Amo follemente Demi Moore e tutto quello che ha sempre interpretato sullo schermo e incarnato come personaggio. La amo non solo dai tempi di Ghost ma da quelli di St Elmo’s Fire, che forsi non tutti ricordano. Quando, giovane e selvaggia, faceva parte del Brat Pack, la generazione di giovani attori talentuosi e ribelli protagonisti a Hollywood negli anni ’80 (lei, Emilio Estevez, allora suo fidanzato, Charlie Sheen, Kiefer Sutherland, Molly Ringwald). Qualcuno si è perso nel tragitto, altri sono ancora in pista. Proprio come Demi, che dopo essere diventata icona assoluta negli anni ’90, tra le attrici più richieste e pagate di quel decennio, si è presa del tempo per se stessa (tra problemi personali e necessità di “ritrovarsi”) per poi tornare ancora più in alto e dimostrare che anche dopo i sessanta – oggi all’anagrafe ne ha 67 – si puo lavorare e restare ben salde sul piedistallo delle dive.
Di Demi in passato avevo amato tutto, il suo coraggio, il suo anticonformismo lei che si rasava a zero (davvero, non fingendo con parrucche come tante colleghe) per entrare appieno nel personaggio di Soldato Jane. Lei che aveva già tagliato in precedenza i suoi iconici capelli lunghi – andando contro il parere di regista e produttore – per l’iconico taglio corto di Molly in Ghost poi divenuto caschetto in Proposta Indecente. Lanciando ogni volta trend e ossessioni, perché tutto quello che faceva Demi, in quegli anni, coraggioso e controcorrente, veniva adorato e copiato. Lei che metteva su muscoli e massa per trasformarsi nella prima donna in assoluto ammessa al corso di addestramento nelle forze speciali della US NAVY nel film di Ridley Scott del 1997, trasformando le sue forme femminili e armoniose in un corpo muscoloso e androgino. Per poi tornare tonica e bellissima in Striptease.
Demi la trasformista, camaleontica e anticonformista, che non aveva mai paura di cambiare pelle. Una outsider, un cavallo selvaggio, uno spirito ribelle a Hollywood.
Negli ultimissimi tempi qualcosa sembra essere cambiato, forse la situazione privata non facile (in primis la malattia dell’ex marito Bruce Willis), forse il dover dimostrare che davvero il tempo per le dive si può fermare e che lei possiede “The Substance”, quella sostanza miracolosa ma letale che nel film omonimo la mantiene giovane e al tempo stesso la converte in un mostro. Fatto sta che, a vederla dall’esterno, Demi si sta lentamente trasformando nella protagonista del film, ossessionata dal dover mantenere forma e bellezza eterna, e ormai la sua magrezza e il suo sorriso quasi plastificato non passano inosservati e destano preoccupazione.
Chi ha letto la sua autobiografia – Inside Out. La mia storia– sa quanto l’attrica negli anni abbia combattuto contro l’omologazione hollywoodiana e abbia pagato sulla propria pelle e corpo l’ossessione per una magrezza malsana: diete estreme, sedute sfiancanti di allenamenti massacranti, fino alla decisione di ritirarsi a vivere nella natura, tra i suoi affetti (le tre figlie e l’ex marito), lontana da pressioni e stereotipi per ritrovare serenità e amore sano per se stessa. Poi però il ritorno in pompa magna nello star system, complice un paio di film che l’hanno rilanciata alla grande, la vittoria al Golden Globe, inviti ad eventi e Festival internazionali, assurta a simbolo di una bellezza eterna e invidiabile, devono averla provata e cambiata.
Gia durante i recenti Actors Awards Demi era apparsa particolarmente scavata e oggi, alla cerimonia inaugurale e durante i primi red carpet del Festival di Cannes, nel quale è giurata, la sua magrezza eccessiva ha scatenato commenti e illazioni sui media e sui social. Tra chi la accusa di aver abusato di Ozempic e chi di trasmettere un messaggio decisamente sbagliato. Soprattutto molti ironicamente si sono chiesti se stesse assumendo, per l’ appunto, la famigerata “The Substance”, la droga del mercato nero che il suo personaggio prendeva per mantenere la giovinezza nell’omonimo film horror del 2024. Perché davvero l’immedesimazione tra artista e personaggio è quasi impressionante.
Demi non commenta, i suoi uffici stampa e collaboratori (contattati da varie testate internazionali, tra le quali il Daily Mail) non rilasicano dichiarazioni. Lei nel frattempo sta scomparendo. E noi rimpiangiamo la Demi che non aveva paura di essere diversa e sfidare canoni e omologazione made in Hollywood, coraggiosa e rivoluzionaria. Lei che in passato diceva “La bellezza è una prigione, la mia è stata una continua lotta per accettarmi. Dobbiamo riscoprire la bellezza di essere semplicemente se stessi. Invecchiare non mi spaventa, quando non ci amiamo abbastanza ci trasformiamo davvero in mostri“. Forse, negli ultimi tempi, e per colpa non sua, Demi ha smesso di amarsi abbastanza.