La Volta Buona, pagelle 5 maggio: la figlia di Loredana contro Romina (7), il dramma di Corinne (8)

Il meglio (e il peggio) della puntata de La Volta Buona di martedì 5 maggio, incentrata sulla nuova polemica che ha travolto la famiglia Carrisi

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

A La Volta Buona si torna a discutere della recente querelle che vede protagonisti Al Bano Carrisi e Romina Power. Le ultime interviste televisive degli ex coniugi hanno scatenato un acceso dibattito, alimentando un confronto serrato anche sui social.

La conduttrice Caterina Balivo ne approfitta per commentare la faccenda insieme a Jasmine Carrisi, presenza ormai abituale nel programma del pomeriggio di Rai 1. Un confronto che riporta al centro dell’attenzione una delle storie più seguite e chiacchierate dello spettacolo italiano.

Nel corso della puntata non mancano altri momenti significativi. Tra questi, il racconto del figlio di Corinne Clery, che ha rischiato la vita, suscitando forte emozione in studio. A colpire il pubblico anche la presenza di Elena Santarelli, apprezzata per l’empatia e la naturalezza che continua a dimostrare ogni volta che appare sul piccolo schermo.

Jasmine Carrisi difende papà Al Bano. Voto 7

A poco più di venti anni, Jasmine Carrisi è costretta a muoversi tra le crepe di una storia familiare decisamente complessa. A La Volta Buona c’è emozione, c’è imbarazzo, ma soprattutto c’è misura. La figlia di Loredana Lecciso non alza mai i toni, non cerca lo scontro, eppure riesce a difendere con fermezza il padre, Al Bano, reduce da un’intervista a Domenica In che ha mostrato un lato inedito e fragile.

“L’intervista mi ha commosso, è la prima volta che ho visto mio padre cosi vulnerabile, è stato giusto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ha fatto bene a difendersi e a difendere noi dagli attacchi che riceviamo di continuo”, dice con fermezza Jasmine Carrisi.

Più che una famiglia, un racconto pubblico continuo. Qui emerge tutta la difficoltà di essere contemporaneamente legati da affetti profondi e da una narrazione mediatica spesso “poco chiara”, come sottolinea la quintogenita di Al Bano. Ognuno elabora il dolore a modo suo, ma quando questo processo avviene sotto i riflettori, il rischio di fraintendimenti è altissimo.

“Ora papà sta bene, l’ho sentito sereno dopo l’intervista, è stato liberatorio. Non so se il post di mia sorella Cristel era dedicato a mio padre, mi auguro di no”, aggiunge Jasmine menzionando il messaggio della terzogenita di Al Bano e Romina, arrivato proprio dopo l’ospitata da Zia Mara.

“Chi conosce mio padre sa che è una persona di cuore, è davvero difficile non trovare un pilastro in lui – aggiunge Jasmine, rispondendo così direttamente a Romina Power – “Se non l’ha trovato significa che anche lui non aveva quel pilastro in quel momento. Ricevere attacchi velati fa male il doppio”.

IPA
Al Bano con la figlia Jasmine Carrisi

Il figlio di Corinne Clery ha rischiato di morire. Voto 8

A La Volta Buona Corinne Clery tira fuori dal cassetto un dolore rimasto nascosto per decenni: il figlio in fin di vita a un anno, tra ospedali e paura, mentre lei perdeva peso e certezze.

“Stava morendo quando aveva un anno, in fin di vita per un mese e mezzo…Nessuno lo sa, è la prima volta che lo dico...Per una salmonellosi colera, stavo vivendo tra la Polinesia e Nuova Caledonia, si muore davvero, stiamo parlando di 57 anni fa”.

La confessione arriva mentre si discute della querelle tra Al Bano Carrisi e Romina Power, ma prende subito una direzione personale e potentissima. Clery non si limita al racconto del dramma, ma affonda anche sul comportamento dell’ex marito, accusato di essere rimasto assente nel momento più difficile.

Il tono è diretto, senza filtri e decisamente spiazzante. Ma è proprio questa crudezza a rendere l’intervento genuino, lontano da costruzioni televisive e più vicino a una verità vissuta sulla pelle.

“Mio marito è sparito per un mese è mezzo mentre noi lottavamo. Non è mai venuto in ospedale, quando sono uscita ho chiesto il divorzio”, confessa l’attrice francese. Intensa e sincera.

IPA
Corinne Clery

La famiglia Ruta-Goria. Voto 6

Quando il déjà-vu prende il sopravvento, il rischio è quello di annoiare. E infatti il racconto dei tradimenti di Amedeo Goria ai danni di Maria Teresa Ruta suona come una replica già vista: tra interviste e reality, ogni dettaglio è stato ampiamente dissezionato. Tornarci ancora appesantisce il ritmo della puntata e lascia poco spazio alla sorpresa. Che barba, che noia.

Per fortuna c’è Guenda Goria. Rimasta sola in studio, senza i genitori, si lascia andare a un momento di forte emozione parlando dell’imminente Battesimo del figlio Noah, segnato da problemi di salute subito dopo la nascita.

La commozione arriva, la voce si spezza e il pubblico non può che seguirla. Il contrasto è netto: da una parte il passato che si trascina stancamente, dall’altra una storia presente, viva, che coinvolge davvero.

Ed è proprio Guenda – oggi mamma a tempo pieno – a salvare il segmento dedicato alla sua famiglia, riportandolo su un piano più umano e autentico.

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Guenda Goria

Aldo Vitali difende Sal Da Vinci. Voto 8

Quando si parla di musica, fermarsi all’età è un errore che dice più di chi critica che di chi sale sul palco. Lo sottolinea Aldo Vitali, direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, che difende a La Volta Buona Sal Da Vinci da tutti coloro che reputano il cantante napoletano “troppo vecchio per poter vincere l’Eurovision”.

La replica del giornalista è chiaro: a contare davvero sono la canzone, l’empatia con il pubblico e la capacità di fare spettacolo. Tutto il resto passa in secondo piano. Un richiamo al valore artistico, che spazza via giudizi superficiali e restituisce centralità al talento.

In un sistema che spesso insegue solo la novità, questa presa di posizione suona quasi controcorrente. Essenziale, diretta ma soprattutto necessaria.

Ansa
Sal Da Vinci

Elena Santarelli sa fare la differenza. Voto 9

Quando c’è Elena Santarelli a La Volta Buona la differenza si sente. Dopo l’ottima intervista a Belve, la soubrette di Latina lascia il segno anche nel salotto dell’amica Caterina Balivo.

Nel suo intervento sulle vicende della famiglia di Al Bano Carrisi, l’empatia è il tratto dominante: autentica, mai forzata, capace di restituire misura e sensibilità a un tema delicato.

A colpire è poi la sua intelligenza, lucida e profonda, lontana da ogni banalità, mentre la presenza televisiva si conferma naturale ed elegante, senza bisogno di eccessi.

Il carisma c’è ma non è gridato: è quello di chi convince con la sostanza. Il look resta curato ma passa in secondo piano perché qui conta altro. E infatti il vero punto è il potenziale: il pubblico lo chiede, e a ragione. Più spazio in tv per Elena Santarelli, subito.

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