Lo sappiamo. In estate possono aumentare le condizioni che favoriscono le infezioni intime femminili. Le alte temperature e l’umidità tipiche del periodo possono infatti alterare l’equilibrio del microbiota vaginale, rendendolo più vulnerabile. A questo si aggiungono alcune abitudini che, pur apparendo innocue, possono nascondono insidie.
Non si tratta dunque di una vera e propria stagionalità del disturbo, ma dell’effetto combinato di cause diverse che possono rendere più fragile il naturale equilibrio intimo femminile.
“Le infezioni vaginali sono frequentemente associate a uno squilibrio del microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi che contribuiscono alla protezione della mucosa e al mantenimento dell’equilibrio locale – conferma Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno -. Quando questo sistema si altera, si rompe lo scudo difensivo naturale ed è allora che possono comparire sintomi fastidiosi come irritazione, bruciore, aumento delle secrezioni o, nei casi più complessi, infezioni ricorrenti”.
Cosa fare per ridurre i rischi considerando che più situazioni cambiano simultaneamente: prolungata umidità, abbigliamento inadeguato, scarsa idratazione e nuove routine quotidiane? Ecco, in sintesi, qualche consiglio.
Indice
Cinque cose da evitare
- Restare con il costume bagnato. Dopo il bagno al mare o in piscina, continuare a indossare il costume umido per molte ore mantiene la zona genitale in un ambiente caldo e umido, favorendo irritazioni e alterazioni dell’equilibrio locale.
- Al mare, sedersi direttamente su lettini, sdraio o superfici umide. Il contatto prolungato con superfici umide o non adeguatamente protette può irritare la delicata cute vulvare e favorire fastidi locali. Utilizzare un telo personale rappresenta una semplice precauzione per creare una barriera tra la pelle e la superficie di appoggio.
- Indossare il copricostume o i pantaloncini direttamente sopra il costume bagnato. Anche copricostumi, pantaloncini e parei, se indossati sopra il costume bagnato, intrappolano umidità e calore. Questo ambiente favorisce la proliferazione batterica e aumenta significativamente il rischio di irritazioni e vaginiti.
- Depilazione frequenti e possibili microtraumi. La rasatura o la ceretta frequenti possono causare microlesioni della barriera cutanea vulvare, riducendo la funzione protettiva della pelle e facilitando l’insorgenza di irritazioni locali o sovrainfezioni batteriche opportuniste.
- Trattenere a lungo la pipì. Durante vacanze e spostamenti molte persone rimandano la minzione per la difficoltà di trovare servizi igienici. Ciò contribuisce a modificare l’equilibrio dell’ecosistema urogenitale e aumenta la suscettibilità a infezioni concomitanti. La stasi urinaria prolungata all’interno della vescica offre ai batteri il tempo di replicarsi e di aderire alle pareti uroteliali.
Cinque cose da fare
- Scegliete biancheria naturali che lascia traspirare. L’uso di pantaloni molto aderenti o di biancheria intima in fibre sintetiche (nylon o microfibra) riduce drasticamente l’aerazione locale. Questo innesca un microclima caldo-umido (il cosiddetto “effetto serra”) che predispone a irritazioni e squilibri della flora vaginale.
- Cambiatevi dopo lo sport. Corsa, bicicletta, trekking, beach volley e qualsiasi altra attività sportiva all’aperto, svolta nei mesi caldi, aumentano sudorazione e attrito nella zona genitale. Restare a lungo con abbigliamento sportivo umido può favorire irritazioni e fastidi vulvari.
- Rispettate le parti intime con creme solari, oli o prodotti profumati. Creme solari, spray e oli cosmetici se applicati, anche accidentalmente, vicino l’area vulvare possono creare problemi. La cute in questa sede presenta caratteristiche anatomiche e fisiologiche specifiche: è più sottile, ricca di terminazioni nervose e maggiormente predisposta alle irritazioni.
- Non usate troppe salviette intime profumate. Questa potenziale “soluzione rapida” in viaggio, se si esagera con quelle profumate o con sostanze antibatteriche può favorire l’irritazione della mucosa vulvare e alterare l’equilibrio locale.
- Rispettate il metabolismo e bevete. In estate solitamente aumenta il consumo di alimenti e bevande ricchi di zuccheri, come gelati, granite, succhi di frutta e cocktail. L’equilibrio dell’organismo, compreso quello dell’ambiente vulvovaginale, è influenzato anche dallo stato metabolico generale – chiarisce Grassi – un apporto elevato di zuccheri, soprattutto in presenza di alterazioni del metabolismo glucidico, può rappresentare un fattore predisponente alla candidosi vulvovaginale, favorendo condizioni associate alla proliferazione di Candida. Inoltre anche l’idratazione riveste un ruolo importante nel mantenimento delle normali funzioni fisiologiche dell’organismo: bere una quantità adeguata di acqua è fondamentale per sostenere il benessere dell’apparato urogenitale e delle mucose genitali”.