Che tempo che fa, pagelle ultima puntata del 24 maggio: Guanciale anti-divo (8), Pieraccioni ciclone infinito (7,5), il ricordo di Ornella (10)

Volge al termine anche questa stagione di "Che tempo che fa", ancora traghettata da Fabio Fazio, che ricorda come questa edizione sia stata segnata dalla perdita di Ornella Vanoni. Le pagelle del 24 maggio

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Martina Dessì

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Sipario. Fabio Fazio chiude un’altra stagione di successi di Che tempo che fa, con interviste blindate e colpi di fioretto. Un’edizione certamente segnata dalla perdita di Ornella Vanoni, questa, che è ricorsa di tanto in tanto in parecchie delle puntate che sono seguite alla sua scomparsa avvenuta a novembre 2025. Non sono mancati i grandi ospiti, quelli che fanno parte ormai della tradizione del programma, e i tu per tu speciali del conduttore ormai abituato ai nomi importanti. A emergere, più di tutti in quest’edizione, è stata Luciana Littizzetto. E non solo per le letterine, ma per quella presenza costante che ogni domenica ci riporta a casa. E così, tra risate malinconiche, battute al fulmicotone e un pizzico di inevitabile malinconia, ecco i nostri voti ai protagonisti e ai momenti più belli dell’ultima puntata.

Lino Guanciale, l’anti-divo dall’anamnesi perfetta – Voto: 8

Certo che promuovere un film intitolato Innamorarsi e altre pessime idee richiede una certa dose di sana autoironia, e Lino Guanciale dimostra di averne da vendere. L’attore esordisce smontando il proprio fascino da fiction con una confessione onomastica esilarante: “Il mio cognome all’inizio della carriera non ha aiutato… ma proprio nella vita!”. E quando scopre che il protagonista della pellicola si chiama Lino come lui, non si illude affatto su un tributo al suo metodo recitativo: “Pensavo l’avessero chiamato così per consentirmi l’immedesimazione… e invece no, era solo per non farmi sbagliare nome durante la promozione”.

E poi torna nuovamente sulla mancata laurea in medicina: “Io volevo fare medicina… Avevo fatto anche la prova d’ingresso. Credo di aver convinto Carlo Verdone a prendermi nel film solo per questo”. Fazio incalza sornione: “Ma lui lo sa?”. Risposta affermativa. A coronare una performance da applausi, un talento nascosto e decisamente insospettabile: una magistrale imitazione delle nacchere eseguita esclusivamente con lo schiocco delle dita. Eclettico.

Ufficio Stampa Che tempo che fa
Lino Guanciale a Che tempo che fa

Leonardo Pieraccioni, amarcord toscano e “Cicloni” infiniti – Voto: 7.5

Trent’anni e non sentirli, o forse sentirli tutti ma con la straordinaria capacità di riderci su. Leonardo Pieraccioni si presenta in studio per celebrare il trentennale del cult Il Ciclone (1996) e punge subito il pubblico sul tempo che passa: “Son passati trent’anni… ci deve essere per forza una persona tra il pubblico che urla ‘meglio ora!'”. Il regista toscano sfoggia poi il suo celeberrimo “inglese maccheronico”, rimettendo in scena l’iconico scontro linguistico del film (“I want to know if… if… the dog is near the window…”).

I retroscena dell’epoca sono pepite comiche. Su Massimo Ceccherini, grande assente della serata, lancia una solenne bugia delle sue: “Doveva essere qui con me, ma non è venuto perché la domenica insegna catechismo”. Spazio anche ai ricordi su Natalia Estrada, che accettò il ruolo alla velocità della luce: “Mi telefonò subito per il copione, l’aveva letto interamente in taxi”. Infine, una perla di saggezza cinica sulla mezza età contemporanea: “È pericolosissimo per noi sessantenni andare a vedere le partite dei figli…”. Pieraccioni si conferma il solito fuoriclasse della satira di costume: malinconico al punto giusto, irresistibile da sempre.

Corrado Augias, l’eleganza dell’elogio inaspettato – Voto: 7

Quando Corrado Augias si collega, il registro della trasmissione si eleva istantaneamente. Ma l’incursione del giornalista e scrittore non è stavolta una lezione di alta cultura, bensì un omaggio sincero e mirato a Luciana Littizzetto per il suo ultimo romanzo Il tempo del La La La. Vediamo così un monumento della divulgazione culturale riconoscere e complimentarsi per la cifra stilistica e l’intelligenza della comica torinese, creando perfetto cortocircuito comunicativo che solo il salotto di Fazio sa orchestrare alla perfezione. Un attestato di stima che vale doppio, anche perché Lucianina sembrava davvero emozionata.

Il ricordo di Ornella Vanoni, l’assenza che si fa poesia – Voto: 10 (alla memoria)

La stagione di Che tempo che fa giunge al termine portando con sé un vuoto incolmabile, difficile da digerire per il pubblico e per la squadra autoriale: quello lasciato da Ornella Vanoni, la cui scomparsa il 21 novembre 2025, all’età di 91 anni, ha privato la televisione italiana della sua ultima, vera “anarchica”. La sua assenza in questo finale di stagione pesa infinitamente più di qualsiasi mancato super-ospite internazionale.

Ornella non interpretava un ruolo all’interno del programma; ne scardinava sistematicamente le regole, trasformando la sua sedia in una trincea di assoluta libertà. Ogni suo passaggio sul divano di Fazio era un’improvvisazione d’autore: una confessione, una stoccata tagliente al perbenismo, una verità nuda sputata in faccia allo spettatore senza il filtro della diplomazia. Un addio dolceamaro per un’artista la cui combinazione di ribellione viscerale e lucida ironia rimarrà irripetibile. La Vanoni sapeva essere elegante senza mai risultare ingessata, profonda rifuggendo la pesantezza, comica senza la necessità di appoggiarsi a una gag scritta. Una presenza magnetica che ha ridefinito il concetto stesso di intrattenimento. Senza fine, esattamente come la sua musica, anche ora che tutto è finito.

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