Sarabanda Celebrity, pagelle del 21 maggio: Rettore anarchica (10), Anna Tatangelo non molla la corona (8)

Enrico Papi riapre le porte di "Sarabanda Celebrity" tra aste musicali e 7X30: le pagelle della prima serata

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

La nuova edizione di Sarabanda Celebrity riparte esattamente come dovrebbe: vip che nel giro di mezz’ora si trasformano in amici troppo competitivi durante una serata giochi.

La prima puntata, quella di giovedì 21 maggio, mette subito in scena un confronto esplosivo tra due squadre parecchio diverse ma accomunate dalla stessa voglia di vincere. Da una parte Jake La Furia, Donatella Rettore, Paolo Ruffini e Violante Placido. Dall’altra Anna Tatangelo, Elisabetta Gregoraci, Fabio Fognini e Roberto Lipari.

Nel mezzo succede di tutto: proteste sul regolamento, labiali rubati, aste musicali trasformate in anarchia e performance canore che definire traballanti è un complimento. Il tutto sotto lo sguardo di Enrico Papi, che continua a muoversi dentro Sarabanda come se il tempo si fosse fermato. Le nostre pagelle.

Enrico Papi, eterno ragazzo di Sarabanda (9)

Enrico Papi è il padre di Sarabanda. Può piacere oppure no, ma vederlo giocare con la musica e urlare 7X30 ha l’effetto di riportarci dritto davanti alla tv dei primi anni Duemila.

La cosa assurda è che sembra completamente congelato nel tempo. Stessa energia ipercinetica, stesso entusiasmo contagioso, stessa faccia da conduttore che si diverte sinceramente più di tutti gli altri in studio. Sembra ancora fermo ai tempi dell’Uomo Gatto e di Tiramisù, solo che oggi al posto dei concorrenti iconici si ritrova a giocare con colleghi e personaggi dello spettacolo.

Non tratta Sarabanda come un reperto nostalgico da riesumare ogni tanto: entra in studio con la stessa convinzione di vent’anni fa e ci fa divertire allo stesso modo.

Jake La Furia, anima della serata giochi (9)

Che bello rivedere Jake La Furia in un programma musicale. Ormai è diventato il volto mattatore e finto burbero di X Factor, ruolo che indossa come uno dei suoi iconici cappotti, e nei mesi in cui sparisce dalla tv si sente la sua mancanza. Perché Jake è parte di quella rara categoria di personaggi che portano casino costruttivo: entrano in uno studio e lo rendono automaticamente più vivo.

A Sarabanda Celebrity non fa eccezione. È lì per giocare ma soprattutto per divertirsi. Scherza con i compagni di squadra, punzecchia gli avversari, si esalta per ogni risposta giusta come se stesse vincendo il campionato del mondo. Ha proprio l’energia della serata giochi da tavolo tra amici: competizione vera ma senza drammi, con le risate che arrivano naturali.

Piccolo scivolone quando non riconosce Tranqi Funky degli Articolo 31. Fortunatamente si riscatta poco dopo nella manche delle cuffie, dove ritrova l’orgoglio.

Elisabetta Gregoraci non ama la musica rock (6)

Elisabetta Gregoraci ha dimostrato sicuramente di non amare la musica rock. Nel corso della manche delle cuffie viene scelta dai suoi compagni per indovinare i mimi e si lamenta della musica troppo alta come fosse stata rapita da un festino bilaterale di Elettra Lamborghini.

La sensazione è quella di vedere un’amica trascinata controvoglia al concerto sbagliato: un po’ spaesata, ma comunque volenterosa di divertirsi con gli amici.

Poi esce anche il suo lato ultra competitivo. Si scalda parecchio quando gli avversari si muovono sul filo del regolamento: protesta, controlla, commenta. Il tutto mentre anche lei, ogni tanto, prova furbamente a strappare qualche indizio grazie all’uso del labiale. Dinamica classicissima: nessuno vuole barare davvero, ma nessuno vuole perdere.

Anna Tatangelo non molla la corona (8)

Anna Tatangelo ormai è una veterana di Sarabanda Celebrity. Lei c’è sempre e, soprattutto, è sempre sul pezzo. Non è un caso che finisca spesso a fare la capitana della squadra: sa un sacco di cose, riconosce canzoni in tempi umanamente irragionevoli e ha quella competitività feroce di chi non entra in studio per partecipare, ma per vincere.

La sensazione è che viva ogni manche come una finale mondiale. Concentratissima, rapidissima, attentissima a tutto quello che succede in studio. Eppure riesce anche a mantenere quell’aria da regina che osserva il caos dall’alto senza perdere il controllo.

La verità è che Anna Tatangelo a Sarabanda ha costruito una presenza tutta sua: quella della campionessa imbattibile che torna stagione dopo stagione per difendere il titolo. E la corona di vincitrice assoluta del programma, sinceramente, non sembra avere nessuna intenzione di lasciarla.

Fabio Fognini, niente Coppa Karaoke (6)

Fabio Fognini nella vita ha accumulato parecchi talenti: bello, simpatico, atleta incredibile e, dopo Ballando con le Stelle, persino ballerino provetto. In questa lista, però, possiamo serenamente non inserire “cantante intonato”.

Quando Enrico Papi gli chiede di cantare 10 ragazze, sul suo volto compare immediatamente un’espressione traducibile con un chiarissimo “Vi prego, fermatemi”. E infatti canta con un entusiasmo inversamente proporzionale all’intonazione, lasciando lo studio in quella dimensione sospesa tra karaoke disperato e crisi collettiva.

La stoccata migliore arriva da Jake La Furia, che dopo l’esibizione gli chiede: “Ma come facevi a prendere le palline a tempo?”. Una domanda legittima, vista la performance.

Ma lo perdoniamo lo stesso, perché entra nel gioco con autoironia, ride di sé e si presta alla figuraccia senza mai tirarsi indietro.

Violante Placido, paladina del regolamento (7)

Violante Placido vive Sarabanda con lo spirito di chi, più che partecipare a un gioco musicale, è stata nominata garante ufficiale della correttezza. Più che sulle canzoni, infatti, sembra concentratissima a controllare che la squadra avversaria non bari. E quando qualcosa non le torna, si fa sentire eccome.

Nera, nerissima, protesta soprattutto sul labiale degli avversari e, va detto, pure con delle buone ragioni. Peccato che il programma scelga la via più diplomatica: ascoltare, annuire e andare avanti come se nulla fosse.

Ma Violante è anche parecchio dentro il gioco: competitiva, pronta a difendersi e sempre coinvolta in quello che succede in studio. E poi regala un piccolo momento nostalgia cantando T’appartengo di Ambra Angiolini, riportando tutti per un attimo in quella dimensione molto anni Novanta di cui Sarabanda, in fondo, è prolungamento.

Donatella Rettore anarchica all’asta musicale (10)

Donatella Rettore resta una diva assoluta: ovunque la metti riesce automaticamente a rendere tutto iconico.

Parte quasi in sordina, come un diesel che deve ancora scaldarsi, ma nel corso della serata la competitività sale sempre di più fino a esplodere completamente durante l’asta musicale.

Appena legge la descrizione del brano, senza aspettare mezzo secondo, si accende come un cobra. Urla “Abracadabra!”, riferendosi alla canzone di Lady Gaga e mandando in tilt Enrico Papi, che prova disperatamente a riportare il gioco dentro i confini del regolamento. Lui tenta di spiegarle che prima dovrebbe dire il numero di note, chiede ordine, prova perfino a zittirla. Ma ormai è troppo tardi.

La indovino con niente! È Abracadabra, esiste!” dice Rettore convintissima, mentre il povero Papi realizza lentamente di aver perso il controllo della situazione. E alla fine è impossibile persino arrabbiarsi con lei: Donatella Rettore sa trasformare ogni eccesso in un bellissimo spettacolo.

Paolo Ruffini e Roberto Lipari, poco rumorosi (6 politico)

Paolo Ruffini e Roberto Lipari finiscono curiosamente nella stessa situazione pur giocando in squadre avversarie: ci sono, partecipano, ogni tanto entrano nella partita, ma senza riuscire davvero a lasciare il segno.

Anche perché in questa puntata Sarabanda ha ospitato personalità gigantesche, gente che si prende lo studio scherzando e litigando col regolamento. In mezzo a tutto quel caos emergere non è semplicissimo.

Ruffini resta più in osservazione che in attacco, mentre Lipari prova a infilarsi nelle dinamiche del gioco senza però trovare il momento davvero memorabile. Ma capita spesso nei giochi di squadra: ci sono le puntate da protagonisti assoluti e quelle in cui si resta un passo più sullo sfondo. Questa, semplicemente, non era la loro serata.

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