Caldo e igiene intima, l’esperto e il decalogo per evitare infezioni

Bagni al mare o trekking in montagna, giri in bici e alimentazione differente possono rovinare le vacanze, soprattutto delle donne. I consigli del ginecologo

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Caldo, umidità, bagni frequenti al mare, in piscina o al lago, indumenti errati, abitudini alimentari che cambiano: sono tutti potenziali “nemici” della serenità in vacanza, soprattutto per le donne, perché possono favorire infezioni intime e irritazioni, fino a veri e propri disturbi ginecologici. Il problema non è tanto la stagione quanto il fatto di seguire routine scorrette. Conoscerle, però, aiuta a scongiurare di rovinarsi le agognate vacanze.

Estate, caldo e umidità: il mix perfetto per alcune infezioni

Le temperature elevate non sono una minaccia soltanto per la salute in generale, con un maggior rischio di andare incontro a colpi di calore, o per il benessere mentale: possono anche favorire infezioni, irritazioni o disturbi intimi, come pruriti, cistiti o persino vulvodinie. Complice il caldo e la maggior umidità, infatti, varia l’equilibrio del microbiota vaginale che, proprio come quello intestinale, può diventare più vulnerabile. Anche alcune abitudini non corrette e il cambio dell’alimentazione, però, possono contribuire a peggiorare lo stato di salute intima.

Come cambia il microbiota vaginale

«Le infezioni vaginali sono frequentemente associate a uno squilibrio del microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi che contribuiscono alla protezione della mucosa e al mantenimento dell’equilibrio locale», spiega il ginecologo Marco Grassi, specialista che opera ad Ascoli Piceno. “Quando questo sistema si altera – prosegue – si rompe lo scudo difensivo naturale ed è allora che possono comparire sintomi fastidiosi come irritazione, bruciore, aumento delle secrezioni o, nei casi più complessi, infezioni ricorrenti”. Il problema, dunque, non è tanto la stagione in sé, quanto i cambiamenti che porta con sé, a partire dagli indumenti che si indossano, dalla loro composizione e dal fatto di tenerli più a lungo, anche da bagnati, come accade con i costumi in spiaggia, al lago o in piscina.

Il decalogo dell’esperto

Proprio per evitare di andare incontro a problemi di salute intima, però, è sufficiente seguire alcune raccomandazioni dell’esperto.

  1. Non restare con il costume bagnato

Che ci si trovi in spiaggia o in piscina, oppure ancora al lago, dopo il bagno sarebbe sempre bene cambiare il costume: tenerlo indosso bagnano o anche solo umido, infatti, favorisce irritazioni e alterazioni dell’equilibrio nella zona genitale.

  1. Non sedersi direttamente su lettini, sdraio o superfici umide

Un’altra abitudine potenzialmente “pericolosa” è quella di sedersi direttamente su sdraio o lettini (o sulla sabbia) senza utilizzare un telo. Spesso si tratta, anche in questo caso, di superfici umide che possono favorire fastidi nella zona vulvare che, come ricorda l’esperto, è molto delicata. Per ovviare è sufficiente utilizzare sempre un telo personale, che crea una barriera tra la pelle e la superficie sulla quale ci si appoggia.

  1. Non indossare il copricostume o i pantaloncini direttamente sopra il costume bagnato

Lo stesso vale nel caso di capi di abbigliamento che si indossano sopra a un costume bagnato, inumidendoli a loro volta. Che siano copricostumi, pantaloncini e un pareo, finiscono con il trattenere l’umidità e il calore, agevolando la proliferazione batterica e aumentando sensibilmente il rischio di irritazioni e vaginiti.

  1. Biancheria sintetica ed abiti ad alta occlusività

Un altro fattore di rischio è poi rappresentato da pantaloni molto aderenti o biancheria, specie se realizzati con materiali sintetici, come nylon o microfibra: le loro caratteristiche, infatti, riducono l’aerazione locale, creando quello che viene definito un “effetto serra”, ossia un microclima più caldo e umido che, come per i costumi bagnati, predispone a irritazioni e squilibri della flora vaginale.

  1. Cambiare abbigliamento dopo attività sportive all’aperto

Le insidie, però, arrivano anche nel caso in cui di effettui attività fisica in estate, aumentando la sudorazione e indossando, appunto, capi che siano prodotti con tessuti sintetici. Che si corra, si passeggi in montagna lungo sentieri, si effettuino giri in bicicletta o si giochi a beach volley in spiaggia, l’effetto è lo stesso: il sudore e l’attrito possono favorire irritazioni e fastidi vulvari.

  1. Evitare creme solari, oli o prodotti profumati vicino alla zona intima

Le creme solari vanno utilizzate per proteggersi dai raggi UV, ma l’applicazione deve limitarsi a un uso esterno e non interessare l’area vulvare. Riguardo a protezioni, spray e oli cosmetici se applicati, anche accidentalmente, vicino l’area vulvare possono creare problemi. “E’ importante ricordare che la cute vulvare presenta caratteristiche anatomiche e fisiologiche specifiche: è più sottile, ricca di terminazioni nervose e maggiormente predisposta alle irritazioni – sottolinea Marco Grassi – l’esposizione a sostanze potenzialmente irritanti contenute in alcuni prodotti cosmetici può alterare l’integrità della barriera cutanea e favorire condizioni come la dermatite vulvare irritativa o da contatto”.

  1. Attenzione all’uso di salviette intime profumate come “soluzione rapida” in viaggio

Le salviette intime sono pratiche, soprattutto se ci si trova lontano da casa, come in vacanza o in viaggio. Ma occorre prestare attenzione perché, nonostante siano una soluzione pratica, alcune contengono profumazioni o sostanze antibatteriche che possono irritare la mucosa vulvare e alterare l’equilibrio locale. L’effetto, dunque, può essere quello di aprire la strada a irritazioni o fastidi intimi.

  1. Microtraumi da depilazione vulvare frequenti

Soprattutto nel periodo estivo capita di ricorrere a rasature più frequenti o cerette intime, che possono provocare microlesioni della barriera cutanea nell’area vulvare, riducendo la funzione protettiva della pelle e facilitando l’insorgenza di irritazioni locali o sovrainfezioni batteriche opportuniste, come ricorda il ginecologo.

  1. Dieta: troppi zuccheri e poca acqua possono nuocere anche alla salute intima

Un ruolo importante è giocato anche dall’alimentazione. Durante il periodo estivo è più facile variare l’alimentazione, privilegiando cibi o bevande ricchi di zucchero, come gelati, granite, succhi di frutta e cocktail da sorseggiare in compagnia. “L’equilibrio dell’organismo, compreso quello dell’ambiente vulvovaginale, è influenzato anche dallo stato metabolico generale – sottolinea Grassi – Un apporto elevato di zuccheri, soprattutto in presenza di alterazioni del metabolismo glucidico, può rappresentare un fattore predisponente alla candidosi vulvovaginale, favorendo condizioni associate alla proliferazione di Candida spp. Inoltre anche l’idratazione riveste un ruolo importante nel mantenimento delle normali funzioni fisiologiche dell’organismo: bere una quantità adeguata di acqua è fondamentale per sostenere il benessere dell’apparato urogenitale e delle mucose genitali”.

  1. Evitare la ritenzione urinaria prolungata

Quando ci si trova in vacanza è più facile trascorrere molte ore fuori da casa, dunque in condizioni nelle quali non sempre è possibile usufruire di servizi igienici. Questo può portare a trattenere i bisogni, in particolare a una ritenzione urinarie prolungata, che “aumenta la suscettibilità a infezioni concomitanti. La stasi urinaria prolungata all’interno della vescica offre ai batteri il tempo di replicarsi e di aderire alle pareti uroteliali”, chiarisce il ginecologo.

Il delicato apparato intimo femminile va curato

Alla luce di queste considerazioni, il ginecologo lancia un monito, in particolare alle donne: “L’ecosistema vulvovaginale è regolato da un equilibrio complesso tra microbiota, caratteristiche fisiologiche locali e fattori esterni – conclude Grassi – In estate, quando cambiano ritmi, abitudini e condizioni di vita, mantenere comportamenti corretti diventa ancora più importante per preservare la funzionalità delle difese naturali dell’apparato genitale femminile”.

 

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