Matilde Lucidi ormai non è più soltanto “la figlia di Bianca Balti” che ogni tanto compare accanto alla madre in front row. A 19 anni ha preso decisamente il largo e, stagione dopo stagione, il suo nome compare sempre più spesso nei casting che contano. La Milano Fashion Week 2026 lo conferma: tra passerelle, grandi maison e apparizioni che iniziano ad avere il peso di una vera carriera, Matilde sta costruendo il proprio spazio nel fashion system con una rapidità difficile da ignorare.
Certo, partire con una madre come Bianca Balti significa conoscere da vicino un mondo che per molte aspiranti modelle resta lontanissimo. Ma il punto, ormai, è un altro: Matilde Lucidi viene scelta, richiamata e inserita in show molto diversi tra loro. E quando una presenza comincia a ripetersi, stagione dopo stagione, non si parla più soltanto di curiosità.
Matilde Lucidi alla Milano Fashion Week 2026, da Fendi ad Alberta Ferretti
La Milano Fashion Week 2026 la vede ancora una volta protagonista delle sfilate. Matilde Lucidi porta in passerella quella bellezza apparentemente delicata che cambia completamente a seconda del look: può essere scura e rigorosa un momento prima, quasi impalpabile quello successivo.
Da Fendi la sua immagine si fa più netta. In passerella indossa un lungo abito nero dalla linea asciutta, costruito intorno a una profonda scollatura e completato da un piccolo colletto nero che incornicia il collo quasi come un accessorio gioiello. La silhouette cade lunga e fluida senza bisogno di volumi eccessivi, lasciando che sia il contrasto tra pelle e tessuto scuro a definire il look.
Da Alberta Ferretti l’atmosfera si alleggerisce. Matilde sfila con un lungo abito chiaro, fluido e semi-trasparente, attraversato da sottili linee decorative che seguono il corpo con andamento irregolare. Le maniche morbide, la costruzione rilassata e il tessuto leggerissimo creano movimento a ogni passo, mentre la palette neutra rende tutto quasi etereo.
Nel giro di pochi show Matilde Lucidi passa da una femminilità più scura e composta a una figura decisamente più romantica, senza sembrare fuori posto in nessuno dei due casi.
Dal debutto da Dior alle sfilate internazionali
La sua carriera, del resto, è iniziata dalla porta principale. Matilde Lucidi ha debuttato ufficialmente in passerella il 1° ottobre 2025 a Parigi, durante lo show Dior Primavera Estate 2026.
Aveva appena 18 anni quando ha attraversato la passerella dei Jardin des Tuileries indossando una camicia floreale abbinata a una minigonna color panna decorata con applicazioni tridimensionali. Un esordio importante non soltanto per il peso della maison, ma anche perché arrivato quando Matilde aveva appena iniziato a muoversi professionalmente nel mondo della moda.
Da quel momento il ritmo è aumentato rapidamente. Ha sfilato per Fendi, Max Mara, Prada e altri grandi nomi, fino a tornare nuovamente nell’universo Dior per la Haute Couture Autunno Inverno 2026.
Il primo show parigino aveva inevitabilmente attirato attenzione anche per il legame familiare. Bianca Balti, che non era presente fisicamente a Parigi, aveva celebrato l’esordio della figlia sui social con un messaggio affettuoso: “Il cielo è il limite, il mio amore!”.
Un anno dopo, però, la narrativa è già cambiata. La parentela resta un elemento impossibile da ignorare, soprattutto considerando quanto Bianca abbia segnato l’immaginario della moda italiana e internazionale, ma Matilde non appare più soltanto come una debuttante da osservare con curiosità. Ha accumulato show, esperienze e cambi di immagine abbastanza rapidamente da iniziare a essere riconosciuta per la sua presenza in passerella.
Matilde Lucidi e Bianca Balti, la moda come affare di famiglia
I paragoni con Bianca Balti sono inevitabili, ma fermarsi alle somiglianze fisiche sarebbe riduttivo. Madre e figlia condividono alcuni tratti evidenti e soprattutto una fotogenia molto naturale, ma l’immagine di Matilde appartiene a una generazione diversa.
Bianca ha costruito la propria carriera nell’epoca delle supermodel italiane dalla sensualità immediata e mediterranea, mentre Matilde porta in passerella qualcosa di più sottile, quasi fragile all’apparenza. Il suo volto è delicato, il trucco spesso essenziale e lo styling tende a valorizzare quell’equilibrio tra romanticismo e una certa freddezza contemporanea.
Le due hanno già condiviso anche momenti professionali importanti, fino alla Digital Cover di Vogue legata a Vogue World. Ma il loro rapporto con la moda non sembra costruito sull’idea della copia.
Bianca, negli anni, ha raccontato di aver voluto lasciare alla figlia il tempo di terminare gli studi prima di affrontare seriamente la professione. Una scelta che rende ancora più evidente la velocità con cui tutto è cambiato una volta arrivato il debutto: in meno di un anno Matilde si è ritrovata tra Parigi, Milano e le principali passerelle internazionali.