Prendiamo tutte le conoscenze acquisite nel tempo in merito al quiet luxury, impacchettiamole con cura e nascondiamole nell’angolo più remoto dell’armadio, possibilmente dove non possa vedere la luce per i prossimi tre anni. Minimo. Ebbene, proprio quando pensavamo che il minimalismo rigoroso avrebbe dominato per sempre, è arrivato il 2026 a ricordarci che nella moda, così come nella vita, la sobrietà è solo una fase passeggera.
Quest’anno le gonne non si indossano semplicemente: si mettono in scena. Se gli psicologi ci insegnano che nei momenti di incertezza ricerchiamo stabilità, i designer sembrano suggerire la distrazione come terapia d’urto: piume, lustrini, dettagli metallici, profili in pizzo e abbastanza taffetà da rivestire un teatro settecentesco sono tutto ciò di cui abbiamo bisogno per infondere nuova vitalità nella nostra tenuta quotidiana.
Parliamo di un vero e proprio inno al massimalismo, di una rivoluzione tessile che risponde alla tacita domanda: quanti elementi si possono aggiungere a un singolo capo prima che diventi un’installazione d’arte contemporanea? La risposta, ovviamente, è “mai abbastanza”. Di seguito, i modelli a cui fare spazio — e che sia abbondante — nella propria collezione.
Indice
La gonna a tutto volume
Le gonne più cool di stagione sfidano la forza di gravità espandendosi, strato su strato, in sovrapposizioni scenografiche e drappeggi che accompagnano il corpo a ogni passo, quasi a voler rivendicare una presenza fisica e visiva impossibile da ignorare.
È l’addio definitivo alle silhouette asciutte degli scorsi anni in favore di un’estetica teatrale, fieramente esagerata.
A dettare le regole di questa spettacolare rivoluzione tessile sono ovviamente le passerelle dell’autunno-inverno 2026/27, sulle quali sembra essersi svolta una gara volta alla silhouette più memorabile: se Dior e Simone Rocha hanno guidato la carica con le loro interpretazioni sfacciatamente romantiche, fatte di balze strutturate e stratificazioni couture, le ha fatto eco la visione di Simkhai, costruita su ampiezze scenografiche e giochi di pesi in grado di regalare un effetto drammatico a ogni falcata.
La vera sorpresa del periodo, però, è lo straordinario design “bozzolo” o barrel: stretto in vita, si allarga generosamente in prossimità dei fianchi per poi stringersi nuovamente verso l’orlo, mosso da spacchi posizionati strategicamente e drappeggi sartoriali a portafoglio. Brand come Toteme e la sempre rivoluzionaria Vivienne Westwood ci hanno dimostrato come il volume possa essere sofisticato, trasformando la maxi gonna in un pezzo di pura arte, che non ha bisogno di nient’altro per farsi notare.
Per indossarla nella vita di ogni giorno, lontano dall’effetto “ballo delle debuttanti” si intende, il segreto sta nel calibrare le proporzioni: poiché è la parte inferiore del corpo a reclamare tutta l’attenzione, la parte superiore deve fare un passo indietro. Perciò via libera a t-shirt, dolcevita ultra-aderenti e capispalla lineari.
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La gonna a fiori: anche col freddo? Sì
Chi ancora crede che sia la primavera a detenere il monopolio assoluto del guardaroba in fiore non ha fatto i conti con il vento nostalgico che sta agitando la scena moda attuale: il trend del momento abbatte i confini stagionali ed elegge i motivi botanici a pilastro fondamentale dei mesi freddi, introducendo una dose di romanticismo d’altri tempi nel grigiore metropolitano.
Non parliamo però di quelle delicate micro-stampe pastello che profumano di estate, piuttosto di trame ricche, calde ed evocative che si rifanno a un immaginario squisitamente vintage: la tendenza in oggetto attinge a piene mani dal guardaroba rétro e dalle suggestioni del passato, tra boccioli oversize e fiori astratti dal sapore anni Settanta.
Le collezioni di Miu Miu e Dries Van Noten ne hanno fatto un punto fermo, mentre Zimmermann ha utilizzato stampe floreali e bouquet d’archivio come aggiunta coerente e sofisticata per i suoi iconici look dall’ispirazione bohémien.
Come portare questo giardino invernale nella quotidianità? Puntando tutto sulla freschezza degli accessori e sul contrasto di texture: ecco che la gonna floreale diventa impeccabile se lasciata libera di ravvivare la fidata maglieria, dal pullover oversize al cardigan, in combo a stivali.
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La gonna protagonista, tra piume, paillettes e applicazioni
Se c’è un modello che incarna l’essenza più pura e radicale di questa tendenza, è quella gonna che rifiuta categoricamente il ruolo di comparsa per prendersi il centro dell’attenzione. Una volta abbandonata l’antiquata idea che l’iper décor debba restare confinato a red carpet o party di fine anno, i designer hanno deciso di elevare la grammatica fashion quotidiana aggiungendovi piume, paillettes e applicazioni gioiello.
Etro e Rabanne, dalla loro, hanno scardinato i codici del formalismo proponendo gonne midi interamente ricoperte di micro e macro-lustrini, glitter e perline, accostati a bluse semitrasparenti come anche pullover in maglia spessa.
È sulla stessa linea d’onda che si inserisce la visione di Erdem, dove le piume di struzzo non erano un semplice dettaglio ma una superficie dinamica e fluttuante ad avvolgere silhouette a matita dalle tonalità profonde, trasformando ogni passo in puro spettacolo. Come adattare questi autentici capolavori alla quotidianità? Prediligendo la semplicità nel resto dell’outfit.
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Gonne lingerie, dal pizzo al satin (e spesso insieme)
Sì, il massimalismo ha senz’altro una sua declinazione intima e sussurrata: stiamo ovviamente parlando della rivincita definitiva dello stile boudoir, tra slip skirt e abiti sottoveste anni Novanta come manifesto indiscusso del minimalismo nostalgico.
Ancora in vetta, la gonna lingerie di questa fredda stagione somiglia tanto ad un gioco di consistenze e contrasti: il raso perde ogni timidezza, mentre il pizzo cessa di essere un semplice dettaglio per diventare struttura portante. Lo abbiamo visto in pedana da Saint Laurent, dove Anthony Vaccarello ha ridefinito l’eleganza autunnale a colpi di orli lavorati ed elaborati profili intarsiati.
Il raso incontrava invece applicazioni preziose da Prada, che ha contribuito a infondere luce nel grigio del periodo grazie a gonne in satin ricoperte da finissime cascate di perline e ricami scintillanti che ipnotizzano a ogni movimento. Isabel Marant invece ci ha proposto la fluidità liquida del satin, declinata in nuances scure e avvolgenti — dal blu notte al marrone cioccolato intenso — e arricchita attraverso importanti bordi di pizzo a contrasto.
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La gonna a vita bassa, proprio come negli anni Novanta
Se pensavamo che i fianchi scoperti fossero un’esclusiva estiva, destinata a scomparire con la caduta delle prime foglie, forse dovremmo prepararci a ricrederci: la vita scende drasticamente anche sotto i cappotti.
Frutto dell’importante operazione di riscrittura moderna firmata Chanel è una raffinata reinterpretazione della sensualità anni Novanta, in cui Matthieu Blazy ha posizionando spesse cinture ben sotto la linea sartoriale classica, sfidando la gravità.
Anche passerelle votate a un’estetica pulita ma di forte carattere come Miu Miu e N°21 hanno poi confermato il trend, proponendo gonne dal taglio dritto che accarezzano i fianchi senza costringerli, celebrando la totale libertà di movimento.
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La gonna di pelle: lunga o corta?
Il massimalismo è un esercizio di carattere, e la pelle è i l materiale d’elezione per tradurlo in realtà senza bisogno di sforzarsi troppo: questo autunno/inverno il classico dualismo tra lungo e corto cessa di essere un dilemma per diventare una doppia possibilità espressiva, dove l’unica regola condivisa è il rifiuto della banalità.
Mini, midi o extra long dunque poco importa, il comune denominatore è comunque la grinta: dalle silhouette asciutte di Hermés, Tom Ford e Ferragamo, passando per quelle elaborate di Marni, fino ad arrivare a quelle asimmetriche e con maxi spacco scenografico di Givenchy, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Vinilica, opaca, morbida o strutturata, sembra che la leather skirt sarà la nostra prima alleata di stile fino a primavera inoltrata.
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La gonna midi: (solo) apparentemente sobria
In un guardaroba dominato dalla stravaganza assoluta, la gonna midi potrebbe sembrare, a un primo sguardo distratto, l’ultimo baluardo della ritirata minimalista. Ma non lasciamoci ingannare dalla sua lunghezza democratica e rassicurante: la pencil skirt di oggi è solo apparentemente sobria.
Sotto la silhouette rigorosa che accarezza il polpaccio si nasconde infatti una fitta trama di sovversioni tessili, texture tridimensionali e dettagli che distruggono sul nascere qualsiasi dubbio iniziale. Da Prada modelli dalla linea dritta erano abbinati a maglioni pesanti, e si animavano grazie a tessuti gabardine o effetti devoré, preziosi ricami e strati di tulle trasparente a destabilizzare le proporzioni classiche.
Da Fendi, ancora, l’allure formale è stata invece completamente scardinata attraverso porzioni di pizzo dal gusto squisitamente gotico e misterioso, perfette per rompere gli schemi del tailoring tradizionale.
La via per abbinare bene la sorprendente midi skirt 2.0? Assecondare proprio questa sua doppia anima, sfoggiandola in combo a bomber, pellicce e felpe oversize. Provare per credere.
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