Federica Pellegrini tedofora per Milano-Cortina 2026, perché aveva saltato la prima chiamata

Aveva rinunciato a portare la fiaccola olimpica lungo le strade della sua città ma ora ritorna: Federica Pellegrini sarà tedofora a Milano

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Martina Dessì

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Federica Pellegrini torna a incrociare il suo nome con il percorso simbolico verso Milano-Cortina 2026, e lo fa con tutto l’orgoglio di un’atleta che ha dato moltissimo allo sport italiano. La campionessa olimpica sarà infatti tedofora a Milano, a poche ore dalla Cerimonia di Apertura dei Giochi, dopo aver rinunciato nei giorni scorsi a portare la Fiamma Olimpica a Verona. Una scelta che si è resa necessaria per motivi familiari noti ma chiariti dalla stessa Pellegrini in un messaggio diretto e personale condiviso sui social.

Perché Federica Pellegrini non ha portato la fiamma a Verona

Nel suo post su Instagram, Federica Pellegrini ha spiegato il motivo della rinuncia iniziale. Il richiamo degli affetti più stretti, in quel momento, ha superato ogni altro impegno, anche quello a cui teneva moltissimo come il passaggio della fiamma. “Mi sarebbe piaciuto illuminare con il fuoco olimpico le strade delle città dove sono nata e cresciuta”, ha scritto, evidenziando quanto sia ancora legata ai luoghi delle sue origini.

La priorità, però, è stata un’altra. Pellegrini non ha usato giri di parole: la salute della figlia è venuta prima di tutto. “Aveva bisogno di me”, ha aggiunto, sintetizzando in poche righe una scelta che molte donne riconoscono come inevitabile, ma mai semplice. Al suo fianco, come sempre, c’era il marito Matteo Giunta che si è scagliato contro i genitori che portano i bambini a scuola con l’influenza, spiegando poi di essersi sentito esasperato per il doppio ricovero della piccola Matilde in una sola settimana.

“Mi sarebbe piaciuto illuminare con il fuoco olimpico le strade delle città dove sono nata e cresciuta… Ma in quei giorni la mia assoluta priorità è stata mia figlia e la sua salute. Aveva bisogno di me. Grazie a Milano-Cortina 2026 per avermi ridato la possibilità di portare la Fiamma Olimpica dopodomani (6/02/26) a Milano a poche ore dalla Cerimonia di Apertura delle Nostre Olimpiadi… Sarà un grande onore”, scrive su Instagram.

Quando recupera

La rinuncia non ha però segnato una distanza dal progetto olimpico. Al contrario, il dialogo con il Comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026 è rimasto aperto, fino a trasformarsi in una nuova occasione. Un secondo invito, accolto con gratitudine, che permette a Pellegrini di portare la Fiamma Olimpica a Milano, in un momento desiderato e tutto suo, a ridosso dell’inizio ufficiale dei Giochi.

Nel suo messaggio, l’ex nuotatrice ha ringraziato esplicitamente il Comitato per averle “ridato la possibilità” di essere parte di questo rito cui hanno partecipato migliaia di persone, anche comuni. Un gesto che definisce come un grande onore, da vivere con orgoglio e con quello spirito olimpico che ha accompagnato tutta la sua carriera. Una celebrazione dello sport che appare – per i più romantici – come un passaggio di testimone ideale, in cui l’esperienza di una delle atlete più rappresentative dello sport italiano incontra il futuro delle Olimpiadi invernali nel nostro Paese.

La presenza di Federica Pellegrini come tedofora a Milano ha un doppio significato: da un lato la continuità con un passato di eccellenza sportiva, dall’altro la testimonianza di una donna che oggi sceglie, decide e racconta senza filtri le proprie priorità. Ed è forse proprio questo equilibrio, tra ruolo pubblico e dimensione privata, a rendere la sua partecipazione al cammino verso Milano-Cortina 2026 ancora più significativa.

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