Ipertensione, infarto e ictus: la mammografia grazie all’Intelligenza Artificiale dirà chi è rischio

Grazie all'AI la mammografia può diventare uno strumento per scoprire se si è a rischio di malattie cardiovascolari, principale causa di morte tra le donne

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Migliaia di donne in tutto il mondo perdono la vita per patologie cardiache a causa dell’errata convinzione che si tratti prevalentemente di ‘patologie maschili’. In realtà, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel sesso femminile e, nonostante ciò, le donne tendono a essere sottodiagnosticate, sottotrattate e sottorappresentate negli studi clinici.

La sottostima del rischio cardiovascolare nelle donne è stata per la prima volta descritta in letteratura in un editoriale del 1991 sul New England Journal of Medicine, dove questa condizione veniva definita come “Sindrome di Yentl”.

Venendo all’oggi, in Italia, ogni 5 minuti una donna viene colpita da un infarto o da un’altra malattia cardiovascolare per un totale di 124 mila casi all’anno. La malattia coronarica interessa 1 donna su 9 tra i 45 e i 64 anni e 1 su 3 dopo i 65 anni. Per tutti questi motivi appare fondamentale trovare strategie che identifichino chi è a rischio. Una buona notizia viene dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale che è stata in grado di identificare ipertensione, cardiopatia ischemica e ictus a partire da mammografie. Lo studio è stato presentato al congresso della Società europea di Cardiologia (ESC) di Monaco.

Prospettive importanti

Stando ai risultati dell’analisi, in futuro, le mammografie di routine potrebbero aiutare a individuare le donne che potrebbero beneficiare di una valutazione cardiovascolare.

Lo studio è stato presentato da Viana Copeland del Chaim Sheba Medical Center dell’Università di Tel Aviv e si è basato sui dati di 29.921 donne sottoposte a 97.364 mammografie. L’età mediana della coorte era di 54 anni.

Le informazioni cliniche sulla presenza di tre comuni malattie cardiovascolari – ipertensione, cardiopatia ischemica (nota anche come coronaropatia) e ictus – sono state estratte da diverse fonti, tra cui cartelle cliniche elettroniche, prescrizioni mediche e referti di procedure e diagnostica per immagini. La prevalenza è risultata del 16% per l’ipertensione, del 2,5% per la cardiopatia ischemica e del 2,5% per l’ictus. È stato addestrato un modello di IA per identificare le caratteristiche delle mammografie di donne affette da ipertensione, cardiopatia ischemica o ictus. La capacità del modello di distinguere tra donne con e senza ciascuna patologia cardiovascolare è stata valutata ed ha dato risultati incoraggianti.

Puntare sulle mammografie

“Nonostante siano la principale causa di morte tra le donne a livello mondiale, le malattie cardiovascolari sono costantemente sottodiagnosticate e sottotrattate – segnala l’esperta -. Un dato comune riscontrato nel nostro centro medico, e in tutto il mondo, è che quando le donne si rivolgono al medico, le loro patologie sono già in fase avanzata”.

D’altro canto, va detto, molte donne si sottopongono a screening di routine per il tumore al seno, anche in assenza di sintomi cardiovascolari. Visto che la mammografia è già ampiamente utilizzata, l’analisi delle stesse immagini per ottenere informazioni cardiovascolari potrebbe potenzialmente offrire un approccio scalabile senza richiedere un ulteriore esame di imaging.

La mammografia, inoltre, raggiunge molte donne in età matura, un periodo importante per riconoscere e affrontare il rischio cardiovascolare. I ricercatori stanno ora lavorando per migliorare l’accuratezza del modello e ridurre sia i falsi positivi che i falsi negativi. Prevedono inoltre di indagare se le mammografie possano aiutare a identificare altre patologie cardiovascolari. Commentando i risultati, Elena Arbelo, membro del Comitato di Comunicazione dell’ESC, ha affermato: “come cardiologa e come donna, trovo questo concetto affascinante -.

Una mammografia potrebbe un giorno fare più che individuare il tumore al seno, potrebbe anche offrire una finestra sulla salute cardiovascolare. Questo è importante perché le malattie cardiovascolari nelle donne sono ancora troppo spesso diagnosticate tardivamente. La sfida ora è stabilire accuratezza e affidabilità, per passare dalla sperimentazione all’implementazione clinica”.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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