Troppa emozione. Assegnazioni poco azzeccate e seri problemi di audio in studio (fonici: tutto bene?). Tre fattori che in percentuale diversa hanno contribuito a rendere la prima puntata dei Live di X Factor decisamente zoppicante. Per dirla alla X, “Na tragedia”. Cantanti che alle Audition avevano spaccato, Alessandro Fontana, Le Distanze, Alice Fregoso, sono usciti ammaccati. Ma che è successo? Le Distanze, tra i preferiti sulla carta, l’unica vera distanza ieri sembravano averla presa dall’intonazione, la potenza di Fontana si era persa dietro le quinte, Alice non pervenuta. Si sono salvati davvero in pochi – diciamo tre: Mad Dog, Camilla e Patrizia, una spanna sopra tutti, anche se ci voleva davvero poco, ma qualcosa ha decisamente stonato. Al di là dell’ugola degli artisti (qui le nostre pagelle).
Nonostante il buonismo ipocrita dei giudici che nella prima parte, prima che affilassero gli artigli. insistevano nell’elargire complimenti a tutti – “Bravo, bellissimo, perfetto” – come se avessro le orecchie foderate di prosciutto, e solo Gabbani provasse a sottolineare gli errori e venisse sistematicamente zittito (è stato sempre lui, ad un certo punto, a confessare il problema audio in studio), la qualità delle esibizioni è stata davvero ai limiti storici. Come se i ragazzi fossero stati catapultati dalle Audition ai Live senza le settimane di prove in studio. Tanto che le due esibizioni dei potenziali ripescati da Giorgia, il francese Timothée e l’italo-americano Teo Bok, sono parse le esibizioni degli ospiti internazionali a confronto.
Alla fine è rientrato Teo, nonostante molta indignazione social – ai più non sta simpatico, definito “affettato, costruito, finto e ammiccante”, ed è finito, ironia della sorte, nella squadra di quel giudice che lo aveva bocciato – se solo qualcuno riuscisse a trovare il fermo immagino della espressione di Gabbani – perché “a differenza di altri artisti scelti non sa anche suonare uno strumento”. Invece Bok è arrivato, con quel suo sorriso stampato, la voce da navigatore, ha suonato il piano, cantato benissimo, ballato sul palco, ammiccato al pubblico e ai giudici, e si è preso meritatamente il posto. Dimostrando di essere un performer nato e di avere molto più X factor di tanti altri lì dentro. Forse pure di qualche giudice. E ha sostituito Alice Fregoso, prima eliminata, nella squadra del Gabba, gabbato dalla sorte.
Teo Bok, che piaccia o meno, è un nuovo Damiano, un personaggio, che divide ma fa parlare. Che spicca, che suona, canta, balla e fa tutte e tre le cose dannatamente bene. Ed è pure bello, gentile ed educato, che non guasta (che poi sia tutto finto, chissene). Forse paga proprio il fatto di non essere bello e dannato alla Damiano, ma bello ed educato, che è da sempre, nel mondo della musica, poco di moda. Anche se, ricordiamo, Damiano all’inizio del suo percorso ad XF stava enormemente sulle scatole a Fedez ed altri per il suo atteggiamento strafottente, e solo grazie a Manuel – e al suo talento innato – riuscì ad emergere.
Noi qui lo diciamo, anzi sottoscriviamo: vinceranno o Patrizia, che ha una canna indiscutibile e ogni volta che canta tira giù lo studio, o Teo. Con la differenza che la prima potrebbe fare la fine di Mimì Caruso e di tante altre bellissime voci finite nel dimenticatoio, il secondo potrebbe rischiare di spiccare il volo. Ai posteri.