Rucola, perché e come può aiutare a controllare il sovrappeso e non solo

La rucola contiene la glucoerucina che aiuta a controllare il peso e a trasformare il tessuto adiposo rendendolo più attivo dal punto di vista energetico

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Partiamo da un punto fermo. Fondamentale. Non esiste l’alimento che di per sé fa dimagrire o ingrassare. Occorre sempre inserire ogni cibo in una lettura globale delle abitudini, alimentari e non solo. È l’equilibrio del regime dietetico che si disegna giorno dopo giorno a definire l’introito calorico e di macro/micronutrienti, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Detto questo, non bisogna mai dimenticare il valore degli alimenti vegetali. Ed è in questo senso che la rucola, o se preferite rughetta, si inserisce a pieno titolo tra i cibi che possono aiutare a mantenerci in forma, e per diversi motivi, a partire dalla quasi totale assenza di calorie. Ora, in questo senso, si aggiunge una ricerca sperimentale (va sempre ricordato) che ne rivela un possibile utilizzo per contrastare aumento ponderale ed eccesso di grassi nella dieta. Come? Grazie ad una sostanza naturale presente nel vegetale.

Cosa dice la ricerca

Lo studio è stato pubblicato su Phytotherapy Research ed è stato coordinato da esperti dell’Università di Pisa. Sono stati analizzati gli effetti della glucoerucina, una molecola presente nelle verdure della famiglia delle Brassicaceae, come rucola, broccoli e cavoli.

Si è studiato un modello murino di obesità indotta da una dieta ricca di grassi gli effetti della glucoerucina, confrontando i risultati con un gruppo di controllo. Dopo dieci settimane, il gruppo che aveva assunto la sostanza mostrava un minore aumento di peso rispetto al gruppo di controllo, insieme a valori più bassi di glicemia e trigliceridi e a un ridotto accumulo di grasso addominale.

La sperimentazione ha mostrato anche cambiamenti importanti nel tessuto adiposo. Le cellule del tessuto adiposo risultavano più piccole, meno infiammate e più attive nel consumare energia. La glucoerucina ha infatti favorito cambiamenti nel grasso bianco, promuovendo un processo definito “browning”, che lo rende più simile al grasso bruno e il metabolismo più efficiente perché aumenta il consumo energetico dell’organismo.

“Abbiamo visto che la glucoerucina non si limita a ridurre l’accumulo di grasso, ma sembra rendere il tessuto adiposo più attivo dal punto di vista energetico – commenta Lara Testai del Dipartimento Farmacia dell’Università di Pisa. Questo significa che l’organismo diventa più efficiente nel consumare calorie invece di accumularle”.

La ricerca ha inoltre rilevato livelli più alti di irisina associati al consumo di glucoerucina. L’irisina è un ormone prodotto dai muscoli che stimola il consumo di energia e aiuta l’organismo a bruciare più calorie.

“La rucola è un alimento molto comune della dieta mediterranea, ma contiene molecole ancora poco conosciute – aggiunge il professore Vincenzo Calderone del Dipartimento di Farmacia I nostri risultati mostrano che alcune sostanze naturali presenti negli alimenti, ed in particolare molti composti naturali solforati – come la glucoerucina – che il nostro gruppo di ricerca studia ormai da diversi anni, possono influenzare il nostro metabolismo”.

Lo studio ha coinvolto dipartimenti di Farmacia e Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa: oltre al CREA – Centro di Ricerca Cerealicola e Colture Industriali di Bologna, che si è occupato dell’estrazione della glucoerucina, l’Università di Firenze e l’Università Federico II di Napoli.

Rucola e salute

La rucola è molto ricca di sali minerali e vitamina C. Tra i primi si possono ricordare in particolare potassio, ferro e calcio ed in questo senso se si perdono sali con il sudore può aiutare a migliorare la situazione, anche considerando che è ricca di acqua.

Ovviamente, sotto delle calorie, offre un contributo praticamente nullo all’introito energetico.

Oltre alla vitamina C la rucola contiene provitamina A, fondamentale per un buon funzionamento della vista (della retina in particolare), per la crescita delle ossa, di vitamina B9 e K, che aiuta a mantenere in salute il sistema nervoso perché partecipa alla costituzione della guaina mielinica che riveste i nervi.

La rucola inoltre è in grado di stimolare l’appetito e favorisce la digestione, oltre ad aiutare il sonno.

Quello che forse non tutti sanno è che la rucola, assieme a asparagi, fichi e miele potrebbe anche aiutare a combattere la sterilità. Lo rivela uno studio della New York University Grossman School of Medicine e della Harvard TH Chan School of Public Health, pubblicato sulla rivista Cancer, una dieta a base di vegetali (rucola compresa ovviamente) aiuta a ridurre il rischio di disfunzione erettile, anche negli uomini ‘più vulnerabili’ a causa di un tumore alla prostata.

La ricerca, condotta su oltre 3.500 uomini con una diagnosi di tumore alla prostata, ha dimostrato che una dieta più ricca di frutta e verdura è legata a punteggi dall’8% all’11% più alti nelle misure di salute e funzione sessuale rispetto a quelli ottenuti dagli individui che seguono una dieta con maggior prevalenza di carni rosse e latticini. Allo stesso modo, i risultati dello studio hanno rivelato punteggi migliori fino al 13% relativi alla salute ormonale, che valuta sintomi come bassa energia e depressione.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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