Partiamo da un punto fondamentale. L’impatto dell’alimentazione sull’invecchiamento non può essere associato ad un solo alimento, ma va visto nell’ottica del tipo di cibi che una persona consuma con maggior regolarità.
In questo senso, ovviamente, il modello della dieta mediterranea rappresenta l’optimum sul fronte della prevenzione della senescenza e delle patologie che possono modificare in negativo la traiettoria di salute, a partire dall’obesità e dal diabete per giungere fino alle abitudini che incidono sul benessere dalla persona, come la sedentarietà, la scarsa attività fisica e il fumo.
Detto questo, non ci sono dubbi che la scienza metta a disposizione conoscenze che possono aiutarci a far “deviare” in senso positivo quanto riporta la carta d’identità rispetto all’età biologica dell’organismo. Va certamente in questo senso lo studio condotto dagli esperti del King’s College di Londra che mette in luce come livelli più elevati di un composto naturale del cioccolato fondente, la teobromina, si associno a segni di invecchiamento più lento.
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Cosa farebbe la teobromina
La teobromina, composto vegetale presente nel cacao, potrebbe quindi aiutare a ridurre i segni del tempo. La ricerca, apparsa su Aging, ha analizzato la quantità di teobromina presente nel sangue dei partecipanti allo studio associando il dato ad alcuni marcatori del naturale processo di senescenza dell’organismo che possono dare informazioni sull’età biologica.
Questa, a differenza di quanto riporta la carta d’identità, indica come lavora il corpo di una persona e non il solo numero degli anni che ha vissuto. Il parametro chiave sotto osservazione è la metilazione del DNA, parametro che si modifica appunto nell’invecchiamento. analizzando i dati relativi a due popolazione europee, gli esperti del centro inglese hanno visto che chi aveva livelli più elevati di teobromina nel sangue tendeva ad avere un’età biologica minore, rispetto a quanto riportava la carta d’identità.
L’azione sarebbe legata alla teobromina e non ad altri composti presenti nel cacao o nel caffè. In particolare, tra i molti alcaloidi degli alimenti che possono incidere sull’attività di diversi geni e dei sistemi cellulari, la teobromina sembrerebbe giocare un ruolo di grande importanza. Ma occorre continuare a studiare la situazione, visto che ciò che conta, come detto, non è il singolo alimento ma piuttosto il complesso delle abitudini alimentari.
Occorre quindi capire se l’effetto della teobromina sia legato ad una sinergia positiva con altri composti presenti nel cioccolato fondente, come i polifenoli. Quello che gli esperti raccomandano, insomma, è di non incrementare automaticamente l’assunzione di cioccolato fondente in chiave di prevenzione dell’invecchiamento.
Come comportarsi, indicazioni e controindicazioni al cioccolato
Quando si parla di cioccolato, in ogni caso, occorre ricordare che non ci si concentra esclusivamente sulla teobromina. Questo alimento contiene anche zucchero, grassi ed altri principi che potrebbero interagire con quello che un tempo veniva chiamato “cibo degli dei” proprio partendo dalla parola Teobroma che è alla base della teobromina.
Quindi occorre cautela nel consumo e soprattutto non bisogna mai dimenticare che il cioccolato offre calorie, quindi le dosi consigliate vanno rispettate. Ecco quindi qualche indicazione generale. Questo alimento potrebbe giocare una serie di effetti molto interessanti, a partire dal potenziale effetto protettivo per i vasi sanguigni e l’aterosclerosi.
I fenoli presenti nel cioccolato aiutano a ridurre l’ossidazione dei grassi nel sangue e quindi può limitare il danno dei radicali liberi sulle pareti delle arterie. Peraltro anche la presenza di particolari composti chiamati flavonoidi – ce ne sono moltissimi anche in certi tipi di frutta come le arance – avrebbe un ruolo importante nella protezione di cuore e vasi sanguigni che pare correlarsi al consumo di cioccolato.
I flavonoidi del cacao, stando agli studi, sarebbero infatti in grado di ridurre di qualche millimetro di mercurio la pressione. Ancora una volta, questi benefici sarebbero da considerarsi legati in particolare al consumo di cioccolato fondente, mentre tenderebbero a farsi ben più evanescenti quando invece si preferiscono il cioccolato bianco o al latte. Per questo si consiglia sempre di preferire prodotti di qualità e che abbiano un contenuto di cacao almeno del 75 per cento.
Ultima raccomandazione: impariamo a gustare, come “sommelier” di questo alimento, per fermarci senza esagerare con le dosi. Altrimenti si rischia di eccedere con le calorie. Mediamente, pur considerando la variabilità dei diversi tipi di cioccolato, con un etto di alimento se ne introducono circa 600. E ricordate che il cioccolato è generalmente povero di proteine, pur se quello al latte ne contiene di più ed è anche più ricco di carboidrati. Soprattutto, quello fondente può rivelarsi un’ottima sorgente di ferro, utile per chi soffre di anemia, e di magnesio, per tenere in forma i muscoli. E magari aiutare anche il morale se ci si sente giù.