Si chiama Girl Squad Trip (viaggio della squadra di ragazze) il trend iniziato qualche tempo fa dalle celeb femminili, che organizzano un breve soggiorno in posti da sogno con le amiche più care. Lo hanno fatto Taylor Swift, Chiara Ferragni, Elodie, Michelle Hunziker, Dua Lipa, Selena Gomez. Ma prima che lo rendessero virale le vip più famose, il viaggio tra amiche era già ampiamente praticato da anni. Concedersi una fuga insieme alle donne a cui si è più legate è un dono che ci si fa a vicenda, un modo per dirsi: “Ci sei, ci siamo, siamo importanti l’una per l’altra”.
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Una connessione vera
Il Girl Squad Trip è diventato un tendenza social perché mostra tutto il bello che c’è nella connessione tra amiche vere: è un modo piacevole e originale di celebrare l’amicizia, di condividere emozioni e di creare ricordi che dureranno per sempre. Non si tratta di sfuggire alla routine o di cercare qualcosa di “proibito”, ma di ritagliarsi uno spazio dove essere se stesse, nelle emozioni e nell’affetto che lega un piccolo gruppo di donne.
In quei giorni si ride, si piange, si ricordano vecchie avventure, ci si confidano speranze e paure, si vivono belle emozioni. Il matrimonio di un’amica, poi, è un passaggio importante, e festeggiarlo insieme è un modo per sottolineare che, anche se la vita cambia, l’amicizia rimane un punto fermo. Non c’è nulla di sospetto, nulla di strano. È un atto trasparente tra donne che vogliono stare insieme in un momento speciale. Non succede proprio niente di sconvolgente: al limite qualche gin tonic in più e qualche pensiero brutto in meno.
Punti di vista diversi
Insomma, si tratta di un classico addio al nubilato che assume la forma “extended” di un breve viaggio per celebrare l’amicizia femminile come spazio sicuro, rifugio e festa. In effetti è un po’ diverso dall’addio al celibato come lo pensano gli uomini: magari loro vanno solo in pizzeria ma sognano una notte di fuoco, con zero regole e zero limiti. E forse è proprio per questo che è un uomo a mettere in discussione la piccola vacanza femminile.
Il compagno della ragazza che ci scrive, dapprima favorevole, cambia idea. All’inizio entusiasta, poi esprime un sospetto esplicito e mortificante: lei e le sue amiche vanno a caccia di avventure hot, altro che viaggetto innocente! Ma come ci è arrivato? Finché il viaggio era una cosa astratta, andava bene. Quando ha cominciato a prendere forma – date, destinazione, bagagli – è diventato reale, e con esso è venuta fuori l’insicurezza, alimentata da luoghi comuni triti e ritriti, come quello che le donne in gruppo cerchino la trasgressione e si abbandonino agli eccessi, come se il loro stare insieme in libertà debba irrimediabilmente sfociare nel caos o nell’infedeltà.
Cosa c’è dietro la paura che lei parta
L’idea che lei e le sue amiche vadano a caccia di avventure piccanti e non a festeggiare e basta è un pensiero offensivo, sì, perché mette in dubbio l’integrità della partner. Significa “Non mi fido di te”. Ma è anche un pensiero fragile: quando un partner immagina scenari infondati, spesso sta dicendo “Ho paura di non essere abbastanza per te”, o anche “Ho paura di perdere il controllo su di te”. È il segnale che c’è un punto seriamente vulnerabile nella relazione. Bisogna parlarne faccia a faccia, con sincerità e senza sconti, con chiarezza e senza rabbia. Perché spiegarsi è utile, difendersi è umiliante.
Nessuna donna deve giustificarsi per voler stare con le amiche. Non deve fornire prove della propria fedeltà, o contrattare il suo tempo libero, oppure rinunciare alla sua gioia per compiacere lui. Ma dal momento che in ogni coppia possono verificarsi dei momenti critici, è proprio confrontandosi che si superano le contrapposizioni e si cresce insieme.
Un confronto calmo e necessario
Quello che lei può fare – a differenza di lui che non ci ha nemmeno provato – è aprire uno spazio per comunicare correttamente. Magari è meglio partire da “Sento che c’è qualcosa che ti preoccupa e voglio capire cosa” invece di “Come puoi pensare una cosa del genere!”. Questo approccio istintivo è comprensibile – la collera è lecita – ma tende a chiudere la conversazione consentendo al partner di rifugiarsi in atteggiamenti di fuga, rabbia, evitamento.
Per chiarire la situazione, lei può dire al partner che si sente ferita da quell’insinuazione, che la trova ingiusta, che si aspettava fiducia. E può dirgli, con calma, che la sua libertà di avere amiche e coltivare quei rapporti non è negoziabile – non perché sia una specie di ultimatum, ma perché corrisponde a un bisogno e un diritto veri e umani. Come è altrettanto non negoziabile la libertà di lui di vedere i suoi amici. Ci si può venire incontro su tempi e modi, ma non si possono esigere rinunce. Si chiama rispetto, un elemento basilare all’interno di ogni coppia equilibrata.
La reazione di lui
Se lui reagisce positivamente, mostrandosi disposto al dialogo, magari anche scusandosi di quanto sia stato ingiusto ad accusarla di andare in cerca di avventure, allora si è trattato di un inciampo nel cammino della coppia. Se lui la prende male, risponde alle domande con delle accuse, mostra chiusura, sarcasmo e aggressività, allora c’è qualcosa che non va.
Cosa significa questo episodio
Un episodio isolato di gelosia o insicurezza non è necessariamente un segnale di allarme: fa parte della complessità delle relazioni e può servire come banco di prova per crescere insieme. Ma se il comportamento descritto è parte di un modello che si ripete – ovvero se lui tende a contestare le uscite di lei, a cambiare idea dopo aver “concesso” qualcosa, a mettere in dubbio le sue intenzioni – allora bisogna fare attenzione.
Le coppie sane si reggono sulla fiducia reciproca, non sulla sorveglianza. Un compagno che si fida non ha bisogno di sapere ogni dettaglio, non trasforma un weekend tra amiche in una 48 ore di sesso e follie, non sospetta che lei voglia tradirlo ogni volta che esce da sola. Se questi episodi si ripetono, se lei si trova spesso a dover giustificare la propria vita sociale, se percepisce che la sua autonomia è vissuta come una minaccia piuttosto che come una ricchezza, allora la domanda da porsi non è “Come lo convinco a lasciarmi andare?” ma “Che tipo di relazione sto vivendo?” e anche “Voglio davvero stare con questa persona?”.
Partire? È un atto di maturità emotiva
Il consiglio, per lei, è di partire senza sensi di colpa, perché non sta facendo nulla di sbagliato. Non è un atto di egoismo: è un atto di maturità emotiva che serve a ricordarle (e far capire al suo partner) che lei può essere una compagna presente e innamorata senza rinunciare a essere un’amica affettuosa ma anche una persona con desideri, spazi, rituali che non hanno nulla a che vedere con il tradimento. Una coppia cresce quando entrambi possono respirare, non quando uno dei due trattiene l’altro per paura.
Attenzione alla troppa gelosia
Siamo tutte gelosi e gelose, è insito nella cultura umana, ma facciamo attenzione a non sentirci gratificate dalla gelosia eccessiva pensando “Se lui mi vuole controllare significa che ci tiene a me, quindi mi fa piacere”. E’ una trappola con conseguenze potenzialmente tossiche da cui è difficile uscirne indenni.