La “dieta dei Mondiali”, la Norvegia detta legge: 3 chef, 300 kg di pesce e 6000 frutti. Ecco perché

L'obiettivo è garantire idratazione con il caldo e un menù con materie prime norvegesi. Cosa tenere conto nell'alimentazione di uno sportivo

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Allenamento sì, ma anche una corretta alimentazione che, nel caso della Norvegia, non può non passare anche dal pesce. La conferma arriva dalle scorte con le quali la Nazionale del paese del nord Europa è partita per i Mondiali di calcio di Messico, Stati Uniti e Canada: ben 300 kg di pesce tra dentice e salmone, 116 kg di formaggio tipico norvegese e oltre 6000 arance, per preparare 15 litri di succo fresco da servire ai calciatori a colazione ogni mattina. Il tutto nell’ambito di un menù messo a punto con un anno di anticipo rispetto all’appuntamento sportivo.

La dieta dei calciatori norvegesi

L’alimentazione, infatti, è ritenuta molto importante ai fini delle prestazioni fisiche alle quali sono chiamati i giocatori della Nazionale. Non deve stupire, quindi, che da ben un anno si lavora affinché al team sia fornito il miglior supporto possibile, a partire da chi si occuperà dei loro pasti. La scelta è ricaduta su ben tre cuochi. O meglio, chef: uno è Christian Karlsson, capo chef della Nazionale di Oslo dagli anni ’90, dunque con una esperienza e una conoscenza degli ambienti calcistici di punta della Norvegia di oltre 30 anni. Ad affiancarlo per la kermesse mondiale, però, ci sono ora anche due nomi di spicco come Aron Espeland ed Eirik Tufte. A svelarne i nomi è stato il quotidiano VG.no che è entrato all’interno delle cucine, svelando cosa sarà servito per tutta la durata dell’evento mondiale ai calciatori.

Il menù dei norvegesi: pesce, formaggio e frutta

Il punto di partenza è stato decidere di far partire, insieme alla delegazione, una nutrita scorta di prodotti rigorosamente Made in Norway, per non affidarsi (o non del tutto) a quanto offerto dal mercato alimentare statunitense, canadese e messicano. Per questo, come racconta VG.no, presso il ritiro calcistico dei norvegesi, a Greensboro in North Carolina, sono stati recapitati 300 kg di pesce, dei quali la maggior parte costituito da salmone anche se non mancano neppure dentici; ci sono poi anche 116 kg di brunost, cioè il caratteristico formaggio bruno norvegese. Per finire, tra ciò che spicca nelle scorte alimentari della delegazione, ci sono oltre 6000 arance, indispensabili per poter offrire una sana e naturale spremuta fresca ogni giorno a colazione. “Siamo un po’ particolari”, ha ammesso uno dei cuochi al quotidiano norvegese, confermando che uno dei requisiti chiesti dagli chef nel loro incarico è stato di poter contare su prodotti originali norvegesi.

Il buffet da servire 4 volte al giorno

D’altro canto l’idratazione sarà fondamentale, soprattutto per i giocatori capitanati da Rasmus Holten. A Greensboro, dove la delegazione soggiornerà al Grandover Resort e dove sono in programma i match del girone contro Francia, Senegal e Iraq, sono attesi oltre 35 gradi di media. Gli chef, dunque, dovranno tener conto del caldo, ma anche del fabbisogno calorico dei giocatori. Tra loro c’è, per esempio, un personaggio come Erling Haaland, attaccante del Manchester City e della nazionale del suo Paese. Considerato uno dei migliori calciatori della sua generazione, il 25enne ha già vinto due campionati inglesi, una Coppa d’Inghilterra, un Community Shield, una UEFA Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa del mondo per club FIFA. Ma soprattutto è un cultore della buona tavola: è famoso per la sua dieta “estrema” dettata da scelte non sempre condivise dai nutrizionisti.

Dalla dieta di Haarling a quella dei compagni norvegesi

Ad esempio, Haarling è un consumatore di latte crudo, di “super alimenti” e di bistecche Tomahawk: chiamate anche “di brontosauro”, sono tagli molto grandi ottenuti dalla parte anteriore della lombata di manzo. Devono il loro nome all’arma di difesa dei nativi americani, sono molto amate per il sapore deciso e Haaland è noto per mangiarle con le mani. È possibile che, così come l’attaccante include nella sua alimentazione anche in Inghilterra il succo di acero, così non se lo farà mancare neppure durante il soggiorno in terra statunitense o nelle eventuali trasferte fuori dal North Carolina. La sua dieta arriva a 6.000 calorie al giorno ed è plausibile che non sarà da meno neppure negli USA.

L’alimentazione ideale dei calciatori

A prescindere dalle singole scelte e gusti, l’alimentazione dei calciatori necessita di un bilanciamento ben preciso, come nel caso di altri sportivi. Come spiega l’Accademia italiana calcio sul proprio sito, “L’alimentazione pre-partita dei calciatori richiede 3-4g di carboidrati per kg di peso corporeo, consumati 3-4 ore prima del calcio d’inizio, con proteine moderate (0.3-0.4g/kg) e grassi limitati (<15% delle calorie totali)”. Si tratta di indicazioni che partono da basi scientifiche: “Secondo studi pubblicati sul Journal of Sports Sciences, una corretta strategia nutrizionale pre-gara può migliorare la performance del 7-12% rispetto a protocolli inadeguati. Come professionista del settore, devi considerare che il 68% dei cali di rendimento nel secondo tempo sono correlati a scelte alimentari errate nelle ore precedenti la partita”, spiegano ancora dall’Accademia.

Calorie e idratazione necessarie in partita

Sono sempre gli esperti dell’Accademia a ricordare che un preparatore atletico non può prescindere dalla conoscenza dei dispendi energetici in occasione di una partita, quando “giocatore percorre mediamente 10-12 km, con picchi di intensità che richiedono fino a 1000 kcal di dispendio energetico. La tua squadra – si consiglia – necessita di strategie nutrizionali precise per mantenere i livelli di glicogeno muscolare ed epatico, prevenire ipoglicemie e ottimizzare la funzione cognitiva. Gli errori più frequenti includono timing inadeguato, eccesso di grassi e fibre, sottovalutazione dell’idratazione”. I norvegesi hanno fatto le loro scelte, che sicuramente saranno differenti rispetto a quelle di altre nazionali. Al momento non sono noti i protocolli alimentari di altre delegazioni, ma trattandosi di un impegno mondiale, la scelta del menù e degli equilibri nutrizionali sarà centrale.

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