La Festa della mamma si avvicina ed è il momento perfetto per celebrare abbracci, telefonate, pranzi di famiglia e quei consigli non richiesti che, puntualmente, finiscono per tornarci utili. Ma il cinema, si sa, non ama le cartoline troppo perfette. Sul grande e piccolo schermo le madri sono state eroine, presenze salvifiche, donne imperfette, antagoniste memorabili e, in certi casi, veri incubi domestici. Un ruolo complesso, forse il più difficile di tutti. Ma quali sono le più iconiche del grande e piccolo schermo? Ne abbiamo scelte cinque.
Fiori d’acciaio, la forza straziante di M’Lynn
Quando pensiamo a una mamma cinematografica ci viene subito in mente il volto dolcissimo di Sally Field e non è un caso: indimenticabile in Forrest Gump e in Mrs. Doubtfire. Ma qui vogliamo riscoprirla in Fiori d’acciaio dove la sua M’Lynn è una madre che vive la fragilità della figlia Shelby (Julia Roberts) con un misto di apprensione, amore e impotenza. Sa che il desiderio di autonomia della ragazza, affetta da una grave forma di diabete, può avere un prezzo altissimo, ma sa anche che amare un figlio significa, a volte, lasciarlo scegliere.
Il film, diventato un classico del melodramma corale, trova in M’Lynn uno dei suoi cuori più potenti. La sua maternità non è idealizzata, tutto il contrario: è nervosa, concreta e piena di paura. Ed è proprio per questo che colpisce, perché dietro la sua durezza c’è una domanda universale: come si sopravvive quando la persona che vorresti proteggere da tutto rivendica il diritto di vivere fino in fondo?
Nel film anche altre figure femminili di grande impatto, da Shirley McLaine a Dolly Parton, da Daryl Hannah a Olympia Dukakis.
The Act, quando l’amore diventa una prigione
In The Act, miniserie true crime con Patricia Arquette e Joey King, la maternità assume una forma disturbante e claustrofobica, quella della sindrome di Münchhausen per procura. Dee Dee Blanchard si presenta al mondo come una madre devota alla cura della figlia Gypsy Rose. Dietro quella facciata, però, si nasconde un meccanismo di manipolazione feroce.
La serie lavora proprio su questa ambiguità: Dee Dee non è solo la “cattiva” da manuale, ma una figura inquietante perché costruisce il proprio potere dentro gesti apparentemente materni. Accudire, proteggere, parlare al posto della figlia: tutto, nelle sue mani, diventa possesso. Una madre iconica, sì, ma nel modo più oscuro possibile.
Nemiche amiche: Jackie e Isabel, due modi diversi di amare gli stessi figli
Nemiche amiche gioca su un terreno molto riconoscibile: quello delle famiglie ricomposte, dei ruoli che cambiano, delle gelosie che nessuno vorrebbe ammettere. Nel film Susan Sarandon è Jackie, madre presente e malata, mentre Julia Roberts è Isabel, la nuova compagna dell’ex marito, destinata a diventare una figura materna per Anna e Ben.
Jackie teme di essere sostituita, Isabel ha paura di non essere abbastanza. In mezzo però ci sono due bambini che devono imparare a fidarsi di nuovi equilibri familiari. Il film è diventato fin da subito un cult e, a distanza di anni, il suo messaggio resta limpido e attuale: essere madre non significa occupare tutto lo spazio, ma capire quando condividerlo.
Carrie – Lo sguardo di Satana
Poche madri cinematografiche sono spaventose quanto Margaret White. Nel Carrie di Brian De Palma, Piper Laurie trasforma Margaret White, la madre della protagonista, in in una presenza febbrile, fanatica, quasi teatrale nella sua ossessione religiosa. Carrie non viene cresciuta: viene repressa, punita, chiusa dentro la vergogna.
Margaret è il lato mostruoso della maternità quando l’amore viene confuso con il dominio morale. La casa, che dovrebbe essere rifugio, diventa il primo luogo dell’orrore. E così Carrie esplode non solo contro i bulli della scuola, ma contro un intero sistema di paura costruito attorno al suo corpo, alla sua adolescenza, alla sua libertà.
Mamme iconiche: Molly Weasley in Harry Potter
Se c’è una madre che nella saga di Harry Potter incarna la dimensione più concreta e quotidiana dell’amore, è Molly Weasley, interpretata da Julie Walters. Non è un simbolo distante né un ricordo idealizzato ma una presenza costante, rumore di piatti e maglioni fatti a mano, rimproveri e abbracci senza misura. È casa.
Molly è la madre che accoglie Harry quando non ha più un posto sicuro, che protegge i suoi figli con una determinazione feroce e che non esita a mettersi in gioco quando il pericolo diventa reale. La sua maternità è fatta di gesti semplici ma potentissimi: cucinare, preoccuparsi, sgridare, difendere. E anche combattere per chi si ama, quando necessario.