Mondiali 2026, Carla Bruni nostalgica ricorda la vittoria della Francia con l’iconico “abito della libertà”

Carla Bruni ripubblica la foto del 1998 con il leggendario Freedom Dress di Yves Saint Laurent e manda in estasi i fan alla vigilia di Francia-Senegal

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

I Mondiali di calcio sono entrati nel vivo e, nonostante l’esclusione dell’Italia dalla competizione, c’è anche un tocco di stile e nostalgia tutto nostrano a fare da cornice alla sfida prevista oggi tra Francia e Senegal.

A poche ore dal fischio d’inizio, infatti, Carla Bruni ha scelto di rendere omaggio al match pubblicando sul suo profilo Instagram un look che ormai ha fatto la storia e che vede unire in modo impeccabile proprio il mondo dello sport con la moda.

Ben prima di diventare first lady infatti, la Bruni era già una delle regine indiscusse delle passerelle internazionali e, tra le immagini più iconiche della sua carriera, c’è proprio quella risalente alla vigilia della storica finale dei Mondiali del 12 luglio 1998 tra Brasile e Francia, quando la top fu protagonista di un evento destinato a entrare nella storia.

Carla Bruni celebra la nazionale francese con il ricordo di una sfilata storica

Correva l’anno 1998 quando il prestigioso Stade de France di Saint-Denis, a poche ore dall’inizio della storica partita di calcio, si trasformò in una spettacolare passerella a cielo aperto grazie a una sfilata-evento firmata Yves Saint Laurent. Davanti agli occhi di migliaia di spettatori, decine di modelle sfoggiarono creazioni scenografiche e ricche di significato, in una celebrazione che fondeva il linguaggio della moda con quello dello sport.

Tra loro spiccava proprio Carla Bruni, elegantissima e magnetica, che catturò l’attenzione con un memorabile abito destinato a diventare uno dei look simbolo di quella straordinaria serata e subito ribattezzato “freedom dress”, l’abito della libertà. Un’immagine rimasta impressa nella memoria degli appassionati e ancora oggi considerata uno dei momenti più iconici dell’incontro tra haute couture e grandi eventi sportivi.

Yves Saint Laurent aveva infatti scelto proprio il palcoscenico sportivo più importante del momento per celebrare i suoi 40 anni di carriera con una sfilata destinata a entrare nella storia.

Poco prima del fischio d’inizio, il prato dello stadio si era trasformato in una gigantesca passerella a cielo aperto con 300 modelle che sfilarono indossando alcune delle creazioni più iconiche dello stilista, in un viaggio attraverso quattro decenni di moda, ispirazioni artistiche e influenze culturali.

Tra i volti più celebri presenti sulla passerella figuravano alcune delle top model più amate degli Anni ’90, tra cui Carla Bruni, ma anche Laetitia Casta, Katoucha Niane, Adriana Karembeu e Noémie Lenoir. Una parata di stelle che contribuì a rendere quella giornata un perfetto incontro tra glamour, spettacolo e sport, trasformando una finale dei Mondiali in un evento culturale senza precedenti.

L’abito della libertà, la creazione futuristica di Yves Saint Laurent

L’abito indossato da Carla Bruni per l’occasione, e riproposto con un post celebrativo proprio oggi in occasione della partita della Francia ai Mondiali di calcio 2026, è la perfetta espressione dell’estetica scultorea e teatrale che ha reso iconiche molte creazioni di Yves Saint Laurent. Più che un semplice vestito, una vera opera d’arte da indossare, capace di fondere moda, design e spettacolo.

Realizzato in un candido bianco ottico, il modello presentava infatti una silhouette mini e aderente che valorizza la figura di Carla, lasciando completamente scoperte le spalle con un raffinato scollo a fascia. A catturare immediatamente lo sguardo erano però le imponenti applicazioni tridimensionali che si sviluppavano intorno al busto e ai fianchi: grandi elementi curvilinei, simili a petali, ali o girandole, che sembravano sbocciare dal corpo creando un suggestivo effetto dinamico e quasi futuristico.

Le linee morbide e sinuose delle decorazioni contrastavano con la struttura essenziale dell’abito, dando vita a un equilibrio tra minimalismo e spettacolarità. Il risultato era stato una creazione dal forte impatto scenografico, che richiamava il linguaggio dell’haute couture degli anni Novanta e la ricerca di volumi scultorei tipica delle grandi maison francesi dell’epoca.

E chissà che il ricordo riproposto da Carla Bruni non sia di buon auspicio per il risultato della Nazionale francese.

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