I top e i flop della terza serata di Sanremo 2026

Il meglio e il peggio della terza puntata in onda dall'Ariston. Un appuntamento internazionale, con Alicia Keys e Frodo, ehm Fru

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore e copywriter. Ha accumulato esperienze in numerose redazioni, scoprendo la SEO senza perdere il suo tocco personale

La terza puntata di Sanremo 2026 è cruciale nel percorso verso la classifica finale. Il motivo è semplice: il pubblico ha completato la propria votazione.

Si sono infatti esibiti gli altri 15 Big, sottoposti per la prima volta al giudizio del Televoto (e non solo). Non sono mancati, ovviamente, dei momenti fuori programma. Di seguito riportiamo un particolare riassunto, quello dei top e flop del 26 febbraio.

Sanremo 2026, i momenti top della terza serata

Messaggio di pace

“Make music, not war”. Deve trascorrere 1 ora per il primo momento top. Perfetto? No, ma bello. Laura Pausini, di bianco vestita, ha cantato Heal the world.

Il paragone con Michael Jackson è impietoso ma la standing ovation e la presenza dei bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna e di Caivano regalano un sorriso dolce.

Il messaggio di Paolo Sarullo

In un momento mal costruito, come una pubblicità progresso scritta da improvvisati del settore, Paolo Sarullo fa risplendere tutta la sua onestà. Carlo Conti ricorda la sua storia drammatica e affida a lui un importante “stop alla violenza”.

Un collegamento che dura poco, nel rispetto della scaletta, ma che termina con una libertà d’espressione che Paolo strappa in totale libertà: “Non si molla un c***o”. La gente esplode e, di colpo, si passa dal piangere per lui al ridere con lui. E se non si fosse capito, lui lo ripete ancora una volta, per sicurezza.

Eros Ramazzotti e Alicia Keys

“Arriva dal mondo, perchè lui è un girovago, un giramondo, Eros Ramazzotti!”. Pippo Baudo ci presenta così una delle star internazionali del nostro Paese, che si emoziona nel tornare all’Ariston, e lo fa con Alicia Keys.

Un salto nel passato con Adesso tu, prendendosi un momento per sé prima del duetto internazionale. Ecco poi discendere dalle scale l’altra metà di questo duetto commovente. In onore dei suoi nonni siciliani, la star americana ha deciso di cantare in italiano.

Il pubblico ha apprezzato nettamente e, superata la gaffe audio, fila tutto liscio. Momento karaoke, con l’Ariston che conosce ogni singola parola del brano, ovviamente, e standing ovation conclusiva. Non poteva andare meglio (diciamo).

Fru imbucato ancora

Sul Suzuki Stage ci sono i The Kolors, che danno vita a uno spettacolo grandioso. Stash ha una presenza scenica eccezionale ma, di fatto, tutti sperano in uno specifico colpo di scena. L’esibizione procede al meglio e poi qualcosa accade.

Un guasto tecnico? Stash si ferma e chiede scusa. Dopo Alicia Keys, si pensa a un problema l’audio e invece il frontman si guarda intorno alla ricerca dei ballerini previsti. In giro però non ce ne sono e allora si accontenta di qualcuno dal pubblico.

Una figura si muove verso il palco, coperta da un mantello che Frodo spostati. È lui, ovviamente: Fru. Il balletto è quello che tutti hanno imparato e chiunque, dinanzi ai propri schermi, non è riuscito a trattenere un sorriso. Questo è il vero momento clou della terza serata.

Sanremo 2026, i momenti flop della terza serata

L’imbarazzo delle Nuove Proposte

Conosciamo il vincitore delle Nuove Proposte: si tratta di Nicolò Filippucci. Tutto lasciava pensare che Angelica Bove potesse avere la meglio, vantando di certo l’appoggio di critica e sala stampa. Ha infatti conquistato entrambi i premi, anche se per qualche strano programma organizzativo, non le vengono consegnati.

Il giudizio finale, però, ha premiato in maniera schiacciante Nicolò Filippucci. Non è questo però il motivo del flop. Partiamo proprio dalla mancata consegna dei due premi, di cui non si comprende la ragione. Passiamo poi dalla voglia incontrollata di Laura Pausini di pronunciare le parole Pippo Baudo. Proseguendo poi nel suo stile di conduzione “eccessivo”, eccola gridare il nome della Bove all’annuncio del premio della critica. Una stranezza evidenziata dal tono decisamente più basso di Gazzoli nell’annunciare il verdetto dei giornalisti.

Dopo il successo, poi, trascina entrambi in un punto particolare del palco, citando nuovamente Baudo. I volti dei due cantanti raccontano di un certo disagio, che è forse lo stesso che avrò provato Gazzoli nel sentirsi dare del “raga” da Conti. Un giovincello di 37 anni, secondo gli standard italiani.

Le grida della Pausini

Nonostante la terza puntata di Sanremo sia iniziata da poco, Laura Pausini ha già consumato una buona porzione della sua riserva di voce. Non si capisce perché non smetta di gridare.

Ha infatti accolto Irina Shayk con un tono fastidioso per noi da casa, figurarsi per chi le era a 10 centimetri di distanza. “Brava Irina!”, per aver parlato bene di Sanremo, descritto come un evento iconico. “Ha anche le orecchie perfette!”, per aver indicato proprio la Pausini (tu guarda il caso alle volte) come la sua cantante preferita.

Il Mogol silente

Una partenza a razzo, si fa per dire. Non dovrebbe stupire molto che gli ascolti siano calati, considerando quello che è stato l’avvio della terza puntata. Omaggiato Mogol, tenuto però quasi totalmente in silenzio. Dopo aver svelato d’aver depositato 1776 canzoni alla SIAE, è già tempo del primo video. Aggiunge d’aver venduto 523 milioni di dischi nel mondo, e via di secondo video.

Terminata la visione del filmino del diciottesimo, ehm ottantanovesimo, via a un po’ di premi, un grande applauso e i saluti. Sembra proprio che la signora Gianna Pratesi abbia spaventato Conti con la sua parlantina. Meglio video e premi, con minutaggio ben preciso. Più che un conduttore, è il bianconiglio di Alice, se il coniglio fosse rimasto incastrato in un lettino abbronzante.

Ipocrisia e scaletta

Il Festival di Carlo Conti sa ricavare del flop da un momento top. Non è cosa da tutti. In una kermesse in cui è vietato parlare di Palestina, si chiede una generica pace, con la fine di tutte le guerre, dice la Pausini.

Conti invece trascina i bimbi in mezzo al pubblico. Fa loro cantare un po’ di classici del Coro dell’Antoniano, come le tagliatelle di nonna Pina, e li blocca di colpo appena scatta un certo numero di secondi. La solita spontaneità, insomma. La stessa che gli ha fatto bloccare i cori del pubblico per Sal Da Vinci e interrompere il pianto di Serena Brancale, tra gli altri momenti.

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