Sugli scontri a Milano l’opinione pubblica si spacca e anche Fedez prende posizione. Dopo che molti dei suoi colleghi rapper si sono espressi a favore dei protestanti giustificando in qualche modo il vandalismo, lui mette in guardia i ragazzi: proprio gli stessi che appoggiano il loro gesto, sono quelli che alimentano il loro malcontento. “Vedo anche artisti e personaggi pubblici che celebrano la protesta, ci si uniscono come se ne facessero parte, senza rendersi conto che esposti in quelle vetrine ci sono anche loro”, scrive il cantante. Non li cita direttamente, ma dietro le sue parole non è difficile riconoscere tra gli altri anche Ghali e Marracash.
I post di Ghali e Marracash e la replica di Fedez
Il primo a esporsi è stato proprio Marracash su Instagram: “Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto”. “A quelli che hanno il coraggio di affrontare discorsi scomodi e a chi, nel silenzio, cerca la pace con sé stesso. Continuate a lottare per ciò in cui credete“, gli ha fatto eco Ghali. E a loro si sono uniti anche Sayf e Kid Yugi, sempre sulla stessa lunghezza d’onda con l’invito ai giovani ad alzare la voce.
Poi è arrivato Fedez e ha sparigliato le carte. Non nega il malessere e il disagio, che da ragazzo ha vissuto in prima persona: “Conosco bene la parabola tipica del rap, che ti porta dal niente a esibire status symbol. Conosco la frustrazione di una casa brutta in periferia” scrive. E in questo contesto le vetrine, con tante cose belle ma inaccessibili, sono il bersaglio d’elezione, “il simbolo delle cose che noi non potevamo e loro non possono avere”, come le definisce lui. Il suo dito non è tanto puntato contro chi protesta, ma contro chi questa protesta la sostiene a parole.
Fedez se la prende con Ghali e con gli altri rapper
“Tanti artisti si sono espressi in questi giorni sulle vandalizzazioni di Milano, soprattutto dal mondo del rap. L’opinione è univoca: bravi ragazzi, rompete l’ingranaggio”, esordisce nel suo post. La sua opinione è semplice: sono proprio loro, che vanno alle sfilate e postano orologi preziosi e viaggi di lusso, ad alimentare quella sensazione di malessere in chi tutto questo può solo guardarlo da dietro un vetro.
Poi arriva il riferimento implicito, ma diretto, a Ghali, con cui Federico Lucia aveva dei trascorsi burrascosi e da poco si era riconciliato. “Sento dire che è giusto sfondare le vetrine da qualcuno che alla prima della Scala si è fatto fotografare con Beppe Sala, e mi vengono dei dubbi”, continua nel post domandandosi perché la presa di posizione non sia arrivata davanti alle telecamere in quel momento, invece che ora.
Fedez chiama in causa anche sé stesso
Dal suo j’accuse, Fedez non si tira fuori ma anzi è pienamente consapevole di essere anche lui parte del problema: “Io non ci riesco ad applaudire a favore di camera, mi sentirei un co****ne”, spiega. E poi prosegue, mettendo in guardia i ragazzi: “Alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton e voi, dall’altra parte della vetrina, non vi accorgerete nemmeno che ad alimentare quell’odio di classe, in parte, è stato anche lui. Siamo stati anche noi”. Insomma, per lui i ragazzi vengono usati come pedine di un gioco per acquisire consensi, come Pokémon da scagliare per avere nuova audience. “Non credere ai proclami, non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c’è nessun noi” li mette in guardia. Anche la solidarietà, secondo Fedez, è un trend da cavalcare: “Ricordatevi la verità invece: al vostro fianco non c’è nessuno“.