C’è chi li indossa per necessità e chi, invece, per pura scelta: le prime, in linea di massima, li vedono come una costrizione e ne farebbero volentieri a meno, le seconde, dal canto loro, li prendono come una vera e propria dichiarazione di stile. La più magnetica: stiamo parlando degli occhiali da vista, accessori che da sempre si trovano perfettamente a metà strada tra funzionalità e vezzo e che, inforcati, aggiungono d’emblée ad un volto quel tocco di mistero che conquista.
Il loro è un fascino tutto intellettuale, che non potrebbe rappresentare meglio l’odierna ossessione per tutto ciò che ha a che fare con poesia e cultura. Almeno da un punto di vista prettamente estetico: tra le tendenze più forti preannunciate da Pinterest Predicts 2026 ricordiamo l’estetica Poetcore la quale, insieme a tomi e stilografiche, è responsabile di aver scolpito quella corrente stilistica identificabile come intellectual chic.
Il risultato? Un immaginario fatto di blazer in stampa, camicie, mocassini, cravatte, dolcevita, borse a cartella e pantaloni sartoriali o di velluto a costine. In equilibrio perfetto tra passato e presente, a fargli da sfondo è l’amore per la letteratura classica e per la scrittura, trasposto in passerella secondo specifici codici ed un’atmosfera sognante. E qualche libro sfoggiato sotto al braccio accanto all’It Bag di turno, molto spesso.
Ebbene, dopo un lungo e rigido inverno passato così, vissuto da moderne poetesse — ma che anche in fatto di moda la sanno lunga — il tweed e con lui tutti quei tessuti pesanti tornano nei meandri del guardaroba lasciando la scena a certi dettagli. Dettagli che somigliano più a protagonisti, dalle montature leggere, ma XXL.
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Gli occhiali da vista XXL che ci trasformeranno in moderne poetesse (della moda) questa primavera 2026
Leitmotiv del panorama moda a caratterizzare la fredda stagione appena conclusasi è stato l’oversize, dai capispalla di tendenza alle borse più desiderate, e lo stesso continuerà ad essere per tutta la primavera 2026. Se addosso gli strati si alleggeriscono sono gli occhiali a farsi sempre più grandi, proponendosi come quell’accessorio cult da indossare in ogni occasione, con ogni look.
A cadere in tentazione, pare, non saranno soltanto coloro a cui effettivamente sulla carta manca qualche diottria, ma soprattutto quelle a cui non serve alcun tipo di aiuto per vedere nitidamente. E che forse, proprio per questo, sanno distinguere senza fatica quando in una nuova voga c’è del potenziale.
Non parliamo necessariamente di montature bold ma semplicemente grandi, meglio se molto grandi, e che già solo per questo inevitabilmente spostano l’attenzione dal secondo al primo piano.
Sulle passerelle destinate alla moda della bella stagione, qualche mese addietro, a gran sorpresa si è visto salire un esercito di occhiali enormi ma sottili al tempo stesso, sospesi tra l’elegante ed il minimal, dalle forme sempre diverse, esattamente come normalmente accade con i vicini parenti da sole: angolari, squadrati o rettangolari ma anche arrotondati, come nel caso degli amatissimi modelli pilot o aviator, dalla silhouette a goccia.
Non sono certo mancati all’appello i mitici panthos né tantomeno i classici ovali, purché la dimensione della montatura fosse sempre ampia ed avvolgente, pronta ad incorniciare — e in alcuni casi quasi nascondere — il volto.
Proposte diverse, dunque, ma accomunate da un’unica caratteristica: la grandezza, ad elevare in modo del tutto inatteso un banale accessorio da vista a dettaglio ultra cool in un look. Del resto si ha a che fare con un particolare che inevitabilmente cambia il viso e che, se scelto nella forma giusta, da calibrare con attenzione in base ai lineamenti di ognuno, può davvero risultare donante, arrivando a definire lo stile personale e persino a riproporzionare distanze e dimensioni.
Saint Laurent ha presentato silhouette decise, nere e d’ispirazione vintage a richiamare quell’eleganza classica che da sempre contraddistingue il brand, e altrettanto ha fatto Louis Vuitton con varianti sottili e trasparenti. Gucci, dalla sua, ha fatto la propria controproposta attraverso modelli circolari extra large mentre era decisamente più futurista la visione di Balenciaga.
Anche Celine e Christopher Esber hanno puntato su montature audaci, spiccatamente retrò, mentre Tom Ford su profili a farfalla che mantenessero il DNA glamour del marchio.
Sul ritorno degli occhiali da vista extra large, dagli anni Settanta a oggi
Guardando, tutte insieme, le collezioni dell’haute couture appare subito chiaro: questo ritrovato sentimento per i maxi occhiali si rifà ad un immaginario preciso, ovvero quello degli anni Settanta. Parliamo di un’epoca in cui l’universo del fashion non conosceva il timore di esagerare, e in cui l’accessorio, in acetato o metallo sottile, era parte integrante del fascino di un personaggio.
Basti pensare alle indimenticabili icone del cinema e della musica del tempo, da Sophia Loren a Cher, avvolte in cappotti lunghissimi, con foulard in seta annodati al collo e imponenti montature di design sul naso, in grado di celare e sedurre nello stesso momento.
Tra nostalgia e curiosità, la reinterpretazione che stiamo vedendo è più pulita, più grafica, quasi architettonica: le nuove evoluzioni vertono su linee decise e volumi calibrati e vantano lenti sfumate o trasparenti, le quali rendono la visione d’insieme più leggera, pur mantenendone l’impatto.
Del resto la moda si sa, ama gli eccessi e spesso si diverte a giocare con le proporzioni, perciò non è affatto un caso se gli occhiali extra large si inseriscono con una puntualità tanto invidiabile in un’era in cui si sta riscoprendo l’amore per il massimalismo e la teatralità controllata, mai caricaturale ma sofisticata.
Così, tra un paio di orecchini statement, una borsa microscopica ed una montatura esagerata, gli accessori diventano indispensabili a creare un’aura indimenticabile.
Il ritorno degli occhiali grandi non è dunque un mero revival estetico, uno dei tanti destinati a fare la propria ricomparsa per poi scomparire entro breve, ma una dichiarazione di stile che si tiene in equilibrio sul potere visivo e l’identità, una necessità che sapevamo sarebbe tornata a farsi sentire con una certa insistenza nel 2026.
Del resto una montatura oversize non si limita a completare una mise ma la costruisce, la definisce, la rende immediatamente riconoscibile, e noi lo diventiamo con lei.