A Quarto Grado si torna a parlare del caso di Garlasco, con nuovi misteri e teorie legate alla morte di Chiara Poggi, ma anche a quelli che sono stati i due maggiori indagati in questi anni: Alberto Stasi e Andrea Sempio.
Quarto Grado, parla l’ex pm Venditti
Fra le novità della puntata l’intervento di Mario Venditti, ex pm di recente assolto dall’accusa di corruzione. Intervenuto a Quarto Grado, l’x Pubblico Ministero, ha parlato dell’indagine riguardo Andrea Sempio e del famoso biglietto trovato a casa dell’amico di Marco Poggi.
Nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, ha parlato dell’archiviazione che è stata disposta dal gip di Brescia sull’ipotesi di una corruzione da parte della famiglia Sempio riguardo le indagini sul delitto di Garlasco. “Quello che ho subito in questi mesi è inenarrabile, me ne hanno dette di tutti i colori”, ha spiegato.
In particolare l’ex pm ha parlato del biglietto trovato in casa Sempio in cui era scritto: “Venditti Gip archivia per 20, 30”. Quella scritta aveva fatto ipotizzare un accordo corruttivo fra Venditti e la famiglia di Andrea Sempio per archiviare la sua posizione nel 2017.
“All’inizio le indagini sono partite con grande leggerezza e con grande approssimazione – ha spiegato -. Quello che io contesto ai miei ex colleghi di Pavia, ad esempio, è che trovano il famoso appunto, per me è uno scarabocchio. Tu trovi questo documento a casa di una certa persona. La prima cosa che devi fare, senza mandare gli atti a Brescia, la prima cosa che devi fare: hai lì la persona, gli vuoi chiedere anche informalmente, sentirlo anche come testimone, perché in quel momento non è indagato, è un testimone. Fatti spiegare che significa questo documento, che peraltro è equivoco perché ha mille spiegazioni”.
La nuova svolta nelle indagini su Andrea Sempio
Di fronte ad una domanda riguardo l’innocenza o meno di Stasi, Venditti ha risposto a Gianluigi Nuzzi: “Non mi faccia rispondere a questa domanda. Ho risposto soltanto che c’è un responsabile, che è Stasi, condannato con sentenza passata in giudicato. Stasi è colpevole in base alla sentenza della Cassazione. Se la sentenza della Cassazione viene revisionata, allora si può parlare eventualmente della responsabilità di Sempio. Altrimenti, allo stato, Stasi rimane l’unico colpevole”.
Nel frattempo l’inchiesta non si ferma. Le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi sono coordinate dalla Procura di Pavia che è guidata dai magistrati diretti da Fabio Napoleone. Tutti gli occhi sono puntati ora sulla Procura: il 28 settembre infatti scadranno i termini sulla nuova inchiesta per il delitto di Garlasco con Andrea Sempio indagato.
Per il pool investigativo, Stasi, che all’epoca aveva diciannove anni, avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo un approccio sessuale finito con un rifiuto. Per gli inquirenti l’amico di Marco Poggi avrebbe sviluppato una vera e propria ossessione nei confronti di Chiara, soprattutto dopo aver visto i video intimi della ragazza con Alberto Stasi.
Poco prima dell’omicidio avrebbe chiamato ben tre volte a casa Poggi, nonostante sapesse che l’amico non c’era, solamente per cercare Chiara Poggi. La mattina del delitto avrebbe lasciato diverse tracce in casa, in particolare l’impronta della mano destra impressa sulla parete delle scale, nel punto in cui venne ritrovato il corpo della vittima. L’impronta 33, considerata fondamentale per trovare il colpevole, sarebbe proprio al centro di uno scontro fra la procura di Pavia e la difesa di Stasi, che durante l’estate avrebbe realizzato una serie di consulenze su questo elemento.