Da sovrano (e prima di Principe) Re Carlo non è certo un novellino quando si parla di viaggi e incontri con le tradizioni. Forse però non pensava che proprio nel suo amato Regno Unito avrebbe preso parte a un’interessante gioco tradizionale dall’origine cruenta (o così narra la leggenda). Durante la su settimana reale in Scozia il monarca ha infatti fatto tappa aa Jedburgh, , negli Scottish Borders, località dove dal 1704 si disputa l’annuale partita di hand ba’. Re Carlo non è riuscito a trattenersi e, ignorando il parere delle guardie, si è lasciato coinvolgere nel gioco.
Re Carlo gioca a hand ba’: cos’è successo
Uomini riuniti per le strade che si affrontano in una battaglia a suo di colpi di palla. Questo il gioco tradizionale risalente a secoli fa che tutti gli anni viene rievocato nell’ormai iconica partita di hand ba’. Anche Re Carlo, impegnato nella sua settimana di visita in Scozia, non ha potuto fare a meno di incuriosirsi al particolare gioco durante la sua visita a Jedburgh, negli Scottish Borders, località dove dal 1704 si disputa l’annuale partita.
Il monarca, vestito con un impeccabile abito grigio, ha dato inizio al gioco nella piazza principale della città lanciando in aria una palla di cuoio sopra un gruppo di uomini del posto.
La smania del gioco dei partecipanti lo ha però subito costretto a fare un passo indietro. Sembra che le guardie gli abbiano sconsigliato di partecipare proprio per la possibile carica ricca di forza dei giocatori del luogo. Re Carlo però, dopo aver lanciato la palla, si è messo in disparte, guardando divertito gli avvenimenti in corso sul campo da gioco.
Questa partita a contatto pieno vede uomini e ragazzi dividersi in due squadre in base alla zona della città in cui risiedono: gli Uppies e i Doonies. La visita del Re è avvenuta durante il festival annuale Jethart Callant, parte delle celebrazioni dei Common Ridings che si tengono ogni anno nella regione dei Borders.
Sembra che il tradizionale gioco ricco di divertimento ai tempi fosse un simbolo di battaglia cruente. Gli studiosi infatti ipotizzano che prima della palla venisse usata la testa di un nemico, proprio a simbolo di superiorità e spregio.
La visita in Scozia dopo le proteste
Sembra dunque andare meglio la visita di Re Carlo in Scozia. Questa era infatti iniziata con le proteste di alcuni cittadini, che lo hanno contestato per il caso Epstein che ha coinvolto anche Andrea, il fratello del sovrano. Charles ha partecipato anche alla sfilata di una banda di cornamuse sfilare lungo la strada principale, seguita da un variopinto corteo di cavalli guidato dal Callant, un giovane scelto ogni anno per capeggiare il festival e rappresentare la cittadina.
Dopo essere scesi da cavallo, il Callant e il suo seguito hanno ballato una danza tradizionale nella piazza davanti proprio davanti al Re, accompagnati dalla musica di una sola fisarmonica, mentre la folla di spettatori batteva le mani a ritmo. Re Carlo ha inoltre visitato alcune attività locali e un mercato allestito attorno al chiosco della musica cittadino. Proprio qui gli espositori gli hanno offerto dei doni, tra cui miele locale e un bastone da pastore realizzato a mano, sormontato da un corno di capra.
Una folla di persone è scesa in strada, approfittando del caldo sole, per assistere all’evento: si è trattato della prima visita reale in città dal 2006.