Che tempo che fa, le pagelle del 1° febbraio: gli anni difficili di Belen (9), la leggerezza di Antonio Albanese (7)

Fabio Fazio conduce la nuova puntata di Che tempo che fa in cui Belen Rodriguez parla della sua rinascita dopo anni difficili. Le nostre pagelle

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Martina Dessì

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Domenica non è domenica senza Che tempo che fa. E così, Fabio Fazio e la sua squadra sono tornati in diretta sul Nove con una nuova puntata ricca di ospiti e di novità. Tra questi, accomodata su una delle poltrone bianche, c’era anche Belen Rodriguez. Non solo. Lo studio ha accolto il cooperante Alberto Trentini, appena tornato in Italia dopo una detenzione terribile in Venezuela durata oltre un anno, Antonio Albanese che torna al cinema con una nuova commedia, Geolier che si è esibito con un nuovo singolo estratto dal suo ultimo album e, infine, Luciana Littizzetto con la consueta letterina. Ecco il nostro pagellone.

Il racconto Belen, voto: 9

Vent’anni di carriera non sono pochi, soprattutto se arrivi da una situazione complicata e nasci dall’altra parte del mondo. Belen Rodriguez è di certo una donna che ce l’ha fatta, pagando il prezzo delle sue scelte che talvolta le è stato presentato come troppo salato. Si è messa in gioco, ha avuto successo, si è innamorata e ha messo al mondo due figli che oggi sono il suo grande orgoglio. Ma tutto questo non è bastato perché si sorreggesse, nemmeno avere una famiglia solida alle spalle. E così, dopo che tutto sembrava conquistato, la terra sotto i piedi è ceduta come sabbia calda al sole.

“Non è la prima volta che mi capita di stare così, solo che in quelle condizioni sono abituata ad andare a letto. Quel giorno però non volevo dire di no per non deludere nessuno“, ha raccontato spiegando del suo intervento a Vanity Fair Stories, in cui era apparsa in grande difficoltà. In quel momento, è stato ipotizzato di tutto. Perfino che avesse fatto uso di sostanze stupefacenti: “Non mi ricordo niente, mi sono sentita piccolina e molto imbarazzata. Però è vero che dopo gli attacchi di panico ne esci più forte, perché capisci che non vuoi più stare male”. E ancora: “Purtroppo vengo da tre, quattro anni difficili”.

Belen è una donna sincera, lo sappiamo, che mai si è nascosta dietro facili scorciatoie. Per questo, nei giorni del grande scandalo sollevato dalle dichiarazioni su Falsissimo di Fabrizio Corona, ha voluto dire la sua su Maria De Filippi e su quanto abbia rappresentato per la sua carriera. “Maria ha una mente incredibile, da lei ho imparato a pensare in modo costruttivo.  È intelligente, molto una psicologa. Tutte le volte in cui ho parlato con lei, ho imparato qualcos’altro”. Per l’amore? C’è tempo: “Sono sola, non mi piace nessuno. Credo che i miei gusti stiano cambiando”.

La comicità di Antonio Albanese, voto: 7

Antonio Albanese torna al cinema dal 5 febbraio e con uno dei generi che meglio si addice alla sua penna: la commedia. Ironicamente agitato al suo ingresso in studio, è corso verso le poltrone per sedersi subito benché Fabio Fazio l’avesse invitato a raggiungerlo al centro dello studio: “Sono sempre un po’ agitato prima dell’uscita dei miei lavori, non ho manco trovato i funghi in questo periodo”, ha spiegato.

Lavoreremo da grandi è un film dedicato a “tutti quelli che non ce l’hanno fatta”, un modo per provare a far sorridere le persone in sala in un momento in cui ce n’è davvero bisogno. Lunghissima la sua carriera, praticamente dedicata tutta al cinema, che in un certo senso si concentra nel nuovo lavoro presto al cinema che ha voluto con tutte le sue forze. “Desideravo tornare con una commedia per sentire le risate in sala”, ha aggiunto.

La doppia letterina di Luciana Littizzetto, voto: 7,5

Come di consueto, la domenica di Che tempo che fa lascia spazio alle riflessioni di Luciana Littizzetto. Prima è intervenuta durante l’ospitata di Antonio Albanese e, poi, si è lasciata andare a una serie di considerazioni che hanno compreso anche la tragedia che sta accadendo in Sicilia, a Niscemi. “Sappi che io non ho paura di te, lavoro da anni con Fazio, figurati se ho paura di un alieno. Ma dico a te, di tutti i posti del mondo, dovevi sorvolare proprio l’America? Lì c’è l’ICE e uccidono gli immigrati. Mentre io ti scrivo dall’Italia, dove nessuno ha fatto niente per prevenire la frana a Niscemi. Stai lontano da noi caro alieno, non ti meritiamo”, ha detto riferendosi al nuovo avvistamento di Ufo sull’Area 51.

La comica torinese ne ha anche per Emmanuel Macron, già preso di mira una settimana fa per gli occhiali a goccia con lenti a specchio che ha sfoggiato in questi giorni per proteggere gli occhi dalla luce. Un elemento che l’accomuna, curiosamente, alla nostra Bianca Berlinguer che in questi giorni sta conducendo con gli occhiali scuri. “Adesso che il bidet è arrivato a New York, ora tocca a te”, gli ha consigliato.

Geolier canta il nuovo singolo, voto: 7

Appena due anni fa, era al centro della polemica per i voti sospetti raccolti durante la serata delle cover ma – a distanza di tempo – Geolier ha dimostrato di avere la tempra di chi non si arrende. Tutto è possibile è il suo nuovo album in uscita il 16 febbraio e, nel raccontare dell’omaggio a Pino Daniele contenuto nel titolo, ha spiegato: “È una responsabilità grossa avere il nome di Pino nel disco”. Sul palco, ha portato Stelle, l’ultimo estratto dal lavoro sulla lunga distanza in uscita a metà febbraio.

Il ritorno a casa di Alberto Trentini, senza voto

Fabio Fazio l’aveva detto e ha mantenuto la promessa. Dopo il ritorno in Italia, Alberto Trentini è stato in studio per raccontare quello che è accaduto in 423 giorni di prigionia in Venezuela. Una lucidità disarmante, quella che ha mostrato sulle poltrone di Che tempo che fa, che ha commosso tutti: “Verso gennaio dell’anno scorso senza tanti giri di parole il direttore del carcere ha detto ad altri detenuti stranieri che eravamo pedine di scambio. Si prova più che stupore, disperazione, perché non sai per cosa verrai scambiato, quando verrai scambiato, se la trattativa funzionerà. Ci illudevamo che anche se eravamo pedine di scambio, sarebbero stati scambi veloci, ma erano tutte illusioni nostre, che ci creavamo da soli”.

“La cella Rodeo 1 – ma ne ho cambiate molte – erano tutte due metri per quattro con una turca che faceva anche da doccia, eravamo in due in cella. I cambi di cella non erano mai giustificati, come nessun’altra azione del resto: venivano, ti dicevano di vestirti, di prendere le tue poche cose e ti cambiavano di cella. Le condizioni di prigionia erano molto molto dure. Avevamo l’acqua per farci la doccia e per la latrina due volte al giorno, a orari sempre differenti. Non c’era nessuna opportunità di svago, pochissimi libri. Mi avevano sequestrato gli occhiali quindi ero in difficoltà”, ha spiegato ancora. Ad accompagnarlo, l’inseparabile mamma Armanda Colusso.

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