Eurovision 2026, pagelle della prima semifinale: Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi, i conduttori giusti (9), Sal Da Vinci, matrimonio italiano (10)

L'Eurovision Song Contest 2026 debutta a Vienna con 15 performance e un Sal Da Vinci che conquista: le nostre pagelle

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 ha ufficialmente aperto le danze a Vienna: 15 Paesi in gara, soltanto 10 posti disponibili per la finale e una serata che, almeno musicalmente, è sembrata a tratti un po’ più sottotono rispetto a serate memorabili a cui l’Eurovision ci aveva abituati negli ultimi anni.

Ma, come spesso accade, sono stati soprattutto i momenti più imprevedibili a tenere viva la serata. L’esibizione di Sal Da Vinci, ma anche l’irruzione totalmente inaspettata di Fiorello durante uno stacco pubblicitario. Due momenti incredibili in mezzo a tigri glam, violini, canguri giganti e una coppia di commentatori italiani che vale la pena ascoltare. Le nostre pagelle.

Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi, i conduttori giusti (9)

Come ogni anno, in Italia l’Eurovision passa anche dalle voci di chi lo commenta. E dopo edizioni in cui la telecronaca rischiava a volte di restare troppo piatta o, al contrario, troppo ingessata, quest’anno qualcosa sembra essersi acceso davvero.

Accanto a un ormai rodatissimo Gabriele Corsi, perfettamente a suo agio nel caos organizzato dell’Eurovision, arriva Elettra Lamborghini. I due sembrano immediatamente in sintonia, si spalleggiano bene e riescono a trovare quell’equilibrio non scontato tra ironia, commento tecnico e meme culture.

Se su Corsi non c’erano grandi dubbi, visto che da anni è una delle presenze più riconoscibili del commento italiano all’Eurovision, chi sorprende davvero è Elettra. Più misurata rispetto alla sua immagine televisiva più esplosiva, ma senza perdere spontaneità, riesce a infilare battute, riferimenti pop e commenti anche abbastanza taglienti senza appesantire mai la visione.

Dal “Sfera Ebbasta della Moldavia” alla “Miss Keta svedese”, il suo modo di leggere le esibizioni è esattamente quello che il pubblico social fa ogni anno davanti all’Eurovision. E forse è proprio questo che rende la coppia così riuscita: non stanno semplicemente raccontando lo show, sembrano divertirsi davvero mentre lo guardano insieme a noi.

Akylas, il caos dalla Grecia (8)

Sappiamo bene che l’Eurovision ama le cose senza mezze misure: canzoni gigantesche, scenografie al limite del delirante e performance che sembrano progettate dopo tre energy drink e una notte senza sonno. E Akylas, da questo punto di vista, è praticamente perfetto.

Il cantante greco porta sul palco una delle esibizioni più apertamente folli della semifinale e lo fa senza il minimo tentativo di sembrare “sobrio” o raffinato. Vestito come una specie di tigre a metà tra mascotte e popstar, corre, salta, invade il palco come un personaggio uscito direttamente da un videogioco.

Attorno a lui succede letteralmente di tutto: lingotti, statue, luci sparate ovunque, un monopattino usato nel bel mezzo della performance e persino una “nonnina” che prende parte a questo caos eurovisivo perfettamente orchestrato. È il tipo di esibizione che probabilmente fuori dall’Eurovision sembrerebbe incomprensibile, ma che dentro quella bolla diventa improvvisamente sensatissima.

Sal Da Vinci, un matrimonio italiano davanti a tutta Europa (10)

Se Sanremo non è bastato, l’esibizione di Sal Da Vinci nella prima semifinale dell’Eurovision 2026 è stata un richiamo ancora più forte a quell’emozione collettiva che ci ha accompagnati per mesi. Sul palco di Vienna, il cantante ha scelto di portare completamente sé stesso.

E così Per sempre sì si è trasformata nella perfetta festa di matrimonio in stile Sal Da Vinci. Abito bianco, una sposa che nel finale apre il vestito trasformandolo in una gigantesca bandiera italiana di pizzi e, ovviamente, l’immancabile balletto che ormai vive nei nostri video, nei social e probabilmente anche nella memoria muscolare di mezza Italia.

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Sal Da Vinci all’Eurovision Song Contest 2026

Tecnicamente non era in gara, visto che l’Italia è già qualificata di diritto alla finale. Ma a giudicare dal boato del pubblico al suo ingresso e dagli applausi che hanno accompagnato la performance, in finale ci sarebbe andato in ogni caso.

Perché a volte l’Eurovision non ha bisogno di effetti speciali futuristici o scenografie impossibili. A volte bastano un matrimonio italiano, un ritornello impossibile da togliersi dalla testa e Sal Da Vinci che sorride davanti a tutta Europa. Per noi è ancora Per sempre sì.

Fiorello irrompe da remoto e si prende l’Eurovision (10)

Ci sono persone che riescono a trasformare qualsiasi cosa in uno show. E poi c’è Fiorello, che probabilmente riuscirebbe a rubarsi la scena anche comparendo per trenta secondi durante una pausa pubblicitaria.

Se qualcuno avesse provato a scriverlo prima della diretta, probabilmente sarebbe sembrato troppo. E invece Fiorello, insieme a Fabrizio Biggio, decide di irrompere virtualmente nella serata chiamando Gabriele Corsi durante uno stacco pubblicitario. Un fuorionda diventato immediatamente uno dei momenti più divertenti comparsi sui social nel corso della serata.

L’obiettivo? Ovviamente destabilizzare Corsi e finire inevitabilmente a cantare Per sempre sì tutti insieme. E onestamente? Sapere che persino durante l’Eurovision può comparire dal nulla per disturbare Gabriele Corsi è una delle cose più italiane successe questa sera.

Finlandia, il violino tra i favoriti (7,5)

La Finlandia arriva all’Eurovision 2026 con tutta l’energia di chi sa perfettamente di essere tra i favoriti. E infatti la performance non prova nemmeno a giocare in difesa: punta subito al grande impatto visivo, emotivo e scenografico.

Linda Lampenius, elegantissima, dà al pezzo quell’eleganza quasi cinematografica che lo distingue immediatamente dalle altre esibizioni della serata. Merito soprattutto del suo violino.

Pete Parkkonen spinge invece sul lato più drammatico della performance. Un duo molto “da Eurovision” nel senso più classico del termine: luci, tensione, fuoco ovunque e una continua sensazione di escalation.

Detto questo, resta anche la sensazione che attorno al brano ci sia un entusiasmo leggermente superiore all’effetto reale che lascia una volta finito. Ma all’Eurovision conta anche quello che succede sul palco, e quello che ha portato la Finlandia è costruito troppo bene per passare inosservato.

Il ritorno di Go-Jo e la confusione eterna tra Austria e Australia (7)

Ogni Eurovision che si rispetti ha bisogno del suo momento autocelebrativo. Quel segmento in cui il Paese ospitante decide, più o meno ironicamente, di ricordare a tutta Europa perché dovrebbe essere felice di trovarsi lì. Quest’anno, però, l’Austria sceglie di farlo con autoironia e, soprattutto, giocando su uno degli equivoci geografici più antichi della storia pop: la continua confusione tra Austria e Australia.

A guidare il momento è Go-Jo, ex concorrente australiano dell’Eurovision 2025, che si lancia in una performance coreografata insieme ai conduttori e ai commentatori locali trasformando il tutto in una specie di sketch musicale surreale. Il concetto è semplicissimo: spiegare al pubblico mondiale che no, Austria e Australia non sono la stessa cosa. Anche se apparentemente c’è ancora chi lo scopre ogni anno.

IPA
Eurovision 2026, la performance con Austria e Australia

Una performance di luoghi comuni accompagnati da ballerini, costumi volutamente sopra le righe e un gigantesco canguro comparso praticamente dal nulla. Il segmento riesce nell’unica cosa che doveva davvero fare: spezzare il ritmo della gara e riportare un po’ di leggerezza.

Non è il classico interval act destinato a diventare iconico nella storia dell’Eurovision, ma in una semifinale che a tratti è sembrata meno esplosiva rispetto ad altre edizioni, questo momento riesce almeno a svegliare il pubblico e strappargli qualche sorriso.

I Paesi che passano alla finale

Alla fine della prima semifinale, il voto dei Paesi e del pubblico ha le idee molto chiare. Sono solo 10, dei 15 in gara in questa semifinale, a passare il turno.

Rimangono quindi fuori dalla competizione il  Portogallo, la Georgia, San Marino, l’Estonia e il Montenegro.

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