Noi e i fiori? Una connessione a dir poco millenaria, precedente al nesso tra donne e giardinaggio o moda e fiori. Per secoli le donne che conoscevano e preparavano i rimedi naturali provenienti dalle piante e dai fiori venivano considerate indispensabili alla società perché custodivano una capacità speciale (e segreta): sapevano usare le erbe medicinali e curavano le malattie umane con infusi, radici, unguenti. Alleviavano i dolori e guarivano i malanni abbinando la loro esperienza di erboriste con la profonda conoscenza dei cicli del corpo e della natura.
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Quando i fiori erano “pericolosi”
La loro “arte” significava autonomia, libertà, potere e… pratica curativa sospetta. Anche troppo. Non ci volle molto perché la loro sapienza di guaritrici venisse condannata e messa al bando come “stregoneria”. Quelle donne dai poteri “oscuri” erano figure importanti a cui ricorrevano tutti, minando l’autorità di chi deteneva il vero potere, quello religioso e politico. E dovevano essere punite: si stima che tra il 1450 e il 1750 secolo in Europa siano state messe a morte per stregoneria oltre 40.000 donne.
Il legame femminile con la natura resisteva, ma in senso produttivo e di sussistenza: le donne coltivavano e raccoglievano verdure e radici per fare buone zuppe e non strani infusi (almeno ufficialmente).
La botanica per (quasi) tutte
Fu solo verso la metà del 1700 che le donne si riavvicinarono alla conoscenza di fiori e piante, quando lo studio della botanica fu considerato uno dei pochi rami della scienza accessibili al mondo femminile – ma solo a quello nobile e aristocratico, ovviamente. Ciò portò molte donne a ritrovare il loro nesso con la natura in maniera socialmente consentita: raccoglievano piante, le disegnavano, le studiavano, davano loro un nome, scrivevano libri sulla botanica. E fu proprio lo “sdoganamento” di questa prima disciplina ad aprire alle donne la strada verso la possibilità di studiare ogni altra materia.
Delicate come fiori? Semmai forti
Tra noi e i fiori, dunque, il legame è acclarato e vigoroso. E non così “delicato” come si pensa: somigliamo ai fiori non solo per la bellezza, ma anche per la loro forza, la capacità di trasformazione, la resilienza, la resistenza a prove durissime.
Le piante sanno rigenerarsi, seguono il ciclo delle stagioni, germogliano, fioriscono, producono semi e frutti, ma fanno di più: elaborano strategie di difesa, comunicano e sanno condividere segnali di allarme e di pericolo. Forse anche per questo ci piace curare le nostre piantine, parlare con loro, coccolarle e sentire quasi una forma di affetto verso di loro. Ci capiamo da sempre, insomma, perché ci somigliamo.
Un feeling speciale con le amiche verdi
È nella primavera inoltrata che avventiamo di più il feeling speciale con fiori e piante: ora ci godiamo i loro profumi inebrianti, i colori sgargianti, le forme graziose e audaci che la Madre Terra regala alle sue “figlie” che hanno foglie, petali e radici. E ognuna di noi sente un legame particolare con uno dei fiori che stanno sbocciando: non sappiamo il perché, ma il nostro nesso con quelle corolle incantevoli o quei fiorellini appena spuntati ci parla del nostro modo di essere e della nostra personalità.
E tu, di che fiore sei? Scoprilo giocando con il test che ti svela con quale fiore di stagione sei connessa e come è legato al tua personalità.