L’esibizione di Serena Brancale nella prima puntata di Sanremo 2026 è stata a dir poco emozionante. Ha fatto ascoltare la sua Qui con me e ha faticato a mantenere salda la voce. I sentimenti hanno rischiato più volte d’avere la meglio, ma ha saputo tenere duro e arrivare fino alla fine.
Occhi negli occhi con sua sorella Nicole, maestro d’orchestra, e la mano rivolta al cielo verso sua madre, tanto distante e tanto vicina al tempo stesso. Un brano che punta in alto, travolgendo il pubblico dall’Ariston ai divani di tutt’Italia.
Serena Brancale in lacrime
Un’esibizione potente, impossibile da ignorare. Non necessariamente la più pulita della sua carriera, ma non serviva che lo fosse. “E se ti portassi via da quelle stelle, per cancellare il tuo addio dalla mia pelle”, canta con sentimento, mentre il pubblico la segue, nota dopo nota.
Alla fine sono tutti con lei, applaudendo con forza e convinzione. Lei, invece, ha modo di lasciar andare tutta l’emotività trattenuta tra cuore e gola. Apre le braccia, lascia andare la voce e poi, a luci riaccese, si commuove nel fiume in piena della reazione del pubblico.
Le mani vanno al volto, a mascherare le lacrime che scendono libere, finalmente. Carlo Conti resta immobile al suo fianco, e neanche lui ha il coraggio di parlare e interrompere il momento. La sua specialità, insomma.
La gente è tutta per lei e la incinta con un “Serena, Serena, Serena” da stadio. In breve saluta, ringrazia e va via, rifugiandosi nel dietro le quinte. La sua è già una delle storie più belle di questo Sanremo 2026.
Il significato di Qui con me
Qui con me è un brano già cruciale nella carriera di Serena Brancale, perché segna un’evoluzione del suo percorso artistico. Soul, jazz e tradizione mediterranea si fondono in un pop contemporaneo, per un brano che è una stretta al cuore.
Il significato del brano ruota intorno al concetto della forza dei legami, che sfidano il tempo, la distanza e la mancanza. Le sue lacrime sono dedicate alla madre, scomparsa nel 2020. Una dichiarazione d’amore autentica, priva di retorica, con una musicalità che rapisce.