Belve, pagelle del 28 aprile: Romina Power fa piangere (9), Elena Santarelli vera belva (8), Sal Da Vinci democristiano (6,5)

Francesca Fagnani saluta il pubblico dopo l'ultima puntata di "Belve" ma "Belve Crime" è dietro l'angolo. Le pagelle del 28 aprile

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Martina Dessì

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Si chiude un’altra stagione di interviste. Per il gran finale di Belve del 28 aprile, Francesca Fagnani ha apparecchiato una tavolata che manco al Mad Hatter’s Tea Party: Romina Power, che aspettava l’invito da sei anni (praticamente un giubileo), Elena Santarelli, arrivata col lanciafiamme direttamente in borsa, e Sal Da Vinci, fresco di trionfo a Sanremo 2026 e pronto a partire per l’Eurovision. Tre mondi che non comunicano tra loro se non tramite il guinzaglio corto della conduttrice. Ecco il nostro pagellone.

Romina Power fa commuovere – Voto: 9

Non esiste davvero un modo per misurare quanto una persona porti dentro il dolore. A volte però basta guardarla negli occhi quando parla di chi non c’è più. Romina Power non ha perso la figlia Ylenia, o almeno, così continua a credere con una convinzione che non ha ceduto neanche dopo trent’anni. “La sento ancora sulla terra da qualche parte”, ha detto a Francesca Fagnani, proprio come ha continuato a ripetere dal giorno della sua scomparsa avvenuta in circostanze mai chiarite tra il 1993 e il 1994. Era una certezza, coltivata nel silenzio, alimentata da sogni e da persone “con poteri soprannaturali” che le hanno confermato quello che già sapeva nel profondo.

Si può discutere della razionalità di questa posizione. Si può restare scettici. Ma è difficile non restare fermi ad ascoltarla, perché Romina Power sembra parlare proprio come chi sa.

Ma Romina non si è fermata a Ylenia. Ha parlato anche di Al Bano, dal quale è divisa ormai da molti anni: “Dopo di lui non mi sono mai più innamorata, anche se odio dargli questa soddisfazione”. Una frase che vale un romanzo. Ha raccontato dell’infanzia nei collegi, di una madre sui generis – Linda Christian – che non rispondeva alle lettere, che la mandava a recitare nuda in film erotici da minorenne perché “il corpo era un’opera d’arte” e soprattutto perché qualcuno in casa doveva pur guadagnare. “Quella Romina mi fa una grande tenerezza”, ha detto di sé stessa adolescente. E a quel punto, tenerezza l’ha fatta anche a noi.

Elena Santarelli non le manda a dire – Voto: 8

Elena Santarelli è arrivata a Belve con il coltello tra i denti, e va dato atto che non lo ha nascosto nemmeno per un secondo. Anni di “alta, bionda, e allora?”, di porte chiuse, di complimenti sbandierati e poi niente, di occasioni svanite per ragioni che si intuivano ma non si dicevano mai ad alta voce. Stavolta le ha dette lei, ad alta voce, davanti a milioni di persone.

La storia con Le Iene e Belén Rodriguez è ormai celebre – “mi hanno preferito lei, eppure Davide Parenti era sceso in studio a complimentarsi” – e fa ancora un certo effetto sentirla raccontare così, dato che non capita praticamente mai. Stesso discorso per il film di Leonardo Pieraccioni, Una moglie bellissima, dove alla fine spuntò Laura Torrisi: “Come mai arrivo sempre dopo le altre?”. Fagnani, lì, ha alzato un sopracciglio. E Santarelli ha già pronta la risposta: “Comunque poi Torrisi e Pieraccioni si sono fidanzati e hanno avuto una figlia, il destino voleva così”.

Si arriva perfino a Emilio Fede. La meteorina, il licenziamento improvviso, l’invito a cena rifiutato, il silenzio che ne è seguito non sono stati facili da dimenticare. “Non so se ci arriva in paradiso”, ha detto con la stessa calma con cui si ordina un caffè. Fagnani è rimasta basita, e si sa che ci vuole parecchio per stupire Francesca Fagnani.

Sal Da Vinci fa il democristiano – Voto: 6,5

Francesca Fagnani lo ha definito “un democristiano”, e raramente una definizione è stata così precisa e così affettuosamente impietosa allo stesso tempo. Sal Da Vinci è un uomo in pace con se stesso, forse troppo in pace per una trasmissione che vive di crepe e confessioni. Ha risposto senza sbavature, ha schivato con eleganza, ha sorriso quando poteva, ha glissato quando conveniva.

Il capitolo Aldo Cazzullo era quello più atteso, e il cantante non ha deluso: “Il dottor Cazzullo non è un critico musicale, è un bravissimo giornalista che rispetto tantissimo. Credo che canticchi la mia canzone sotto la doccia”. Perfetto. Tagliente senza alzare la voce, ironico senza essere cattivo. Un punto. Sul “neomelodico”, parola che evidentemente lo pizzica come una scarpa stretta, ha rivendicato con orgoglio la sua musica, la melodia, le radici napoletane, senza chiedere scusa a nessuno. E anche lì, un punto.

Quello che manca è l’imperfezione, quella incrinatura che rende le persone memorabili in televisione. Tranne in un momento: quando ha ricordato il padre, l’ultima telefonata e il non essere arrivato in tempo. Lì, Sal Da Vinci ha smesso di essere democristiano. Le lacrime non si gestiscono, arrivano e basta. Ed è stato, forse, il momento più vero di tutta la sua intervista.

Tra qualche giorno sarà all’Eurovision. Che vada bene.

Francesca Fagnani chiude – Voto: 9

Vale la pena spendere due parole anche sulla conduttrice, perché Belve non è Belve senza di lei. Sa quando spingere e quando lasciar correre, sa usare il silenzio come uno strumento, sa che la domanda più efficace è spesso quella che sembra innocente. E concludere la stagione con Romina Power era già un colpo grosso ma riuscire a fare emozionare anche Sal Da Vinci – il re del galateo televisivo – è una cosa che merita rispetto.

Arrivederci alla prossima stagione, Belva Suprema.

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