- Cambi di abitudini, pasti fuori orario, poca acqua e lunga immobilità durante i viaggi rallentano il transito intestinale e possono causare stitichezza.
- Mantenere idratazione adeguata, consumare fibre regolari e muoversi ogni giorno riduce il rischio; evitate aumenti repentini di fibre senza acqua.
- Probiotici e integratori come psillio o macrogol possono essere utili ma vanno scelti con criterio; rivolgersi al medico se i sintomi peggiorano.
Capita a tante persone di partire per le vacanze e, dopo alcuni giorni, avere l’impressione che anche l’intestino sia “andato in ferie”. La stitichezza del viaggiatore è una problematica molto comune in chi parte spesso e interessa non solo coloro che soffrono di stipsi cronica, ma anche tutti coloro che hanno un intestino perfettamente regolare durante l’anno.
Le cause sono molteplici e vanno dal cambio degli orari dei pasti, fino a una riduzione dell’idratazione giornaliera e al cambiamento dello stile alimentare. Inoltre, solitamente per raggiungere mete lontane si rimane per tante ore seduti e spesso si rimanda lo stimolo di andare in bagno più volte. Il risultato è quello di creare un rallentamento del transito intestinale, che può generare uno stato di gonfiore addominale, dolore, crampi, pesantezza e quindi difficoltà nell’evacuazione.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione temporanea e reversibile, che può essere anche prevenuta o migliorata adottando specifiche strategie nutrizionali e comportamentali. In questo articolo del magazine di DiLei cercheremo di capire cosa succede all’intestino durante le vacanze e quali rimedi sono consigliati in letteratura scientifica.
Indice
Perché l’intestino si blocca quando si va in vacanza?
La stipsi che si crea in vacanza non dipende da un’unica causa, ma da una combinazione di più fattori che interferiscono con il normale equilibrio intestinale. Il primo squilibrio riguarda proprio il cambiamento della routine quotidiana. L’intestino possiede una sorta di orologio biologico che è influenzato dai ritmi circadiani e dalle nostre abitudini. Subire un improvviso cambiamento di questi schemi, come orari del risveglio anticipati e pasti posticipati, può alterare significativamente la motilità dell’intestino.
A tutto ciò si aggiunge il viaggio stesso, che aumenta l’impossibilità di andare in bagno, riduce i movimenti del corpo e quindi rallenta automaticamente il transito intestinale. Anche il caldo gioca un ruolo cruciale, poiché le elevate temperature aumentano la sudorazione e quindi la perdita di liquidi. Se questi non vengono reintegrati adeguatamente con acqua ed elettroliti, finiscono per generare un progressivo indurimento delle feci, che le rende più difficili da espellere.
Ovviamente, anche le modifiche delle proprie abitudini alimentari possono influenzare largamente il nostro intestino. In viaggio, solitamente si consumano meno frutta, verdura e cereali integrali, lasciando più spazio a dolci, alcolici, alimenti fritti e ricchi di grassi, ma anche a pasti più abbondanti e difficili da digerire.
Bere poco rende le feci più secche e dure
La disidratazione è uno degli elementi che più influisce sulla stitichezza estiva. Infatti, quando l’organismo riceve poca acqua, attiva per compensazione un maggior riassorbimento di liquidi da parte del colon, in modo da garantire l’equilibrio idrico dell’organismo. Tuttavia, questo meccanismo fisiologico fa sì che le feci diventino più secche, dure e compatte, rallentando il transito intestinale. Per la maggior parte degli adulti è consigliabile assumere 1,5-2 litri d’acqua al giorno, aumentando questi parametri in caso di giornate particolarmente calde o in seguito ad attività fisica molto intensa. Puoi approfondire l’argomento e scoprire Quanta acqua assumere ogni giorno secondo il nutrizionista.
Per mantenere il corpo idratato, oltre all’acqua, si possono consumare anche tisane non zuccherate e alimenti come anguria, melone, cetrioli e pomodori, che contribuiscono al fabbisogno idrico del corpo umano.
Le fibre rimangono il miglior alleato per l’intestino
Durante un viaggio spesso ci si concentra di meno sul mantenimento di quelle sane abitudini alimentari che ci accompagnano durante tutto l’anno. Sarà più difficile, infatti, rispettare l’assunzione di 5 porzioni tra frutta e verdura ogni giorno. Tali modifiche andranno a influire sul numero di fibre che arrivano nel nostro intestino, che a loro volta impatteranno sul benessere del microbiota intestinale e sulla motilità. Le fibre alimentari, che secondo le linee guida dovrebbero essere introdotte nel quantitativo di circa 25-30 grammi al giorno, vengono digerite dai batteri della flora intestinale e producono acidi grassi a catena corta, fondamentali per mantenere il benessere della mucosa intestinale.
Durante le vacanze è quindi fondamentale inserire nei propri pasti o negli spuntini alimenti come frutta fresca, mix di verdure crude e cotte, legumi e cereali integrali e una piccola porzione di frutta secca. Ovviamente, nel caso ci si trovi in Paesi con scarsi parametri igienico-sanitari, è sempre utile mangiare frutta con la buccia e verdure lavate e ben cotte.
Bisogna però fare attenzione anche all’estremo opposto, infatti un aumento improvviso delle fibre all’interno dell’alimentazione può provocare gonfiore e un aumento paradossale della stitichezza. Per questo motivo è sempre bene bilanciare il numero di fibre introdotte nell’organismo e accompagnarlo con un buon livello di idratazione.
Muoversi ogni giorno aiuta il benessere intestinale
Si sa, quando si è in viaggio l’ultima cosa a cui si pensa è l’allenamento. Tuttavia, non è necessario impegnarsi in faticosi workout: basta fare una semplice passeggiata di 40 minuti al giorno per stimolare la motilità del colon e ridurre la stitichezza del viaggiatore. Anche farsi una nuotata o un giro in bicicletta può favorire il transito delle feci lungo l’intestino. Al contrario, rimanere sdraiati per ore al sole o seduti in poltrona può contribuire ad aumentare la sensazione di gonfiore, oltre che ovviamente i chili sulla bilancia.
Non ignorare lo stimolo dell’evacuazione
Quando si è lontani da casa spesso si tende a sopprimere il più possibile lo stimolo all’evacuazione delle feci. Trattenere ripetutamente lo stimolo pur di non andare nel bagno dell’hotel o del treno può rendere l’intestino progressivamente meno sensibile e più tendente a causare quadri di stitichezza. Per questo, gli esperti consigliano di rispettare il più possibile i ritmi fisiologici del corpo e dedicare qualche minuto ogni mattina all’evacuazione, senza fretta o ansia.
I probiotici possono essere utili
Sempre più studi negli ultimi anni hanno posto l’attenzione sull’efficacia dei probiotici nella gestione della stipsi funzionale. Infatti, alcuni ceppi di batteri benefici come i bifidobatteri e i lattobacilli sembrano essere implicati proprio nel migliorare la frequenza delle evacuazioni e ridurre il tempo di transito intestinale. Tuttavia, gli effetti sono ancora incerti e dipendono dal ceppo utilizzato e dall’efficacia del probiotico. Inoltre, bisogna fare attenzione perché un abuso di fermenti lattici prima o durante un viaggio può creare anche condizioni di sovrappopolazione microbica intestinale, conducendo a quadri di gonfiore, meteorismo e alterazioni dell’alvo intestinale.
È sempre meglio rivolgersi al medico o al proprio farmacista di fiducia per ricevere informazioni utili sull’assunzione di integratori a base di probiotici da assumere in viaggio.
Quando assumere integratori alimentari
Integratori e prodotti per combattere la stitichezza in viaggio possono risultare utili quando l’alimentazione, l’idratazione e il movimento non riescono a smuovere in nessun modo l’intestino. Tra le sostanze più studiate e maggiormente utilizzate in questi casi c’è lo psillio. Questa sostanza naturale ha la capacità di assorbire acqua all’interno dell’intestino e aumentare così la massa fecale, rendendola più morbida, lubrificata e facile da eliminare. Anche le fibre derivanti dalla gomma di guar parzialmente idrolizzata hanno dimostrato di essere particolarmente utili nel regolarizzare il transito intestinale. Ovviamente, tutti questi prodotti vanno sempre accompagnati da un’adeguata assunzione di acqua. Infatti, se le fibre assunte non vengono ben idratate possono provocare un’esacerbazione dei sintomi della stitichezza.
Nei casi più gravi si può ricorrere anche all’utilizzo di veri e propri lassativi osmotici, come il macrogol, che è una delle soluzioni più efficaci, delicate e meglio tollerate per affrontare la stipsi occasionale, come quella del viaggiatore. È comunque consigliabile utilizzare sempre questi prodotti seguendo le indicazioni di un medico, soprattutto se la stitichezza persiste per più giorni.
Quando è il caso di rivolgersi al medico?
Nella maggior parte dei casi la stipsi del viaggiatore si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni.
È opportuno consultare il medico se:
- la stitichezza dura oltre due settimane;
- compare sangue nelle feci;
- si manifesta un forte dolore addominale;
- sono presenti vomito o febbre;
- si verifica un calo di peso non intenzionale;
- la stipsi compare improvvisamente senza una causa evidente.
Fonti bibliografiche