Sanremo 2026, le pagelle della finale: Conti si scioglie (7), De Martino fa la storia (10+), Cardinaletti impeccabile (8)

È finito Sanremo, Viva Sanremo: le pagelle della finale, dove Stefano De Martino ha fatto la storia e Sal Da Vinci ha vinto il Festival

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Finalmente è successo: come nelle migliori storie, Carlo Conti si è sciolto. O forse siamo riusciti a goderci la finale del Festival di Sanremo senza pensare a null’altro. Il nostro “Generale con l’orologio” ha allentato la presa su ogni secondo, forse consapevole del suo saluto all’Ariston e al pubblico sanremese. Si è chiusa così un’edizione destinata a fare da spartiacque per il Festival: sono lontani i tempi di Amadeus, è finito il biennio Conti e ora si scrive una nuova pagina con Stefano De Martino, il prossimo conduttore e direttore artistico.

Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo. Voto: 10+

Fin dalla prima serata ha dimostrato di crederci: aveva tutto. La professionalità, la credibilità, una canzone orecchiabile e ballabile, ma soprattutto la voglia di divertirsi e – chissà – un po’ anche di vincere, una forma di riscatto verso quel terzo posto a Sanremo nel 2009. Eppure, quando Carlo Conti ha iniziato a elencare i nomi in classifica, Da Vinci era incredulo: più si saliva in alto, più sentiva il podio avvicinarsi. E così è stato: la sua Per sempre sì, diventata virale in pochissimo tempo, probabilmente già colonna sonora dei prossimi matrimoni e di Temptation Island, ha convinto l’Ariston, il pubblico, la stampa che lo aveva definito il brano “potenzialmente virale”. Ma Sal non ha vinto solo sui social: ha stravinto Sanremo 2026.

Carlo Conti finalmente si “scioglie”. Voto: 7+

“I conti tornano”, è stato il leitmotiv del biennio di Carlo Conti. Ed è stato così, fino alla fine: non si discute la classe e la professionalità di un conduttore che ci ha traghettati verso quella che sembra l’alba di un nuovo Festival. Non è stata una finale facile, con il fantasma della guerra: Conti ha iniziato con una riflessione insieme a Giorgia Cardinaletti e Laura Pausini, un appello contro la guerra. Nel corso della serata, si è sciolto, prendendosi persino quei secondi che fino a questo momento non si era concesso: l’addio all’Ariston non si conta sull’orologio. Grazie, Carlo.

Stefano De Martino è il prossimo conduttore di Sanremo. Voto: 10+

Su questo Sanremo si è detto di tutto: dai 3 milioni di fantasmi al debutto, con un crollo dello share e persino il termine “flop”, fino alla cosiddetta noia. Forse è stata un’edizione di passaggio, con qualche buona canzone che terremo nella nostra playlist per parecchio tempo. Ma a scrivere una nuova pagina del Festival, come anticipato dalle indiscrezioni degli ultimi mesi, sarà Stefano De Martino. L’annuncio, definito già storico, è avvenuto sul palco: Conti ha passato il testimone al conduttore di Affari Tuoi, consegnandogli un Festival in buona salute.

Giorgia Cardinaletti, portavoce delle notizie. Voto: 8

Giorgia Cardinaletti è andata a Sanremo non come co-conduttrice, ma come portavoce delle notizie e dell’attualità. La giornalista e conduttrice televisiva è tra i volti del Tg1. Non pochi mesi fa, ad agosto, in “prima serata”, è stata proprio lei a irrompere nella messa in onda per annunciare la scomparsa di Pippo Baudo. A Sanremo, la sua presenza è stata impeccabile e priva di sbavature, tanto che lanciamo subito un appello a De Martino: la Cardinaletti potrebbe tornare anche l’anno prossimo, magari dandole ancora più spazio per parlare dei temi di attualità.

Nino Frassica, la risata di Sanremo. Voto: 8

Nino Frassica è tornato sul palco dell’Ariston a distanza di un anno, e proprio come allora ci ha dato quei momenti di leggerezza necessari. Sanremo è musica, spettacolo, ma è anche e soprattutto respiro: ritagliarsi quegli istanti tra una canzone e l’altra dedicati al puro show. “Ci siamo tutti, Bianca Balti l’ho vista. E Malgioglio?”. Ce lo siamo chiesti anche noi, perché sarebbe stato bello ritrovare anche Malgioglio a chiudere questo biennio di Conti. Tra una risata e l’altra, ricorderemo il Decamerone del conduttore: essere vivi, avere minimo 3 anni e massimo 133, fedina penale pulita.

Laura Pausini, superata la prova da co-conduttrice. Voto: 7+

Chissà com’è stato per Laura Pausini tornare al Festival di Sanremo dopo 33 anni da co-conduttrice. Tutti gli artisti dicono che il palco dell’Ariston ha una magia tutta sua: c’è chi non vede l’ora di tornarci, e c’è chi, in qualche modo, non può fare a meno di provare una certa riverenza. Quella diciannovenne di Solarolo oggi di successi ne ha raggiunti, portando la musica italiana nel mondo. Avrebbe potuto fare di più? Avrebbe dovuto cantare di più? Come direbbe Conti, con i “se” e con i “ma” non si fa il mondo: la Pausini ha superato la prova da co-conduttrice, senza sbavature, resistendo alle polemiche (come la frecciata di Grignani) e senza cedere terreno. Incancellabile, In assenza di te e Invece no i brani scelti per l’emozionante medley finale. La ragazza di Solarolo è ormai cresciuta.

I Pooh dal Suzuki Stage, la “musica per noi” (con polemica). Voto: 10

Nelle ore precedenti alla loro esibizione non è mancata una piccola polemica: i fan dei Pooh non hanno apprezzato la scelta del palco. Perché i Pooh hanno ricevuto il premio alla carriera sul Suzuki Stage e non all’Ariston? La risposta è semplice: lo hanno voluto proprio loro, per stare in mezzo alle persone, ai loro fan, a chi li ha sostenuti. Con Uomini soli, nel 1990, hanno trionfato al Festival. Per i loro 60 anni di carriera, un omaggio più che dovuto, nel ricordo di Stefano D’Orazio. “Loro sono la musica per noi”.

Il muro con i nomi di tutte le donne vittime di femminicidio. Voto: n.d.

La settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo ha avuto una forte componente inclusiva, ed è stata teatro di messaggi e di riflessioni. Quando lo schermo è diventato nero, accompagnato solo dai nomi delle 300 donne che sono state uccise dal 2023 ad oggi, abbiamo sentito un pugno allo stomaco. Più volte a Sanremo è stato contestato il “modo” di portare alcuni temi sul palco, ma non è questo il caso. Questo dato statistico, come detto da Giorgia Cardinaletti, racconta un fenomeno gravissimo.

Ogni tre giorni, una donna viene uccisa. I numeri “impongono una riflessione seria”, ha detto Conti, prima di chiedere silenzio in platea e successivamente accogliere sul palco Gino Cecchettin, padre di Giulia, che ha parlato del suo dolore togliendosi qualsiasi armatura di dosso. “Questo è un dolore che si vive nell’intimità, che impari a conoscere nel profondo, che ti accompagna tutti i giorni, che sai che fino all’ultimo sarà con te. Puoi annichilirti, chiuderti o provare a trasformarlo. Io ho preso ispirazione da Giulia”.

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