Annalisa, collant rosso fuoco e guanti da opera per Esibizionista: il look da femme fatale

Anche "Esibizionista" è disco d'oro, ed è stata la stessa Annalisa ad annunciarlo sui social in una tenuta particolarmente coerente: il look, tra classe e audacia

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Sara Iaccino

Beauty e Fashion Editor

Make-up artist e amante della scrittura, ha lavorato come Beauty e Fashion Editor per vari magazine con l'obiettivo di unire le sue passioni in una sola professione.

Il 2026 di Annalisa si sta rivelando a dir poco incandescente: non soltanto in senso letterale, da intendere come un banale gioco di parole sulla base di Ma io sono fuoco — l’ultimo progetto discografico della cantautrice savonese — ma soprattutto grazie all’enorme successo che questo sta riscontrando. Pare che la scintilla creativa ad averlo generato, insieme alla metamorfosi che fa da protagonista, abbiano portato i loro frutti: anche Esibizionista è disco d’oro, e la star ha celebrato questo importante traguardo con una certa coerenza, sui social.

Annalisa, “Esibizionista” è disco d’oro e lei lo celebra con audacia

Ma io sono fuoco: un titolo che, come Annalisa stessa aveva spiegato, deve suonare come una risposta ma anche come una dichiarazione di identità. Tra scintilla creativa e trasformazione, tra accadimenti e opportunità, brano dopo brano il nuovo album è un assoluto trionfo.

Dopo Maschio e Piazza San Marco, è toccato ad Esibizionista diventare virale ancora prima dell’uscita in radio: l’esordio dal vivo di questa canzone è avvenuto lo scorso ottobre, sul palco di Che tempo che fa, a pochi giorni dalla pubblicazione del disco, e di lì in poi non abbiamo praticamente ascoltato altro. Parliamo di un mix tra ironia pungente e leggerezza, in cui vediamo intrecciati temi come la seduzione, l’inganno e la presa di coscienza, narrati attraverso lo stesso linguaggio provocatorio degli ultimi tempi.

Ebbene, grazie a quest’ultimo successo l’ex allieva di Amici di Maria De Filippi sta letteralmente dominando la radio: per settimane è stato questo il brano più trasmesso, il che si unisce solo ai 52 Platini e i 15 Oro che hanno segnato l’anno appena conclusosi. È stata lei la donna con più singoli nella top ten della classifica (20 in totale) ed ancora lei l’artista più ascoltata sui digital store in Italia per tutti e dodici i mesi. Che divenisse anch’esso disco d’oro c’era decisamente da aspettarselo.

A dare il lieto annuncio sui social è stata Annalisa in persona, e con una tenuta ad alto tasso di sensualità: la vediamo nel suo ultimo post Instagram indossare un corset dress nero sopra a dei collant rossi — fuoco — con décolleté abbinate, a punta, laccate e con vertiginoso tacco a stiletto. A chiudere la mise con una dose di sexyness extra sono i guanti da opera bianchi, morbidamente arricciati sull’avambraccio con una raffinatezza d’altri tempi.

Annalisa salta Sanremo 2026: tutte le volte che il Festival non le ha reso giustizia

Tra i grandi assenti di Sanremo 2026 c’è sicuramente Annalisa, ma questa non è una sorpresa: la cantautrice aveva chiarito fin da subito, lo scorso settembre, che quest’anno non sarebbe stata tra i concorrenti in gara, ma il suo rapporto con il Festival è decisamente di lunga data, costante nel tempo, ed è forse per questo che la sua mancata partecipazione lascia l’amaro in bocca.

L’impressione, a conti fatti, è che la kermesse e le sue classifiche non l’abbiano mai davvero contraccambiata nella dedizione: nel 2024 con Sinceramente, hit da quattrocentomila copie vendute e quattro dischi platino, tutti la vedevano davanti ad Angelina Mango e Geolier. Sul podio, poi , effettivamente ci sono finiti proprio loro tre ma di certo non in quell’ordine. La cantante occupava il gradino più basso, eppure a fine anno il brano risultava comunque tra i più grandi successi di quel Sanremo.

La vera ingiustizia, fino a prova contraria, si sarebbe però consumata nel 2023: in quell’edizione, secondo la stampa, la cantante avrebbe presentato ad Amadeus una serie di pezzi che sarebbero stati scartati e, tra questi, anche Bellissima. Sì, proprio quella delle cinquecentomila copie vendute, i cinque dischi di platino ed il posto tra le 100 canzoni più ascoltate di quell’anno. Che dire, non ci resta che rimettere al futuro il riscatto che merita. O è forse già in atto?

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