fidanzato, il padre, il fratello o il nonno di turno, quella sorta di corazza XXL che ci fa sentire invincibili e protette dal caos metropolitano con la sua allure rilassata. Dall’altro, invece, si fa strada un desiderio opposto quanto magnetico, incarnato dal ritorno all’eleganza scolpita che celebra la silhouette senza timori: blazer oversize o avvitato? La moda dell’autunno 2026 ha ufficialmente aperto il dibattito, dando automaticamente vita a due fazioni di trendsetter diverse nonché trasformando il capospalla più amato di sempre in un meraviglioso manifesto di dualismo femminile.

Ad ognuna il suo blazer: i modelli che guidano la moda dell’autunno 2026 secondo le passerelle

Per anni ci siamo cullate nella confortante convinzione che i volumi macro avessero definitivamente vinto la partita del fashion contemporaneo, elevando la comodità a nuovo e insindacabile status symbol: eravamo davvero convinte che il blazer sciancrato appartenesse ormai a un capitolo chiuso della nostra storia sartoriale, un ricordo sbiadito correlato unicamente ai tailleur più rigorosi del passato.

Ma la moda, si sa, non sopporta la monotonia e adora ribaltare le carte in tavola proprio quando tutto sembra ormai chiaro.

Ecco quindi che sulle passerelle dell’autunno-inverno 2026/27 è andato in scena un vero e proprio scontro di proporzioni: se da una parte il formato extra large continua a difendere il suo territorio a colpi di texture morbide e attitudine street, dall’altra assistiamo a una vera e prima rivoluzione della silhouette, dove i tagli si stringono e il punto vita torna a rivendicare la sua centralità, e il tutto con una forza tale da riuscire a mettere in crisi ogni fashion addicted del globo terracqueo.

Dopotutto da tempo il blazer oversize ha costituito il nostro porto sicuro, un compagno fedele capace di risolvere qualsiasi dilemma di stile con la sua attitudine intrinsecamente rilassata. Ma niente paura: questa giacca dal taglio maschile, ampia, morbida e in perfetta chiave minimal-chic, si conferma tra i capispalla del momento il prediletto.

Ci hanno pensato i più grandi nomi dell’haute couture a prolungarne la gloria: in pedana da Chanel la giacca assumeva proporzioni decisamente generose, accostata a pantaloni con pinces e minigonne a vita (davvero) bassissima, in un gioco di pesi e volumi volutamente sfasati firmato dal genio di Matthieu Blazy, il quale ha contribuito a scardinare l’idea classica di uniforme per suggerire un modo inedito, sbarazzino e decisamente contemporaneo di intendere il completo femminile.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con un’impronta ancor più radicale, si colloca la visione di Balenciaga, che non lascia spazio a dubbi in quanto a versatilità: in questo caso il capo si allarga a dismisura, in combo con pantaloni baggy e scarpe basse.

A chiudere il cerchio delle maxi-interpretazioni più desiderabili della stagione è stata Victoria Beckham, declinando la tendenza secondo una grammatica profondamente personale. Ed elegante: ricche e golose sfumature tra il bordeaux e il cioccolato in passerella abbracciavano volumi così macro da dare l’impressione di poter nascondere tutto senza, in realtà, nascondere nulla, tra abiti asimmetrici, bermuda al ginocchio, tacchi con calzino, mocassini e camicie.

Non è affatto difficile, invero, capire il perché di tanto amore: indossare un blazer extra large, magari dalle spalle rinforzate, significa abbracciare un’idea di comodità che non rinuncia al glamour, rendendo tutto subito più ricercato, tuta compresa. È una promessa di libertà (di movimento) e stile effortless, che fa sentire a posto con il minimo sforzo.

Ma ecco l’intoppo: proprio quando la dittatura dei volumi macro sembrava assoluta, le silhouette smilze sono arrivate per metterci in crisi. La dimostrazione più fulgida di questa controtendenza arriva dalla collezione di Dior, dove la leggendaria bar jacket si è vista rivisitata con linee iper-romantiche e nuance neutre e cremose, pensate appositamente per esaltare la figura con un rigore poetico e senza tempo.

Nel bel mezzo del fashion show di Prabal Gurung ha esordito, invece, un raffinatissimo modello in velluto blu dal taglio classico, con scollo super audace, perfetto da indossare a fior di pelle — per chi ama osare — o da declinare in coppia con pantaloni coordinati.

Al contempo il rigore geometrico era protagonista assoluto anche in casa Ferrari, dove un capospalla dal taglio squisitamente sartoriale marrone caldo abbracciava il corpo donandogli una forma trapezoidale, completata da pencil skirt. Proprio accanto a questa riscoperta del punto vita sciancrato, poi, si è fatto strada anche il nuovo “signature tailoring” di Alexander McQueen.

Blazer xxl o blazer sfiancato, chi vince?

Dinanzi ad uno scenario tanto polarizzato capiamo bene che la vera sfida dell’autunno 2026 non possa risolversi nel decretare un vincitore assoluto, bensì nell’imparare a far convivere queste due personalità apparentemente inconciliabili all’interno dello stesso armadio: scegliere l’una o l’altra versione non significa soltanto aderire alla moda, ma interpretare un preciso stato d’animo.

Il blazer oversize rimane la scelta ideale per quelle giornate in cui cerchiamo protezione, un’armatura couture che ci permetta di muoverci nel mondo con disinvoltura e pragmatismo, puntando tutto su una raffinatezza sussurrata e androgina. Chiedere a Benedetta Porcaroli per ulteriori informazioni.

Al contrario, il blazer avvitato si pone come lo strumento perfetto per i momenti in cui desideriamo comunicare presenza, rigore e una sensualità consapevole, che non ha bisogno di artifici per farsi notare. Daisy Edgar-Jones docet.

La magia dei nostri tempi sta proprio nell’assenza di dogmi stilistici assoluti, del resto: il guardaroba deve somigliare ad uno spazio fluido, massimalismo ed essenzialità possono — e devono — alternarsi senza difficoltà. Possiamo svegliarci la mattina desiderando volume e morbidezza e, la sera stessa, decidere di indossare l’eleganza più scolpita.

Dividere le opinioni, in fondo, è il compito più nobile delle tendenze: ci costringono a riflettere su noi stesse e sul modo in cui vogliamo presentarci agli altri. Il nostro, invece, è quello di non lasciarci condizionare ed essere semplicemente autentiche, senza lasciarci ingabbiare all’interno di schemi predefiniti.

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