Il gender gap esiste ovunque, nel calcio un po’ di più. Il mondo del pallone è ad appannaggio maschile, ma donne determinate e capaci iniziano a prendersi lo spazio che si meritano. Sono ancora pochissime, ma sono forti. Ai Mondiali di Calcio 2026, su 170 arbitri nominati dalla Fifa, le donne sono soltanto sei: due arbitre, tre assistenti arbitrali e una responsabile VAR. Conosciamo meglio l’incredibile carriera di queste pioniere.
Le due arbitre dei Mondiali 2026
Le arbitre dei Mondiali di Calcio 2026 sono due: Katia Itzel García e Tori Penso, due donne dalle storie diverse, ma accomunate dalla stessa passione. Itzel García è nata a Città del Messico, città in cui un campionato femminile di calcio non esisteva neppure, per questo Katia ha ripiegato sull’arbitraggio e, col senno di poi, ha fatto benissimo. Katia Itzel García ha già raggiunto traguardi importantissimi: ha arbitrato i campionati in Messico, i Mondiali di calcio femminili del 2023, le Olimpiadi di Parigi nel 2024 e la finale di Champion’s League femminile del 2026.
Tori Penso arriva dagli Stati Uniti e, seppur ancora giovane, vanta una carriera più che decennale. La prima partita la arbitrò ad appena 14 anni, sotto consiglio della mamma, che la invitò a provare a guadagnare qualcosina visto che passava “già così tanto tempo in campo”. Grazie al lavoro di arbitro Tori acquistò la sua prima automobile. Poi si iscrisse all’università per studiare marketing, perché di arbitre a tempo pieno non ne conosceva nessuno. A lei bastava “conoscere il mio paese e il mondo”, e lo ha fatto arbitrando il campionato maschile di Usa e Canada e la Coppa del mondo femminile del 2023.
Le donne nel team della Coppa del Mondo
Nel team arbitrale dei Mondiali 2026 anche Kathryn Nesbitt, per cui arbitrare per lungo tempo è stato solo un hobby, il suo vero lavoro era quella di professoressa e ricercatrice di chimica. Due carriere distanti, ma accomunate, ha spiegato lei “dall’attenzione al dettaglio, la capacità di analizzare e tenere in considerazione al contempo una quantità elevata di dati e fattori, e la consapevolezza che le decisioni da prendere sono spesso complesse e le sfumature contano”. Nesbitt ha già arbitrato i Mondiali di calcio maschili del 2022 e quelli femminili del 2023.
Brooke Mayo iniziò invece come giocatrice di calcio e, “come ogni persona che gioca a calcio, si sogna il Mondiale” ha scherzato intervistata dal Los Angeles Time. E adesso ai Mondiali ci è arrivata, ma con la divisa da arbitro, e nel 2024 arrivò anche alle Olimpiadi. Di decennale esperienza è anche Sandra Ramirez, che in settimana è chirurga odontoiatrica e nel weekend soffia nel fischietto degli stadi più importanti del mondo.
Infine c’è Tatiana Guzman, appassionata di sport a tutto tondo: ha provato il baseball e la pallavolo, il judo e il nuoto, ma è il calcio il suo vero amore. È stata calciatrice e, in seguito, un’arbitra da record: prima donna del Nicaragua a essere nominata addetta al VAR ai Mondiali di calcio femminili 2023, ai Mondiali del 2026 ripete l’entusiasmente esperienza.