Della timida ragazza mora, trasferitasi nella piovosa Forks per vivere con il padre, che di lì a poco si ritrova a vivere una storia d’amore che le cambia la vita, sembra non essere rimasto nulla. Dal successo di Twilight di tempo ne è passato, d’altronde, e oggi Kristen Stewart è un’acclamata attrice d’autore e regista, addirittura con una candidatura agli Oscar alle spalle.
L’ultimo progetto? La cronologia dell’acqua, molto apprezzato da gran parte del pubblico e anche della critica. Ciò che ha particolarmente apprezzato lei, invece, è Teenage Sex and Death at Camp Miasma, horror metacinematografico diretto da Jane Schoenbrun in uscita ad agosto, che reinterpreta in chiave queer e psichedelica il genere slasher degli anni ottanta.
Ebbene, chi alla prima losangelina si aspettava il solito “look da urlo” è rimasto decisamente a bocca aperta, ma per motivi tutt’altro che spaventosi: nella Città degli Angeli la star ha saputo rubare la scena a mostri e colpi di scena, con un’apparizione che ha ridefinito il concetto d’eleganza contemporanea.
Ecco che il fascino intramontabile del guardaroba maschile ha incontrato ancora una volta l’audacia, complice il red carpet più chiacchierato del momento, con il risultato sorprendente di un equilibrio perfetto tra sartorialità classica e spirito ribelle.
La moda mannish secondo Kristen Stewart, tra sartorialità e attitudine ribelle
Il DGA Theater di Los Angeles si è trasformato nel palcoscenico di una vera e propria lezione di stile in occasione della prima dell’attesissimo slasher queer diretto da Jane Schoenbrun: Kristen Stewart, da sempre musa dell’anticonformismo e paladina di una moda libera da etichette di genere, si è presentata all’evento per sostenere la pellicola sfoggiando una tenuta che ha immediatamente conquistato i flash dei fotografi.
L’attrice, che ha espresso un entusiasmo viscerale per il film, definendolo un’esperienza cinematografica senza precedenti, ha saputo interpretare l’atmosfera vibrante e fuori dagli schemi della serata attraverso una scelta sartoriale magnetica: il fulcro del look era senz’altro il maxi blazer scuro di stampo maschile, dalle spalle tipicamente generose e la silhouette strutturata, un chiaro richiamo alla sartorialità rétro riletta però in chiave assolutamente moderna.
Invece di abbinare al capospalla oversize dei classici pantaloni a palazzo, la trentaseienne ha optato per un paio di shorts decisamente audaci, strappati e dall’orlo a taglio vivo. Una combinazione, questa, che gioca sul contrasto e strizza l’occhio, al contempo, alla discussa ma amatissima tendenza “no pants” che negli ultimi anni vediamo dominare sulle passerelle internazionali.
Le sneakers sul red carpet? Un grosso sì
A completare l’insieme vediamo poi una t-shirt dall’aspetto used, dei calzettoni bianchi, degli occhiali da sole e delle comuni sneakers nere: sì, esattamente le stesse che si erano viste ai suoi piedi sul red carpet di Cannes 2026. Il risultato? Una mise insolita, dall’eleganza rilassata, che non ha affatto bisogno di strascichi o paillettes per imporsi sulla scena.
Senza contare che questa attitudine mannish e in qualche modo minimalista si sposa perfettamente con lo spirito rivoluzionario del film, una pellicola che vede protagoniste Gillian Anderson e Hannah Einbinder in un gioco psicologico claustrofobico e sensuale.
Scegliendo la via del rigore geometrico ma spezzandolo con una mossa che sa di pura provocazione, l’attrice statunitense ha dato inoltre prova di come il vero coraggio, oggi, risieda nella capacità di essere impeccabili pur rimanendo fedeli a se stessi. È proprio il caso di dirlo: Kristen docet.