Marina La Rosa torna a essere la “gattamorta”, perché al GF la chiamavano così

Dal triangolo amoroso con Pietro Taricone e Cristina Plevani all’attuale scontro con Alex Belli: il soprannome che perseguita Marina La Rosa al GF

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

La gattamorta è tornata. Ventisei anni dopo il primo Grande Fratello, Marina La Rosa rientra nella casa (stavolta da Vip) e, volente o meno, si porta dietro il soprannome che la trasformò da sconosciuta a uno dei personaggi più noti d’Italia. All’epoca fu gattamorta perché punta di un triangolo amoroso, oggi a chiamarla così è uno degli avversari, che l’accusa di essere un’abile giocatrice. E se un tempo Marina, appena 23enne e poco avezza alle dinamiche televisive, rimase schiacciata da quel soprannome, oggi, adulta e sicura di sé, lo rigira a proprio vantaggio.

La gattamorta del primo Grande Fratello

Si dice che la prima a chiamare Marina La Rosa gattamorta fu Cristina Plevani. Era il 2000, l’anno del primo Grande Fratello, quello che passò alla storia, il primo a portare sullo schermo la quotidianità senza fronzoli di emeriti sconosciuti, capostipite di tutti i reality. Cristina era innamorata di Pietro Taricone, ma a Pietro piaceva Marina. Marina, in realtà, piaceva a tutti.

Femme fatale di Cinecittà, la siciliana mostrava una sensualità inusuale per una ragazza della sua età – all’epoca aveva appena 23enne. Era algida ma maliziosa, indifferente e provocante. Fumava la sigaretta con lo charme di una diva del cinema muto e nascondeva lo sguardo dietro grandi occhiali scuri. Indossava camicie da uomo, e sotto niente. Era il sogno di ogni uomo e l’incubo di ogni donna della casa.

Era un personaggio televisivo, quasi teatrale, e non a caso, vent’anni dopo, è ancora tra i più ricordati nella storia del programma. Marina la gattamorta, così la conosceva il pubblico, così la imitivano i comici, così ha iniziato a definirsi persino lei stessa, con grande ironia e invidiabile sangue freddo – perché, appunto, aveva solo 23 anni ed era la prima volta che stava in tv. Così, vent’anni dopo, continuano a chiamarla.

Lo scontro con Alex Belli

A dare a Marina La Rosa della gattamorta, in quest’edizione del GF Vip da poco iniziata, è Alex Belli. Tra l’attore e la psicologa non scorre buon sangue: i due non si piacciono e non perdono occasione per palesare la reciproca antipatia. Così come spesso accade nel gioco, tutto iniziò a causa di una nomination. Marina nominò Alex perché “troppo attore”, nascosto dietro il personaggio scelto. Belli la considerò una provocazione imperdonabile.

Specchio riflesso. Da allora il volto di Centro Vetrine non fa che accusare La Rosa di essere poco sincera, abile giocatrice, concentrata solo sulla strategia vincente. Non è una persona sincera, è, appunto, una gatta morta. E questo è tra gli epiteti più gentili utilizzati dall’attore per descrivere la compagnia di giochi.

Marina La Rosa, gattamorta e ne va fiera

Ventisei anni fa, Marina La Rosa fu gattamorta suo malgrado. Lo fu nel senso più tradizionale, e dispregiativo, del termine. Era, agli occhi del pubblico, colei che ruba il fidanzato altrui, senza neppure volerlo davvero. Oggi, quella stessa capacità di ribaltare la situazione a proprio vantaggio con il minimo sforzo le viene attribuita nell’ambito della strategia di gioco.

E Marina La Rosa al gioco ci sta e sa come farlo. Gattamorta è un nomignolo che si porta addosso beffarda. Non si giustifica, non rinnega nulla: che la chiamino pure gattamorta, è il nome che l’ha resa famosa e quello che, più di due decenni dopo, il Grande Fratello stavolta potrebbe farglielo persino vincere.

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