Raffaella Carrà e le colleghe, i retroscena su Antonella Clerici e Silvia Toffanin

Nel giorno in cui avrebbe compiuto 83 anni, l'ex manager e amico Angelo Perrone ricorda la mitica Raffaella Carrà, svelando dei retroscena sul rapporto con le colleghe

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Nicoletta Fersini

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Ci sono stelle che non smettono mai di brillare e Raffaella Carrà è una di queste. Nel giorno in cui l’indimenticabile regina della televisione italiana avrebbe compiuto 83 anni, a ricordarla è lo storico manager e grande amico Angelo Perrone che, in un’intervista a LaPresse, ha parlato anche del rapporto “formale, professionale, a volte di stima” che la mitica Raffa aveva con le sue colleghe. Ma non sono mancate le delusioni.

La distanza da Antonella Clerici

Due donne straordinarie e amatissime dal pubblico, che hanno avuto delle incomprensioni. Stando al racconto di Angelo Perrone, Raffaella Carrà avrebbe vissuto un periodo di forte distanza da Antonella Clerici.

Il motivo? All’origine di questo allontanamento ci sarebbe stata una questione di rispetto professionale, legata alla gestione dei programmi televisivi. Nel 2004 la Carrà aveva portato al successo su Rai 1 il programma Sogni, uno show che realizzava i desideri delle persone comuni. Quando nel 2006 la Clerici propose un format molto simile, Il treno dei desideri, la reazione della conduttrice fu netta.

“Ad Antonella Clerici tolse il saluto per un periodo perché, secondo lei, non era stata corretta a fare il sequel di un suo show, Sogni, con la sua stessa equipe, senza avvisarla”, ha spiegato l’ex manager. Una delusione che la Carrà manifestò anche decidendo di non partecipare alle trasmissioni della collega: “Preferì andare ospite dal competitor Io canto condotto da Gerry Scotti piuttosto che a Ti lascio una canzone“.

La stima per Silvia Toffanin

Mentre con Antonella Clerici si parla di allontanamento, per Silvia Toffanin sono emerse solo parole di profonda stima. Come ricordato da Angelo Perrone, l’iconica Raffa nutriva grande stima per la conduttrice e compagna di Pier Silvio Berlusconi, da amante della televisione elegante quale era.

Capace di entrare nelle case in punta di piedi, per lei la conduttrice di Verissimo era un vero e proprio modello di grazia e professionalità: “Stimava molto Silvia Toffanin e le sue interviste garbate, come le definiva lei. Solo per questioni logistiche non riuscì ad andare a Verissimo ma le piaceva molto”.

Il legame con Mara Venier

Perrone ha rivelato, inoltre, il ruolo importante che ha avuto Mara Venier nella carriera di Raffaella Carrà. Mentre il rapporto tra quest’ultima e il pubblico italiano rischiava di interrompersi, la padrona di casa di Domenica In ha contribuito – seppur indirettamente – al suo ritorno in TV: “Mi raccontò che grazie ad un’intervista che Mara Venier le fece in Spagna, le venne la voglia di tornare a lavorare in Italia e così l’anno dopo nacque Carramba che sorpresa“. Da quell’incontro spontaneo nacque uno degli show più amati di sempre, capace di riunire intere famiglie davanti allo schermo.

A quasi cinque anni dalla scomparsa di una vera icona della televisione, i ricordi di Perrone riaccendono i riflettori su un personaggio che ha (davvero) rivoluzionato lo spettacolo e il costume italiani: “Raffaella ha dimostrato di saper far tutto: dai varietà del sabato sera ad incontrare Madre Teresa di Calcutta nel mezzogiorno di Rai 1. Pioniera. Non c’è stata più una come lei. Grazie a Stefano Coletta arrivò a fare un programma su Raitre di sole interviste ai numeri 1. Ne era orgogliosa”.

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